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venerdì 6 maggio 2011


Di Francesca Maio

Chi l’avrebbe mai detto che dai rifiuti è possibile ‘riciclare’ biglietti d’ingresso per il cinema! E’ proprio ciò che accade a Pamplona, in Spagna, dove per promuovere la raccolta differenziata e rendere pro attivi i cittadini, la Mancomunidad de la Comarca di Pamplona, un ente locale molto attivo in materia ambientale, ha installato una stazione automatica che riceve e smista latte e bottiglie trasformandole in punti premio, i quali se accumulati vengono convertiti in biglietti per il cinema.

L’iniziativa è una novità in Spagna mentre dispositivi simili sono già attivi in Australia, Stati Uniti e alcune nazioni europee come Germania, Inghilterra, Scandinavia e Olanda.

Un’ esperienza analoga è stata sviluppata da qualche anno anche in Italia, grazie a MrPet di Keo. Si tratta di un innovativo sistema che premia l’impegno dei cittadini nella raccolta differenziata traducendo la quantità di bottiglie riciclate da ogni utente in Punti fedeltà e quindi sconti e promozioni nei negozi aderenti al circuito.

Curiosa è la strategia di promozione e comunicazione adottata da MrPET che per allinearsi al concetto di sostenibilità ambientale non solo ha deciso nel maggio 2010 di diventare sponsor del Giro cicloturistico della Sardegna, ma si fa anche promotore scelte quotidiane rispettose dell’ambiente. Come? Attraverso lo schermo video delle sue postazioni , dalle quali sono proiettate informazioni e consigli utili per una spesa razionale, conveniente e certamente ecologicamente sostenibile.

Ecco una breve intervista a KEO srl, società piemontese di eco-progettazione che si occupa di MrPet.

Il problema della raccolta differenziata è un concetto molto attuale in Italia e Mr Pet è un’iniziativa virtuosa nell’ambito. Come si sta sviluppando in Italia?

«MrPET è un sistema di raccolta differenziata premiata degli imballi in PET. In un contesto in cui il riutilizzo dei materiali usati ha un crescente valore tanto economico che ambientale, le potenzialità di sviluppo di MrPET sono molto alte. Ad oggi postazioni MrPET di raccolta sono presenti in Piemonte, Valle d'Aosta, Sardegna e in Francia. La distribuzione territoriale sarà potenziata nel prossimo futuro, con l'attivazione di nuove collaborazioni con punti vendita e altri enti».

Mr Pet in Italia è legato ai punti vendita della GDO in Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta. Perché la scelta della partnership è ricaduta esclusivamente sulla grande distribuzione? E’ prevista l’attivazione di nuove postazioni nel prossimo futuro?

«Una grande quantità di bottiglie dell'acqua si vende nei supermercati; la postazione MrPET che ricicla le bottiglie risulta allora un servizio utile a ridurre l'impatto ambientale del punto vendita. Il valore sociale di MrPET, inoltre, è tanto più alto quante più persone riesce a raggiungere: anche per questo i supermercati sono stati i nostri primi interlocutori. La struttura di un supermercato, infine, permette di soddisfare più facilmente i requisiti tecnici necessari per installare le macchine (disponibilità di corrente elettrica, di spazio per lo stoccaggio delle bottiglie pressate, ecc.). Stiamo comunque sviluppando nuove modalità di collaborazione che includano altri soggetti. Ad esempio, è in via di sperimentazione un sistema integrato che coinvolga una rete di negozi di piccole e medie dimensioni».

Qual è stata la reazione delle persone a Mr Pet?

«La reazione è estremamente positiva. MrPET rappresenta una filiera virtuosa grazie a cui le bottiglie da rifiuto diventano nuova materia prima dotata di valore. Valore che MrPET riconosce come premio a coloro che portano i propri imballi in PET alle postazioni distribuite sul territorio. L'elevato numero di punti caricati sulle card personali (direttamente proporzionali alle bottiglie conferite) è la migliore dimostrazione del successo del progetto e dell'impegno dei cittadini, nonostante le difficoltà che un sistema all'avanguardia inevitabilmente comporta. Con le bottiglie raccolte da MrPET si producono carrelli e cestini per la spesa , tessuto (KeoVelvet), articoli da cancelleria, casalinghi».

sabato 9 aprile 2011

Forum AcquAzione, a Torino 100 studenti parlano di acqua

Hanno tra i 15 e i 20 anni, qualche borchia in faccia oppure no, capelli a spazzola o chiome fluenti e occhi grandi con cui guardare il mondo. Chi sono? Sono i Water Manager, i giovanissimi esperti dell’acqua delle 44 scuole superiori del Piemonte e di Reggio Emilia che aderiscono a T.V.B. Ti Voglio Bere, progetto per la valorizzazione della risorsa idrica del Centro Studi Ambientali.

Si sono dati appuntamento a Torino martedì 5 aprile per il convegno annuale AcquAzione (realizzato grazie ai contributi dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Piemonte), il momento in cui tutti gli studenti formati in questi anni durante il percorso T.V.B. presentano i lavori svolti sul tema acqua: poster, power point, video, testi, questionari, magliette, ecc per dire, ognuno con competenze e linguaggi diversi, che loro all’acqua ci tengono, loro all’acqua vogliono bene e che dunque se la vogliono bere. Pubblica e sfusa, grazie, che è più buona anche per l’ambiente.

C’è chi arriva da Novara, chi da Venaria Reale, chi addirittura da Reggio Emilia (il progetto lì è promosso da scuola, Provincia di Reggio Emilia e Iren Emilia e si chiama “AcquaPubblica T.V.B. Ti Voglio Bere”) e chi invece gioca in casa sabauda. Li accompagnano i loro emozionati insegnanti, Water Manager senior, in un certo senso. Ci hanno creduto anche loro in questi anni al percorso fatto con T.V.B., e ora che il momento è arrivato, fremono come fossero al saggio di danza dei loro rampolli.

Un bell’applauso di incoraggiamento e via: gli studenti si trasformano in pubblicitari, in nutrizionisti, in deejay o in chimici in erba, salgono sul palco e si raccontano, spiegando nei Manifesti chi è e in cosa crede il Water Manager, insegnando ai loro compagni come si idea la pubblicità progresso per l’acqua del rubinetto e quali sono le sue proprietà salutistiche e come si fa dunque a convertire la famiglia e gli amici al berla, senza pregiudizi e con consapevolezza. E poi raccontano le azioni realizzate a scuola durante l’anno scolastico all’interno del progetto T.V.B., quelle che vogliono fare in futuro, e insegnano agli altri a interpretare le etichette delle acque imbottigliate, che noi italiani continuiamo a comprare a ritmi di 8 miliardi di bottiglie in plastica all’anno. Perché, diciamolo, il lavoro dei Water Manager non è mica finito qui.

"T.V.B. Ti Voglio Bere nelle vostre scuole – dichiara Stefania Tron del Centro Studi Ambientali – ha permesso finora di evitare il consumo di 264.000 bottigliette da mezzo litro d’acqua, che equivalgono a 5,3 t di plastica non prodotta e a 11,3 t di anidride carbonica non emessa in atmosfera, attraverso l’installazione di 46 fontanelle. Grazie dunque all’impegno delle scuole e grazie a tutti i soggetti che in questi anni hanno permesso la crescita di questa progettualità”. Tra di loro, Mariella Balbo della Circoscrizione 7 della Città di Torino spiega che, in verità, il loro unico merito è stato quello di aver creduto nei ragazzi. Hai detto niente.

È bello vedere come e quanto T.V.B. sia cresciuto, coinvolgendo anche studenti di altre regioni e di età diverse”, aggiunge Anna Boggio, Dirigente scolastico del Liceo Gioberti di Torino, all’interno del quale è nato 6 anni fa. T.V.B. Ti Voglio Bere, infatti, nel frattempo è andato anche all’università, entrando nelle 13 residenze EDISU di Torino, con notevoli ricadute ambientali in termini di litri risparmiati e quantità di bottiglie in plastica non consumate grazie all’installazione di sistemi per il trattamento nelle cucine delle residenze, spiega Chiara Elia dell’EDISU Piemonte. “Voi ragazzi sarete gli amministratori e i decisori di domani – dice il Presidente dell’EDISU, Umberto Trabucco, per questo è importante che la vostra formazione preveda percorsi come questo di sensibilizzazione e attenzione all’ambiente”.

E dopo essere stato all’università, quest’anno T.V.B. si è messo in viaggio, per arrivare, come detto, anche a Reggio Emilia - al Liceo Aldo Moro, precisamente - dove si è fuso con un progetto precedente, diventando “AcquaPubblica T.V.B. Ti Voglio Bere”. “I risultati finora raggiunti sono molto incoraggianti: sono già stati erogati più di 3.000 litri di acqua sfusa e le attività di formazione e diffusione stanno andando molto bene, anche grazie all’impegno delle insegnanti – dichiara Fiorenza Genovese di Iren Emilia, che con la Provincia di Reggio Emilia e il Liceo stesso sostiene il progetto emiliano -. L’augurio per il prossimo anno è quello di poter allargare anche a Reggio Emilia la rete delle scuole aderenti”. Chissà che allora una delle prossime edizioni di AcquAzione” non sia proprio targata RE?

Per informazioni:
Alessandra Mazzotta – Centro Studi Ambientali - Tel. 011.19710596 mazzotta@studiambientali.to.it - www.studiambientali.to.it - www.tvb-tivogliobere.it

martedì 1 febbraio 2011

Oggi ragazzi in azione contro in rifiuti in California

Gli alunni della quinta classe della scuola Mount Madonna School di Watsonville in California all'interno di varie proposte di progetti a difesa dell'ambiente hanno scelto di concentrarsi su un programma di protezione delle otarie della California, specie tra le più minacciate della West Coast del Pacifico. I ragazzi sono impegnati in diverse attività a difesa di questi animali a partire dall'analisi di quelle azioni compiute dagli uomini che possono metterli in pericolo.

I ragazzi hanno voluto così creare un evento che potesse sensibilizzare le persone sul problema dei rifiuti che finiscono in mare e che per l'80% arrivano dalla terraferma.

Per azione degli agenti atmosferici e attraverso i corsi d'acqua i rifiuti si riversano in mare e, soprattutto quelli in plastica, possono rappresentare un serio pericolo per le otarie ed altri animali marini. Sacchetti, reti, pezzi di imballaggio come quelli a forma di anello possono catturare o imbrigliare i mammiferi marini che finiscono di morire per fame, asfissia, o diventare vittime di altri predatori, oppure possono ingerirli accidentalmente scambiandoli per cibo con conseguenze altrettanto letali .

Ed ecco l'idea e l'invito per l'evento che ha avuto luogo oggi: The World Wide Waste Reduction Day, La Giornata Internazionale di Riduzione dei Rifiuti, per salvare mari ed oceani perché tante persone che si impegnano in tutto il mondo possono fare la differenza .

Ai partecipanti è stato richiesto di raccogliere dei rifiuti abbandonati di fotografarli ed inviare foto e luogo del ritrovamento ad una casella di posta elettronica.





venerdì 14 gennaio 2011

Imparare a scuola a bere consapevole

A DeWitt una cittadina sobborgo di Syracuse negli USA i ragazzi che frequentano la quinta classe presso la scuola privata MPH, Manlio Pebble Hill appartengono al gruppo di 183 studenti che ha ricevuto in dono una borraccia in acciaio inossidabile personalizzata con l'impressione del proprio nome e il nome della scuola.

"Le bottiglie di plastica sono una di quelle cose che di solito finiscono nelle discariche", ha detto Bruno, secondo da destra nella foto. "Quando uso la mia borraccia mi sento come se stessi aiutando l'universo non usando più plastica. Le bottiglie di plastica non si prestano per essere riutilizzate, si consumano e si formano delle muffe ".

Jayne Charlamb, che presiede il Comitato di MPH Green Committee racconta che la distribuzione delle bottiglie rappresenta la fase finale di un progetto di educazione ambientale che ha visto anche l'eliminazione della vendita di acqua in bottiglia in tutto il campus e l'istallazione di fontane ed erogatori di acqua microfiltrata e refrigerata dove si possono riempire le borracce.

Allo stesso tempo si serve l'acqua del campus anche durante tutte le riunioni e gli eventi al posto dell'acqua in bottiglia.

Con la distribuzione delle borracce ci sono state dibattiti nelle classi su cosa si intende per comportamenti ecologicamente responsabile. Il cambiamento ha provocato qualche protesta soprattutto da parte dei ragazzi più grandi delle scuole medie che trovavano più comodo utilizzare acqua in bottiglia usa e getta

"C'è stata qualche resistenza," ha detto Charlamb. "Ma è importante spiegare ai ragazzi che non sempre ciò che ci risulta facile e conveniente è la migliore scelta per l'ambiente, e i ragazzi si stanno abituando a fare queste considerazioni prima di agire. Questo insegnamento va trasmesso ai bambini con l'educazione scolastica in modo che possano condividerlo tornando a casa con le famiglie. "

Gli studenti hanno appreso che sono circa 140 milioni le bottiglie monouso in plastica che finiscono nelle discariche ogni giorno e che , se messe una accanto all'altra coprirebbero il tragitto che da New York porta in Cina e ritorno. Inoltre ,di questi 140 milioni , solamente una minima parte ne viene riciclata e grandi quantità raggiungono i corsi d'acqua e a seguire i mari e gli oceani inquinando per centinaia e centinaia di anni.

La scuola ha inoltre installato pannelli solari sul tetto, sta aumentando le percentuali di materiali riciclati, praticando il compostaggio, e tagliando il consumo di carta, evitando, tra le altre azioni, la spedizione di lettere per posta.



lunedì 3 gennaio 2011

USA: acqua in bottiglia off-limits in alcuni esercizi

Sono molti i negozi di generi alimentari che negli Stati Uniti hanno eliminato l'acqua in bottiglia di plastica dal loro assortimento. Un pioniere in tal senso è Ashland Food Co-op l'unico rivenditore di prodotti organici certificati nel sud dell' Oregon.

Nata come cooperativa di acquisto nel 1971 il circuito conta ora oltre 7000 cooperative che offrono un vasto assortimento di prodotti biologici dalle carni al pesce, salumi, prodotti da forno, birra , vino e cosmetica.

Nel settembre del 2009 Ashland Food Co-op ha eliminato le bottiglie di acqua in plastica dagli scaffali. Il fatto di per sé non costituisce una sorpresa, visto le caratteristiche del rivenditore, ma l'aspetto interessante è come ci sono arrivati.

Ashland ha infatti ricevuto le prime richieste da parte della clientela che chiedeva loro come si conciliasse la sostenibilità perseguita dalla mission aziendale con la vendita dell'acqua in bottiglie di plastica tramite note imbucate nella cassetta dei suggerimenti presente nel punto vendita.

La direzione ha preso sul serio le richieste effettuando, di conseguenza, delle ricerche sull'impatto ambientale della produzione di bottiglie di plastica come consumo di energia, produzione di inquinamento e contributo al riscaldamento globale.

Gli esiti hanno spinto la cooperativa a lanciare la campagna "Take Back the Tap" con il compito di eliminare dalla vendita le bottiglie di plastica dagli scaffali del negozio e allo stesso tempo promuovere l'acqua del rubinetto. La cooperativa ha infatti messo in vendita bottiglie colorate in acciaio inox riutilizzabili a $ 12 che i clienti possono riempire gratuitamente di acqua nel punto vendita.

A parte i turisti stagionali che non conoscevano la cooperativa e sono stati colti impreparati i clienti, secondo la direzione, hanno reagito molto bene.

Questa non è la prima iniziativa a favore dell'ambiente di Ashland perché nel 2008 tutti i sacchetti di plastica sono stati sostituiti alle casse con borse riutilizzabili e, allo stesso tempo, è stato ridotto del 75% il consumo dei sacchetti di carta.

Altri punti vendita Co-op hanno seguito il loro esempio e rimosso l'acqua in bottiglia dai loro scaffali con "Take Back the Tap". Anche un festival locale di cinema indipendente che usava distribuire acqua in bottiglia gratuitamente ha sospeso la pratica.

In tutto il paese ci sono state altre tipologie di negozi che hanno avviato iniziative simili ma ad oggi nessuna delle grandi catene ha seguito l'esempio.

La prossima iniziativa sostenibile di Ashland riguarderà la sostituzione delle stoviglie monouso compostabili con altre riutilizzabili nel comparto gastronomia. Stanno infatti acquistando allo scopo piatti, contenitori e stoviglie lavabili oltre che una lavastoviglie.

La portavoce di Ashland, Annie Hoy, riconosce che non è facile per qualsiasi negozio prendere decisioni del genere ma che per quanto li riguarda hanno deciso che merita ascoltare i clienti e non aver paura di provare a cambiare.


lunedì 20 dicembre 2010

BAGS Across the Globe

Cosa hanno in comune i sacchetti di plastica e i rifiuti tessili ?

Una risposta si trova nel progetto BAGS Across the Globe di Ann Savageau, Professore Associato di Design presso l'Università della California di Davis ( UC Davis).

Nel 2006 Ann Savageau tiene un corso di laurea sulla sostenibilità e facendo una ricerca sui materiali comincia a rendersi conto del pesante impatto ambientale causato dai tanti prodotti di consumo creati dai designers e decide di insegnare alla nuova generazione di designers a creare dei prodotti che possano migliorare il pianeta invece di aggiungere altri rifiuti nelle discariche.

A partire dal consumo fuori controllo dei sacchetti di plastica e dalle quantità di rifuto tessile prodotto nel campus la docente fonda nel 2008 un progetto chiamato BAG Across the Globe allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'impatto ambientale dei sacchetti e fornire un'alternativa sostenibile e bella a vedersi come le borse riutilizzabili.

Per raggiungere questi obiettivi sono state create dagli studenti 160 borse tutte diverse che sono state spedite a 80 persone in due esemplari. Ai beneficiari veniva richiesto di tenere una borsa e di regalare l'altra ad un amico per diffondere il messaggio.

Secondo le stime di Ann Savageau sono oltre 200 le persone hanno partecipato a BAGS Across the Globe e sono stati coinvolti anche studenti delle scuole elementari a Londra e gli studenti di design di un'altra università della Colombia la Pontificia Universidad Javerianna di Cali.

Le borse sono state realizzate da 11 studenti del corso di design insieme alla docente e con l'aiuto di altri studenti universitari interni che hanno contribuito a creare il sito e il logo dell'iniziativa. In particolare hanno lavorato diversi mesi per preparare le borse e i materiali che verranno esposti in una mostra che verrà inaugurata l'11 gennaio prossimo dal titolo “Designing to reduce waste”.

Questa mostra vedrà anche alcune installazione come un tornado di oltre un migliaio di sacchetti che rappresentano la quantità di sacchetti consumata da due persone in un anno in California e una pietra di plastica di trenta chili trovata nello stomaco di un cammello che ha causato la morte dell'animale. Anche i cammelli, animali ruminanti, mangiano sacchetti e corde di plastica che si calcificano formando delle pietre che occludono lo stomaco.

Anche gli studenti del corso di design della moda hanno adottato il progetto e creeranno una propria serie di borse riutilizzabili con tessuti di recupero raccolti nel campus che venderanno per raccogliere fondi per la loro sfilata annuale.

Per saperne di più visita il sito del progetto.

venerdì 29 ottobre 2010

Camminando verso il futuro attraverso una scatola: il nuovo progetto Puma




di Annalisa Audino

La salute dell’ambiente passa anche attraverso... le scatole delle scarpe! Non è una provocazione e tanto meno una battuta, ma l’originale e interessante progetto presentato dalla Puma a Londra nel Museo del Design. Una delle più grandi aziende di scarpe sportive ha ideato infatti un nuovo packaging a favore dell'ambiente: si chiama Clever little bag e sostituisce la classica scatola di cartone pesante con un imballo leggero, in materiale riciclato e riciclabile, e da un sacchetto di tessuto, riutilizzabile.Il cartone della confezione non ha materiali poliaccoppiati così da non creare ostacoli nel riciclo e al suo interno non è presente la classica carta velina in modo da non avere ulteriore materiale di scarto: grazie all’utilizzo del sacchettino esterno in PET riciclato infine non servirà trasportare la scatola in un ulteriore sacchetto in plastica rilasciato dal venditore.

Questa fase “sostenibile” della produzione Puma prevede il risparmio di oltre il 60% di carta (circa 8,5 tonnellate) e di acqua all'anno e l'abbattimento di emissioni di CO2. Il progetto, descritto dal responsabile Yves Behar e dal presidente dell’azienda Jochen Zeitz, unisce all’ecosostenibilità dell’iniziativa anche un’innovazione nei sistemi di distribuzione dei prodotti: le scatole di cartone in cui sono contenute le confezioni saranno infatti sostituite da leggeri imballi sovrapponibili.

Da oltre 10 anni l’azienda Puma è impegnata in progetti di tutela ambientale, con l’obiettivo di ridurre del 25% l'utilizzo di carbone, acqua, energia, ridurre del 25% la produzione di rifiuti e incrementare la produzione internazionale di accessori, prodotti sportivi e tecnici realizzati secondo i migliori standard di sostenibilità ambientale. L’obiettivo finale è quello di diffondere quindi la presenza di questi prodotti ecosostenibili almeno al 50% del totale dei prodotti entro il 2015. «Nonostante i progetti e le ricerche - ha dichiarato il direttore esecutivo Jochen Zeitz - l’azienda non otterrà un risparmio economico: non ci aspettiamo infatti di poter ridurre i costi, anzi, nel breve termine, potrebbe addirittura verificarsi un impatto negativo sul bilancio economico, ma sul lungo termine sicuramente ci saranno dei benefici economici e ovviamente ambientali. La sostenibilità è necessaria, considerando la situazione del nostro pianeta: noi come le altre aziende siamo in ritardo nell’assunzione delle responsabilità e non possiamo aspettare i governi. Le imprese devono dare l’esempio».

Oltre al progetto, è originale anche il modo di comunicarlo: accanto al normale comunicato stampa per giornalisti, rivenditori e ricercatori ambientali, la Puma ha infatti ideato un intelligente video che spiega l’iniziativa fin dalla sua nascita, ossia dalle ricerche, dalle soluzioni ipotizzate e da quella trovata.

venerdì 22 ottobre 2010

La guerra all'acqua in bottiglia negli USA


A partire dallo scorso settembre la Seattle University è diventata la prima università dello Stato di Washington che ha proibito la vendita di acqua minerale in bottiglie di plastica, e una delle poche al mondo ad avere fatto questa scelta. L'unica acqua che si può bere in tutto il campus, dai servizi di ristorazione alla biblioteca, ai distributori automatici, è quella del rubinetto.
I veri promotori dell'iniziativa sono stati gli studenti che hanno preso la decisione di far cessare la vendita di acqua in bottiglia per le seguenti motivazioni:

-la necessità di mantenere l'accesso all'acqua un diritto universale per tutti gli uomini che come tale non può essere mercificato;
-il contributo che questa scelta può dare al raggiungimento globale degli obiettivi di riduzione dei gas serra che il campus si è prefisso;
-perché l'acqua del rubinetto di Seattle è una delle migliori della nazione sotto tutti gli aspetti.

L'acqua viene erogata da diverse fontanelle tutte chiaramente riportate dalla mappa del campus che sono presenti negli edifici del campus dove è possibile riempire bottiglie, caraffe e borracce termiche.
Nel campus è possibile acquistare delle borracce a $ 9.99 e contribuire a un progetto che permette ad Haiti di avere accesso all'acqua potabile. Una parte del ricavato della vendita viene donata infatti ad un'associazione, Engineers Without Borders (EWB) che per ogni singola bottiglia venduta permette a quattro haitiani di poter bere acqua pulita per dieci anni. Questo grazie ai sistemi di trattamento delle acque che EWB ha donato al paese di Haiti e che gestisce anche come manutenzione.
Le bottiglie sono state inoltre acquistate da Corporate Accountability International (CAI) con il logo della loro campagna Think Outside the bottle e anche qui CAI con la vendita delle bottiglie raccoglie fondi per la campagna che promuove la diffusione dell'acqua di rubinetto.
Secondo il Container Recycling Institute gli americani buttano ogni anno 425 milioni di bottiglie di plastica e altri contenitori per bevande. L'introduzione di sistemi di vuoto a rendere per la plastica e l'alluminio , l'emissione di ordinanze che vietano la vendita di acqua in bottiglia o che vietano il conferimento di bottiglie di plastica nelle discariche sono state attuate per incoraggiare il riciclaggio e ridurre gli sprechi da un certo numero di stati, città e università.
Diversi stati hanno implementato un sistema di vuoto a rendere che consiste nel richiedere al momento dell'acquisto il pagamento di una cifra come cauzione che viene restituita quando i residenti riportano le bottiglie e le lattine nei centri di riciclaggio. Gli stati che hanno in vigore questo sistema al momento sono: California, Connecticut, Delaware, Hawaii, Iowa, Maine, Massachusetts, Michigan, New York, Oregon e Vermont. Ecco alcuni esempi di azioni intraprese nei vari stati.

Carolina del Nord
Non è possibile gettare nell'indifferenziato le bottiglie di plastica a causa del divieto di conferimento in discarica. I residenti devo consegnare le bottiglie di plastica ai centri di riciclaggio o tramite il servizio porta a porta dove esistente.
Missouri
Nonostante lo stato non abbia ancora vietato l'uso delle bottiglie di plastica e abbia avviato solamente diversi centri di riciclaggio che le accettano la. Washington University, a la St. Louis ne hanno vietato l'uso all'interno del campus.
Massachusetts
Lo stato ha bandito l'utilizzo di bisfenolo A nelle bottiglie di plastica e nei contenitori per alimenti.
La città di Concord ha votato nel maggio 2010 per un divieto di vendita di acqua in bottiglia.
California
San Francisco ha vietato la fornitura di acqua in bottiglia in tutte le proprie sedi e anche in occasione di eventi pubblici. Si attende una legislazione che bandisca il bisfenolo A da bottiglie e contenitori per alimenti. L'Università di San Francisco ha bandito l'acqua in bottiglia lo scorso luglio.
Minnesota
E' diventato il primo stato a vietare il Bisfenolo A nelle bottiglie e biberon e altri contenitori di cibi e bevande destinati ai bambini. Diverse università dello stato come la Winona State University e la Minnesota State University stanno lavorando per arrivare a un divieto all'interno dei loro campus.
Oregon
Anche qui c'è un'università che guida la rivolta, si tratta dell'Università di Portland che ha già un divieto in corso. Lo stato sta invece lavorando a un disegno di legge con misure allo studio atte ad incoraggiare le persone a rendere le bottiglie per il riciclaggio.

domenica 10 ottobre 2010

I ragazzi di Scurcola chiedono al sindaco di abolire i sacchetti di plastica


Riportiamo con piacere questa notizia da Scurcola Marsicana dove si evince il contributo che il nostro sito e la sua sezione scuole ha potuto fornire. Auguriamo a ragazzi ed insegnanti un buon lavoro e di non mollare!

E’ in onore del Sindaco di Pollica Angelo Vassallo che gli alunni della scuola primaria e secondaria di Scurcola Marsicana hanno dedicato le giornate di Puliamo il Mondo” promosse da Legambiente (Circolo Marsicano) e dall’Amministrazione Comunale. I ragazzi insieme alle insegnanti hanno sottoscritto una dichiarazione di impegno con la quale intendono promuovere la sostituzione del sacchetto di plastica a favore di borse riutilizzabili e biodegradabili e per riconoscere e diffondere altri comportamenti di maggiore responsabilità verso l’ambiente.
E proprio al Sindaco di Scurcola che ha ricevuto in Comune i 78 alunni hanno consegnato una lettera con quale chiedono l’impegno a:
promulgare una delibera che imponga il divieto dei sacchetti di plastica, ai cittadini e agli esercizi commerciali di Scurcola Marsicana (la legge approvata nel 2007 che imponeva tale divieto entro il 2010, è stata prorogata al 2011
se non addirittura nel 2012) e al Sindaco è stato chiesto:
“Perché usare il sacchetto di plastica per pochi minuti se dura dai 100 ai 400 anni ? Perché averli per pochi centesimi o gratuitamente e poi pagarli a caro prezzo per il resto della nostra vita se:
- Costituisce un’inutile spreco di risorse energetiche non rinnovabili e deriva dal petrolio;
- Deturpa e inquina per centinaia di anni ogni luogo del pianeta
- Per opera di agenti naturali e attraverso scarichi e corsi d’acqua raggiunge mari e oceani dove diventa un serial killer.
I sacchetti uccidono ogni anno oltre centomila esseri viventi: mammiferi marini, tartarughe, uccelli,... che li inghiottono scambiandoli per cibo o che vi rimangono intrappolati morendo per fame o asfissia. “
Il Sindaco HA RACCOLTO L’APPELLO DEI RAGAZZI E si è impegnato a riportare in sede di Giunta e anche di Consiglio, la proposta di cui si è dichiarato subito entusiasta, ricordando come è necessario e fondamentale che siano i ragazzi ha prendere delle iniziative assumendosi delle responsabilità che appartengono a tutto il genere umano. “Sarete i prossimi amministratori di questo paese e se volete impegnarvi con questi presupposti siamo sulla strada giusta.”
I ragazzi della 5° e delle medie avranno il compito per l’intero anno scolastico di proseguire una serie di attività riguardante: 1)il censimento all’interno delle proprie famiglie dei sacchetti che finiscono in casa; 2) sensibilizzazione ed informazione presso gli esercizi commerciali del proprio paese, cercando di promuovere una vera e propri prima a campagna contro i sacchetti di plastica. Appuntamento al prossimo anno, allora e chissà che da Scurcola scompaiano definitivamente i sacchetti di plastica.

Tratto da: www.terremarsicane.it

lunedì 30 agosto 2010

A Vinci se porti la sporta entri gratis al museo

Comune e Publiambiente insieme lanciano un progetto e un concorso: dopo 50 acquisti con la sporta in omaggio biglietti per visite ai musei della zona.

Con l'avvio della raccolta differenziata dei rifiuti "porta a porta" l'amministrazione comunale di Vinci, insieme a Publiambiente, ha sentito l'esigenza di mettere in atto alcune azioni positive per agevolare la riduzione dei rifiuti con la collaborazione delle attività commerciali.
"Porta la Sporta" è una delle azioni intraprese che si svolgerà dal 13 settembre 2010 al 31 gennaio 2011.

L'obiettivo è, naturalmente, quello di ridurre il più possibile l'utilizzo dei sacchetti di plastica. Le attività commerciali che aderiranno all’iniziativa saranno pubblicizzate a mezzo stampa e sul sito del comune, gli verranno inoltre consegnate una vetrofania ed una locandina quale riconoscimento di adesione alla campagna oltre alle "sporte" che dovranno distribuire ai clienti.

La sporta è di tela ecologica, prodotta con plastica riciclata e juta leggera e ripiegabile, può essere facilmente portata dietro e utilizzata tutte le volte che ce ne sarà necessità.

La borsa sarà inoltre corredata di un depliant che spiega le modalità dell'iniziativa e di una tessera dove sarà apposto un visto dai negozi aderenti ogni volta che i clienti utilizzeranno la "sporta"; al completa mento della tessera (50 visti) il possessore lo comunicherà all'ufficio Ambiente del Comune ed avrà diritto al biglietto di accesso per tutta la famiglia ai Musei del circuito "Le Terre del Rinascimento" (che comprende la visita dei musei pubblici dei Comuni di Vinci, Empoli, Montelupo Fiorentino, Capraia e Limite, Cerreto Guidi e Fucecchio).

Il premio verrà consegnato nel mese di febbraio 2010 in una cerimonia pubblica organizzata dal Comune alla presenza del Sindaco, del Presidente di Publiambiente e della stampa.

Nel frattempo sono state spedite 70 lettere ad altrettante attività commerciali per aderire al progetto. Quattromila le sporte a disposizione: molte, se si considera che le famiglie residente nel territorio vinciano sono 5.500. Anche i non residenti potranno comunque partecipare al concorso: l’invito è rivolto soprattutto ai cittadini dei comuni confinanti.

Tratto da Gonews dove si può vedere l'intervista al sindaco di Vinci che annuncia anche altre iniziative per la riduzione dei rifiuti.

domenica 22 agosto 2010

Un weekend senza petrolio


Si è concluso oggi domenica 22 agosto negli USA il "Weekend without Oil" un' iniziativa rivolta ai ragazzi ma aperta a tutti per rendersi conto di quanto i nostri stili di vita e di consumo siano connessi all'uso del petrolio.
L'iniziativa si è posta l'obiettivo di raggiungere 166.000 adesioni che si tradurrebbe in un risparmio stimato di un milione di galloni di petrolio in due giorni.
Ogni americano consuma infatti 3 galloni al giorno, 11,340 lt che portano a un consumo annuale di 300 miliardi di galloni.
Per partecipare bisognava iscriversi sul sito dell'iniziativa dove appaiono le dieci regole da rispettare nel weekend senza petrolio. In realtà dovremo cercare di seguire queste indicazioni il più possibile nella vita di tutti i giorni, alcune non sono particolarmente difficili.
  1. Camminare o andare in bicicletta, evitare di usare l'auto e quando necessario organizzarsi viaggiando insieme ad altri praticando il car pooling. Il carburante per il trasporto è responsabile del 40% del consumo di petrolio.
  2. Evitare di acquistare nuove attrezzature sportive come palloni da calcio o di basket quando possono durare molti anni. Un quarto dei palloni viene realizzato con materiale plastico.
  3. Utilizzare solamente borse riutilizzabili, perchè sprecare energie e risorse per un uso di pochi minuti ?
  4. Seguire una dieta consapevole, si può ridurre il consumo di petrolio cambiando la dieta, mangiando meno carne, consumando prodotti locali e alimenti biologici che non richiedono l'impiego di fertilizzanti spesso a base di petrolio.
  5. Non comprare nuovi make up, la maggior parte dei cosmetici come smalti, ciprie rossetti sono a base di petrolio e quando risulti necessario l'acquisto si possono trovare delle marche che non lo contengono.
  6. Bere l'acqua del rubinetto per evitare lo spreco delle bottiglie di plastica. Quando ci si sposta si può utilizzare una borraccia.
  7. Evitare di acquistare nuova tecnologia che consuma sempre molto petrolio, utilizzare l'elettronica che ancora funziona bene, non è necessario avere sempre l'ultimo ritrovato.
  8. Evitare l'acquisto di nuovi Dvd e BluRay: il petrolio è il materiale chiave per la loro produzione, l'imballaggio e la spedizione. Meglio andare al cinema o vedere i film in streaming.
  9. Non comperare nuovi vestiti, gli abiti si possono scambiare con gli amici o acquistare nei negozi vintage. Meno abiti prodotti equivale ad un risparmio di petrolio.
  10. Evitare di comprare libri e di utilizzare la stampante, si può andare in biblioteca o leggere online, il petrolio viene usato in questo caso per la lavorazione della carta.

mercoledì 21 luglio 2010

L'Università di San Francisco dice no alla vendita di bottiglie di plastica nel campus!


L'Università di San Francisco USF, partner del progetto Plastiki, non metterà più in vendita bottiglie di acqua minerale in plastica all'interno del campus. Un gruppo di studenti, docenti e amministratori ha lavorato a questa iniziativa negli ultimi tre anni all'interno di un team verde costituitosi "The Green Team".
“Il lancio del Plastiki ha aumentato in tutti noi la consapevolezza e conoscenza sulle materie plastiche e sugli effetti del loro accumulo nell'ambiente accellerando questa decisione” ha detto un membro del team, Seth Wachtel, professore di Architettura e Design.

La società Bon Appétit, che fornisce servizi di ristorazione ad università e altre organizzazioni in tutti gli Stati Uniti, aveva già annunciato nel mese di aprile che la vendita di acqua in bottiglia della marca Dasani di proprietà della Coca-Cola sarebbe cessata nel campus.
Un successo per il Green Team perché questa decisione significa che ci saranno ben 5.000 bottiglie al giorno in meno da smaltire per l'ambiente.

Fervono i preparativi per il prossimo semestre autunnale, entro luglio verranno rimossi i vecchi frigoriferi e partirà l'installazione di nuove fontanelle o la modifica di quelle esistenti in modo che si possa bere alla fonte a sorsi ma anche riempire bottiglie e borracce riutilizzabili.

Ecco il commento degli studenti del corso progetti Internazionali di Architettura e Design della USF:

"Siamo entusiasti della decisione della società Bon Appétit che segna la fine della vendita quotidiana di migliaia di bottiglie di plastica di acqua nella zona della baia. Si tratta inoltre di un progetto di responsabilità sociale della comunità universitaria nella direzione di una distribuzione alimentare maggiormente sostenibile della nostra caffetteria e mensa che aumenterà negli studenti del campus la consapevolezza circa l'impatto ambientale delle nostre azioni individuali e collettive.

Altre azioni di gestione sostenibile già intraprese dall'università come il riciclaggio obbligatorio nel campus, il compostaggio, le installazioni di pannelli solari di un impianto di cogenerazione, e la creazione di un giardino urbano organico, ci hanno portato a compiere questo ulteriore e importante passo. Siamo fiduciosi nel ritenere che queste azioni incoraggeranno studenti, personale, docenti e le comunità locali a diventare più rispettosi dell'ambiente.

Pur rendendoci conto, come studenti, di quanto sia difficile attuare cambiamenti radicali in un campus universitario di grandi dimensioni ci auguriamo che la nostra scuola continui a promuovere ulteriori azioni improntate alla sostenibilità per aumentare la consapevolezza e la partecipazione di tutti alle questioni ambientali.

A seguito del lavoro svolto con l'equipaggio del Plastiki, abbiamo imparato quanto possa essere un'esperienza incredibile e che trasforma, diventare testimoni di una presa di posizione a livello
globale contro l'inquinamento da rifiuti e la produzione eccessiva di oggetti che crea quantità di rifiuti ingestibili a partire dalla fonte. Noi, la squadra dell'USF del progetto Plastiki, insieme ai nostri compagni di corso, lavoreremo per un futuro progresso del nostro pianeta che possa sostenere la vita".

venerdì 16 luglio 2010

New York City: fontanelle mobili contro la calura estiva

di Paolo Ghiga

Gli abitanti e i turisti di New York sfideranno questa torrida estate accompagnati dalle tanto attese fontanelle pubbliche itineranti: il Sindaco Bloomberg e il commissario della protezione ambientale Cas Halloway, hanno lanciato “Water on-the-go”, un nuovo programma per rendere più accessibile l’acqua potabile negli spazi pubblici della città.

Le nuove fontanelle si trovano in luoghi a un intenso passaggio pedonale come le piazze, i parchi, i mercati, sopperendo ad una penuria storica. Le strutture, 10 fontane composte da sei rubinetti ai quali dissetarsi direttamente o riempire contenitori, oltre a ciotole per gli amici a quattro zampe, in base a un preciso un calendario estivo, si muoveranno attorno alla città, in quanto facilmente collegabili agli idranti all’alba e rimosse a fine giornata. Ad esempio, alcune postazioni si possono trovare il martedì a Brooklyn Borough Hall Greenmarket, il venerdì presso Union Square Greenmarket, il sabato, a seconda degli eventi, lungo le passeggiate a Staten Island, Sunnyside, e la domenica presso il Brooklyn Bridge Park.

Il sindaco Bloomberg ha sottolineato i forti investimenti effettuati, oltre 21 miliardi di dollari, per mantenere e migliorare il sistema che serve ogni giorno gli 8,4 milioni di abitanti della metropoli americana. Holloway precisa, invece, come l’acqua della città sia pulita e presente in grande quantità, distribuita da oltre 7000 miglia di condutture e proveniente da 19 riserve e 3 laghi naturali, lontani fino a 250 chilometri dalla città, e filtrata dallo stesso ecosistema formatosi, che la arricchisce di sali minerali lungo il percorso.
Inoltre è una bevanda che permette di contrastare il grande consumo di prodotti zuccherati e soft drinks, dei quali gli americani sono grandi consumatori. Ecco una prima valenza educativa e didattica: effettuare una scelta naturale per vincere l’arsura estiva. Halloway sottolinea anche l’aspetto economico, sostenendo che oltre al benessere fisiologico, quest’acqua rappresenta anche un ottimo investimento, in quanto a circa un penny per gallone, risulta 1000 volte più economica dell’acqua in bottiglia.

Una virata decisa verso forme più democratiche e sostenibili, visti i dati delle statistiche precedenti. I contenitori che trovano posto negli uffici pubblici e privati, oltre alle tonnellate di bottigliette di plastica hanno un impatto economico e ambientale devastante. Negli Stati Uniti vengono usati 17 milioni di barili di petrolio all’anno per produrre bottiglie di plastica per l’acqua, causando oltre 2,5 milioni di tonnellate di inquinamento da anidride carbonica.

Che l’acqua potabile sia un business in continua evoluzione e crescita è un dato di fatto: basti pensare che nell’estate del 2007, Craig Zucker, fondò la Tap’d NY (tap sta per rubinetto), società che si occupa di imbottigliare l’acqua di New York, rivenduta poi a 1 dollaro e 50 la bottiglietta. Un’idea azzeccata e una scommessa onerosa per le tasche dei newyorkesi, che pur pagando già una bolletta dell’acqua, hanno risposto in modo inaspettato, con oltre 50000 confezioni vendute in soli sei mesi, grazie ad una rete di 75 tra negozi, bar e ristoranti che hanno aderito all’iniziativa.

Il problema dei costi è una piaga endemica che investe l’intero pianeta: in Italia una ricerca dell’Adoc evidenzia come il costo dell’acqua minerale sia salito del 6%, tanto che mezzo litro di minerale costerebbe il 133% in più rispetto al 2001. Inoltre, il fattore caldo e l’assoluta necessità, fanno sì che i prezzi arrivino alle stelle, in quanto la grande distribuzione riduce l’offerta sulle bottiglie da 1,5 litri nel periodo giugno-settembre, con una contrazione anche del 30%.
Gli aumenti sono in media del 5,9% mentre per una bottiglia da 0,5 litri si arriva al 13,9% in più. Le fasce più deboli, gli anziani ed i bambini, risultano le categorie più colpite, vista la loro frequente necessità di bere. Alcune amministrazioni hanno risposto a questo problema attraverso diversi progetti. A Foligno e Spoleto, ad esempio, dal 6 maggio scorso sono state inaugurate le prime fontane pubbliche della Regione Umbria. Per tutto il mese è stata erogata gratuitamente acqua frizzante, che, dopo il primo mese di lancio costerà ai cittadini 5 centesimi. L’iniziativa, in forme analoghe, è seguita anche dai Comuni di Roma e Pistoia, rientrando nei ‘Percorsi innovativi di riduzione dei rifiuti alla fonte’, progetto sperimentale promosso dalla Regione Umbria per limitare l’impatto dei rifiuti sull’ambiente.

Iniziative del genere sono una risposta forte al caro acqua che affligge i cittadini e dovrebbero costringere i produttori di acqua in bottiglia a rivedere le loro strategie commerciali. Sensibilizzare le persone ad un uso responsabile delle risorse idriche, riavvicinandole alla natura per combattere sprechi e risparmiare: l’acqua è un bene che va tutelato e rispettato con grande attenzione e parsimonia e, soprattutto, dev’essere accessibile a prezzi ragionevoli ad ognuno di noi, anche alla luce del recente decreto legge per la privatizzazione dell’acqua, spettro che rischia di far lievitare i costi dell’acqua che sgorga dai nostri rubinetti.

sabato 3 luglio 2010

Guida Pratica per la Prevenzione dei Rifiuti

La prevenzione dei rifiuti entra a pieno titolo tra le priorità per un futuro sostenibile ed è necessario agire tempestivamente per affrontare il problema della sovrapproduzione dei rifiuti e modificare le vecchie abitudini. Come fare? In molti Paesi del mondo ci sono ormai numerose esperienze e buone pratiche in materia di riutilizzo e riduzione degli sprechi.

Alcune di queste si possono trovare nella guida pratica sulla prevenzione dei rifiuti, Parametri quantitativi per la prevenzione dei rifiuti, pubblicata da ACR+ (Association of Cities and Regions for Recycling and sustainable Resource management), network internazionale che intende promuovere il consumo responsabile e la sostenibilità nella gestione delle risorse e dei rifiuti, formato da autorità locali, regionali e network nazionali di autorità locali che rappresentano circa 1100 comuni.

La prima guida europea sulla prevenzione dei rifiuti è un ottimo strumento per le autorità locali e regionali, soprattutto se consideriamo la necessità da parte degli Stati Membri di recepire entro il 2012 la direttiva europea 2008/98, che, nella gerarchia dei rifiuti, mette al primo posto proprio la prevenzione.

Il volume è stato curato, nella sua edizione italiana, da AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) grazie al supporto di Gruppo Hera, SMAT Torino e ERICA soc. coop.
Questa guida si inserisce nel solco dei contributi che AICA e ACR+ intendono dare, per migliorare lo scambio di informazioni in merito alla gestione integrata dei rifiuti.

«Si tratta – evidenzia Roberto Cavallo, presidente di AICA - del terzo lavoro tradotto in italiano che segue il primo, relativo alla gestione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettroniche ed Elettriche e il secondo sulla gestione dei rifiuti biodegradabili. Come i precedenti lavori anche questa guida non si limita a trasporre in italiano il testo originario inglese, ma è arricchita di molte buone pratiche italiane, sia per contestualizzare al meglio il contenuto della guida stessa, ma anche a sottolineare che in molti casi anche l’Italia ha molto da dire in termini di ottimi esempi di gestione virtuose dei rifiuti».

La guida può infine vantare, nella sua edizione italiana, dei contributi di due esperti: Edo Ronchi, Presidente SUSDEF (Sustainable Development Foundation) e Paul Connet Direttore Esecutivo dell’ AEHSP (American Environmental Health Studies Project) che hanno scritto rispettivamente la prefazione e la postfazione al volume.

Per chi desidera averne una copia, sarà possibile ordinarla anche nei prossimi mesi. Le guide saranno stampate on demand a coloro che ne faranno richiesta all’indirizzo e-mail: segreteria@assaica.org. Anche questo è un piccolo contributo volto a prevenire l’uso eccessivo di risorse e la produzione di rifiuti.

nb. La Campagna Porta la Sporta è presente tra le sette azioni europee di contrasto allo shopper monouso selezionate dalla guida

Alessandro Ferrua e Silvia Musso

mercoledì 26 maggio 2010

T.V.B. Ti Voglio Bere Junior nelle scuole della Circoscrizione 1 di Torino



Tra incontri e simulazioni - niente acqua per 3 ore!
“L’acqua è una delle risorse vitali che dobbiamo conservare con cura, e invece spesso la sprechiamo. Immaginate di passare anche un solo giorno senza acqua, immaginate che problema sarebbe”. Gian Piero Luongo, coordinatore della Commissione Ambiente della Circoscrizione I Centro Crocetta esordisce così davanti alla platea di bambini presenti alla festa del progetto nella sala della scuola Coppino. Qualche bambino alza la mano: “Lo abbiamo fatto!” Prego? “A casa, abbiamo fatto questo esperimento”, confermano i bimbi. Tre ore nella fascia serale, dalle 18.30, senza acqua: come esercizio eco-masochista esteso alle intere famiglie, per far toccare con mano quanto l’acqua sia preziosa. E anche scontata, a certe latitudini.Risultato? Alcune famiglie si sono rifiutate di partecipare: “Mia nonna ha detto che le serviva per cucinare, per bere e per lavarsi”. Altre si sono prestate a questa piccola-grande rinuncia temporanea. “Ho scritto su cartelli che l’acqua era fuori uso e abbiamo usato solo quella messa da parte in contenitori, anche se mio fratello all’inizio protestava. Insomma, abbiamo capito quanto siamo fortunati ad avere sempre l’acqua a casa girando la manopola”, scrive una bambina. “Io ci ho provato - confessa un altro –, ma non ci sono riuscito anche se ho cercato di fare del mio meglio: non ho fatto il bagno e la tata ha cucinato prima. Però a un certo punto ho dovuto tirare lo sciacquone”. Ecco alcune delle considerazioni raccolte in un cdrom dalle maestre Crea e Varetto della scuola Ricardi di Netro, presentato durante la festa e musicato da uno dei genitori (papà Matys), che sintetizza tutto il percorso laboratoriale realizzato in 11 classi elementari e medie del territorio all’interno del progetto T.V.B. Ti voglio bere Junior del Centro Studi Ambientali di Torino. “Abbiamo coinvolto più di duecento bambini, con due obiettivi fondamentali: promuovere il risparmio idrico, appunto, e valorizzare l’acqua del rubinetto, buona da bere”, dice Domenico Filippone, del Centro Studi.Una volta imparata la lezione, è toccato agli studenti trasformarsi in maestri, in ‘maestri dell’acqua’, per l’esattezza. “I bambini hanno rielaborato i contenuti realizzando poster e cartelloni sul tema, da mostrare a compagni, genitori e adulti”, spiegano la Dirigente Loredana Ferrero e la maestra Isabella Toffanello, della scuola Coppino. Tutti i lavori sono ospitati fino a lunedì 31 maggio all’interno della sede della Circoscrizione I (via Bertolotti 10), affinché un pubblico più vasto possa visionare fumetti, disegni, slogan, pubblicità-progresso e collage dedicati dai bambini all’oro blu. E c’è anche chi ha scelto un altro mezzo espressivo per comunicare quanto appreso: scenette teatrali sulla qualità dell’acqua del rubinetto: “Bevete l’acqua del rubinetto – dicono in coro i bambini della scuola elementare Rignon: è sicura, controllata, economica e comoda. Grazie acqua del rubinetto, ci hai salvati!”Per chi avesse avuto ancora remore, l’incontro del 20 maggio nella scuola Foscolo con la nutrizionista e dietologa Nicoletta D’Urso e l’esperto di consumo critico Paolo Bernardi non potevano lasciare dubbi: “L’acqua dell’acquedotto subisce un controllo doppio, da parte del gestore e da parte dell’Asl – spiega D’Urso -. A questo si aggiunge la garanzia del cloro, che evita contaminazioni, proteggendo l’acqua lungo le tubature. Ma in certi casi può creare problemi organolettici, legati all’odore. Soprattutto per questo motivo si comprano così tante bottiglie di acqua, che hanno però un notevole impatto sull’ambiente, tra cui i rifiuti: 200mila tonnellate all’anno di plastica”, aggiunge Bernardi. Un suggerimento facile facile per eliminare l’odore di cloro? Lo dà una spettatrice: “Io lascio l’acqua in una caraffa e a volte la tengo in frigo, così è più buona”. Gli esperti approvano: il cloro è volatile.Ma il calcare fa male?, chiedono ancora le mamme intervenute. “Questo della durezza dell’acqua è un problema che affligge tutte le massaie italiane, ma che riguarda solo le loro lavatrici. La durezza è il concentrato di sali di calcio e magnesio e all’organismo non causa danni: quello in eccesso si elimina”, conclude la nutrizionista. “Anzi - rilancia Bernardi – secondo l’Istituto Superiore di Sanità previene le malattie cardiovascolari”. Non resta che brindare, con l’acqua del rubinetto.

Fonte: comunicato stampa del Centro Studi Ambientali

domenica 16 maggio 2010

Porta la Sporta a Monte Marenzo


L’Associazione AUSER Insieme Monte Marenzo ha organizzato una simpatica iniziativa per sostenere la campagna Porta la Sporta promossa dal nostro comune.

Il Centro sociale Casa Corazza ogni martedì ospita una tombola molto frequentata e apprezzata. Questa settimana gli 80 partecipanti hanno ricevuto in regalo dall’AUSER una sporta di tela per fare la spesa che, come ha spiegato la responsabile Carla Magni, “…deve sostituire gli indistruttibili sacchetti di plastica che infestano il pianeta. Abituarsi a fare la spesa portando la nostra bella sporta riutilizzabile infinite volte è una scelta importante e responsabile, già adottata da tanti paesi dell’Europa, che ci aiuterà a creare meno rifiuti e quindi a diminuire anche i costi di smaltimento”.

Le sporte distribuite sono state abbellite e colorate dai bambini che frequentano “Mosaico”, la ludoteca del comune.

Il pomeriggio è continuato con una originale Festa della Mamma, che ha visto i nostri piccoli cimentarsi nella decorazione di altre 30 sporte donate alle rispettive madri.

Tratto da: www.unpaeseperstarbene.it -13 maggio

giovedì 13 maggio 2010

Porta la Sporta a scuola : Osoppo e Artegna UD



Le classi II A della sede di Osoppo e II B della sede di Artegna della scuola secondaria di primo grado hanno aderito alla campagna e alla settimana nazionale 2010.

I ragazzi, durante le ore di tecnologia, hanno studiato i polimeri plastici soffermandosi, in particolare, sul problema dell’usa e getta e sulla necessità di ridurre i rifiuti da imballaggio.

Hanno allestito: cartelloni con la durata dei rifiuti; un piccolo museo dei vari polimeri plastici, esponendo oggetti di uso comune. Hanno evidenziato i gravi danni ambientali prodotti dai sacchetti di plastica dispersi nell’ambiente.

Sono entrati in azione promuovendo un piccolo gesto possibile per tutti cioè adottando l’uso di borse ecologiche di lunga durata.

lunedì 10 maggio 2010

Porta la Sporta a Melendugno !



Il comune di Melendugno in provincia di Lecce è, ad oggi, il primo comune della Regione Puglia che è partito organizzando una campagna in grande stile e con l'intenzione di proseguire nel lungo periodo.
La campagna è partita come partecipazione alla settimana nazionale 2010 con una massiccia operazione di sensibilizzazione dei cittadini a cura del Settore Tutela Ambientale che ha coinvolto operatori commerciali e scuole.
Si sono tenuti ben 6 incontri informativi con tutti gli ordini di scuola condotti dal Consigliere delegato alla Tutela Ambientale l'Ingegnere ambientale Luca Maria Dima con proiezioni di diapositive e cui sono seguiti interessati e accesi dibattici da parte dei 1000 bambini e ragazzi partecipanti. A tutti i ragazzi è stata donata una sporta a rete da portare in famiglia con la raccomandazione di trasmettere in famiglia quanto appreso durante gli incontri.

A tutti gli esercizi commerciali che hanno invece partecipato agli incontri organizzati dall'amministrazione e che hanno aderito alla campagna è stato fornito un kit di materiale promozionale composto da locandina, adesivo per la vetrina e 50 sportine da distribuire gratuitamente ai clienti il primo giorno della settimana nazionale. Gli Esercizi Virtuosi che si impegneranno nella campagna, riducendo la distribuzione di shopper monouso, verranno citati sul sito comunale di Melendugno.

Qualche esito positivo si sta già riscontrando nei negozi dove le prime massaie da maggio arrivano con la sporta!

sabato 8 maggio 2010

Cuci la Sporta e Morsbag ad Arezzo il 15 maggio

Foto del 24 aprile 2010: Arezzopod partecipa alla settimana nazionale Porta la Sporta regalando in una sola giornata ben 200 borse realizzate

Sabato 15 maggio, il WWF Arezzo promuove un pomeriggio operativo, in cui le volontarie di ArezzoPod, aderenti al movimento internazionale Morsbags, Sociable Guerriglia Bagging vi insegneranno quanto sia semplice realizzare borse di stoffa, fatte principalmente con materiale riciclato, da utilizzare per fare la spesa al posto di quelle di plastica.

Il corso, totalmente gratuito, prevede un momento di informazione sul movimento Morsbags nato in Inghilterra e un momento pratico in cui si imparerà come confezionare una morsbag, con esempi diretti e prova pratica da parte dei partecipanti.

Le volontarie di ArezzoPod, metteranno a disposizione stoffe riciclate e alcune macchine per cucire, ma i partecipanti potranno anche portarsi tessuti e macchina da cucire di proprietà.

Per le mamme che volessero portare al seguito i propri bambini la sede del CEAA , che ospita il corso, metterà a loro disposizione una sala giochi attrezzata.

Per partecipare all'iniziativa, visto il limitato numero di posti , è necessario iscriversi inviando una semplice e-mail all'indirizzo di posta elettronica arezzo@wwf.it oppure inviare un sms o telefonare al nr 333/3782271.

Per saperne di più su Morsbag leggi anche gli altri post pubblicati dal nostro blog selezionando l'etichetta morsbag.

Se vuoi realizzare anche tu una sporta riutilizzabile vai alla sezione Borse del sito dove troverai il cartamodello Morsbag da scaricare e alcuni utili filmati sull'argomento.

SABATO 15 MAGGIO
dalle 15 alle 19
Presso il CEAA
Via A. dal Borro, 60 Arezzo



venerdì 7 maggio 2010

Appuntamenti con Porta la Sporta a Oleggio Castello


L'Amministrazione Comunale di Oleggio Castello ha organizzato una serie di eventi previsti per il mese di maggio che, come la partecipazione alla settimana nazionale, costituiscono parte del programma di adesione alla campagna "Porta la Sporta".
In collaborazione con il Gruppo Soci Coop di Arona e con la Texno di Briga Novarese, l'Amministrazione Comunale ha fatto realizzare più di mille sporte con il logo di Oleggio, quello della Coop e quello della campagna che verranno distribuite dal Sindaco agli alunni della scuola elementare il 27 maggio. Durante l'incontro verrà inoltre spiegato ai ragazzi quanto i comportamenti di consumo consapevole siano di basilare importanza per l'ambiente.

Riceveranno una sporta in omaggio anche i partecipanti alla presentazione del corso di giardinaggio ed orticultura “I sapori dei Nostri Orti” sabato 29 maggio alle ore 20:45 presso il Centro Congressi del Palazzo Visconti.

Domenica 30 maggio invece nel parco del castello dal Pozzo si terrà l'evento "NATURA IN FESTA" . Il Parco farà da cornice alle varie attività che, come denominatore comune, avranno la natura e l’ambiente. Gli espositori popoleranno il parco di fiori, di piante, di dipinti. I visitatori potranno ammirare colori e forme, mentre si terranno incontri sulle buone pratiche ambientali, quali raccolta differenziata, riciclo, produzione e utilizzo di energia alternativa.
Una area della manifestazione sarà dedicata alla sensibilizzazione dei visitatori e, in particolare, della cittadinanza di Oleggio Castello sui valori e gli obiettivi del progetto “Porta La Sporta” . Anche in questa occasione ai visitatori verrà offerta una “sporta” che potrà essere personalizzata utilizzando pennarelli e colori.