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giovedì 20 ottobre 2011

Staffetta dell’acqua. Di contestazione in contestazione

di Eleonora Anello

Si è concluso il 17 ottobre a Bari la Staffetta dell’Acqua, evento nazionale che ha appassionato un vasto e partecipe pubblico. Partita lo scorso 13 settembre dal Festival dell’acqua di Genova ha attraversato 12 città italiane.

Ai blocchi di partenza come tedoforo - anzi, “idroforo” - il testimonial Pietro Mennea, ex recordman olimpico dei 200 metri piani. Il velocista è arrivato nelle 12 città portando la borraccia della Staffetta, riempita d’acqua in ogni tappa, come simbolico passaggio di testimone tra le realtà coinvolte. Ad attenderlo ad ogni traguardo Marina Senesi, in collegamento quotidiano con la trasmissione radiofonica Caterpillar di Rai Radio Due.

La Staffetta dell’Acqua, promossa da Federutility (la federazione delle aziende idriche ed energetiche italiane), è stata pensata per sollecitare iniziative nei territori in favore dell’acqua di rubinetto e responsabilizzare i cittadini ad un uso corretto e consapevole dell’acqua, risorsa che in Italia può vantare elevati livelli di qualità.

In ciascuna tappa il coinvolgimento diretto dei gestori del servizio idrico delle città ospitanti è stato fondamentale, come previsto dalla campagna. Non è però andato tutto liscio come preventivato. A Reggio Emilia, Firenze ed Ancona l’iniziativa è stata contestata dai comitati per l’acqua pubblica che hanno accusato Federutility di ignorare l’esito dei referendum.


venerdì 22 ottobre 2010

La guerra all'acqua in bottiglia negli USA


A partire dallo scorso settembre la Seattle University è diventata la prima università dello Stato di Washington che ha proibito la vendita di acqua minerale in bottiglie di plastica, e una delle poche al mondo ad avere fatto questa scelta. L'unica acqua che si può bere in tutto il campus, dai servizi di ristorazione alla biblioteca, ai distributori automatici, è quella del rubinetto.
I veri promotori dell'iniziativa sono stati gli studenti che hanno preso la decisione di far cessare la vendita di acqua in bottiglia per le seguenti motivazioni:

-la necessità di mantenere l'accesso all'acqua un diritto universale per tutti gli uomini che come tale non può essere mercificato;
-il contributo che questa scelta può dare al raggiungimento globale degli obiettivi di riduzione dei gas serra che il campus si è prefisso;
-perché l'acqua del rubinetto di Seattle è una delle migliori della nazione sotto tutti gli aspetti.

L'acqua viene erogata da diverse fontanelle tutte chiaramente riportate dalla mappa del campus che sono presenti negli edifici del campus dove è possibile riempire bottiglie, caraffe e borracce termiche.
Nel campus è possibile acquistare delle borracce a $ 9.99 e contribuire a un progetto che permette ad Haiti di avere accesso all'acqua potabile. Una parte del ricavato della vendita viene donata infatti ad un'associazione, Engineers Without Borders (EWB) che per ogni singola bottiglia venduta permette a quattro haitiani di poter bere acqua pulita per dieci anni. Questo grazie ai sistemi di trattamento delle acque che EWB ha donato al paese di Haiti e che gestisce anche come manutenzione.
Le bottiglie sono state inoltre acquistate da Corporate Accountability International (CAI) con il logo della loro campagna Think Outside the bottle e anche qui CAI con la vendita delle bottiglie raccoglie fondi per la campagna che promuove la diffusione dell'acqua di rubinetto.
Secondo il Container Recycling Institute gli americani buttano ogni anno 425 milioni di bottiglie di plastica e altri contenitori per bevande. L'introduzione di sistemi di vuoto a rendere per la plastica e l'alluminio , l'emissione di ordinanze che vietano la vendita di acqua in bottiglia o che vietano il conferimento di bottiglie di plastica nelle discariche sono state attuate per incoraggiare il riciclaggio e ridurre gli sprechi da un certo numero di stati, città e università.
Diversi stati hanno implementato un sistema di vuoto a rendere che consiste nel richiedere al momento dell'acquisto il pagamento di una cifra come cauzione che viene restituita quando i residenti riportano le bottiglie e le lattine nei centri di riciclaggio. Gli stati che hanno in vigore questo sistema al momento sono: California, Connecticut, Delaware, Hawaii, Iowa, Maine, Massachusetts, Michigan, New York, Oregon e Vermont. Ecco alcuni esempi di azioni intraprese nei vari stati.

Carolina del Nord
Non è possibile gettare nell'indifferenziato le bottiglie di plastica a causa del divieto di conferimento in discarica. I residenti devo consegnare le bottiglie di plastica ai centri di riciclaggio o tramite il servizio porta a porta dove esistente.
Missouri
Nonostante lo stato non abbia ancora vietato l'uso delle bottiglie di plastica e abbia avviato solamente diversi centri di riciclaggio che le accettano la. Washington University, a la St. Louis ne hanno vietato l'uso all'interno del campus.
Massachusetts
Lo stato ha bandito l'utilizzo di bisfenolo A nelle bottiglie di plastica e nei contenitori per alimenti.
La città di Concord ha votato nel maggio 2010 per un divieto di vendita di acqua in bottiglia.
California
San Francisco ha vietato la fornitura di acqua in bottiglia in tutte le proprie sedi e anche in occasione di eventi pubblici. Si attende una legislazione che bandisca il bisfenolo A da bottiglie e contenitori per alimenti. L'Università di San Francisco ha bandito l'acqua in bottiglia lo scorso luglio.
Minnesota
E' diventato il primo stato a vietare il Bisfenolo A nelle bottiglie e biberon e altri contenitori di cibi e bevande destinati ai bambini. Diverse università dello stato come la Winona State University e la Minnesota State University stanno lavorando per arrivare a un divieto all'interno dei loro campus.
Oregon
Anche qui c'è un'università che guida la rivolta, si tratta dell'Università di Portland che ha già un divieto in corso. Lo stato sta invece lavorando a un disegno di legge con misure allo studio atte ad incoraggiare le persone a rendere le bottiglie per il riciclaggio.

venerdì 15 gennaio 2010

Acqua mon amour

Azioni concrete e tecnologie appropriate. Queste le parole d’ordine di T.V.B., “Ti Voglio Bere”, campagna nazionale che promuove il consumo e l’utilizzo responsabile dell’acqua del rubinetto.

Il progetto -promosso dal Centro Studi Ambientali di Torino- ha fatto breccia nei cuori degli amministratori comunali di Pettinengo, piccolo centro in provincia di Biella, che passerà alla storia per essere stato il primo Comune italiano ad aderire alla campagna.

La riscoperta della risorsa idrica è stata fatta in collaborazione con l’Associazione locale PaceFuturo, che lavora anche per la diffusione di una cultura dell’acqua come bene comune. A questa piccola rivoluzione blu partecipa inoltre l’ATO 2 Biellese Vercellese Casalese.

Con la campagna “T.V.B.” a Pettinengo 450 famiglie vengono informate e coinvolte nell’iniziativa. La metodologia utilizzata è tradizionale: dopo un primo momento di formazione, in cui spesso si sfatano radicati luoghi comuni, ai destinatari non solo vengono forniti utili consigli per convertirsi all’acqua del rubinetto, ma vengono offerti strumenti materiali, come depuratori e speciali fontanelle per un approvvigionamento consapevole.

Target privilegiati di “Ti Voglio Bere” sono anche le scuole e le aziende.
Il progetto ha compiuto i suoi primi passi proprio dal Liceo “Gioberti” di Torino, nel 2006. La scuola aveva espresso il desiderio di consumare l’acqua del rubinetto e l’allora assessore alle risorse idriche della provincia di Torino, Dorino Piras, diede il primo incarico sperimentale al Centro Studi Ambientali. I risultati raggiunti e l’entusiasmo dimostrato dai neo “Water Manager”, sono stati così soddisfacenti da far estendere l’esperienza ad altre scuole. Oggi è infatti attiva una vera e propria rete di istituzioni scolastiche: 41 istituti superiori su tutto il territorio piemontese (32.000 utenti, tra studenti, docenti e non docenti), a cui si aggiungono una trentina di scuole elementari e medie. Il progetto educativo punta soprattutto sulla peer education, l’educazione alla pari che scaturisce dall’interazione tra alunni, ma non tralascia il ritorno che può avere anche nelle famiglie. «La campagna nelle scuole punta su un forte coinvolgimento di studenti e docenti -afferma Alessandra Mazzotta dell’ufficio stampa del Centro- Ognuno partecipa in base alle proprie esperienze. Così, ad esempio l’Istituto professionale per i servizi pubblicitari Steiner ha realizzato la grafica della campagna mentre il Primo Liceo Artistico alcuni spot video». È inoltre attiva la giovanissima redazione di T.V.B. Tam Tam in cui i ragazzi si cimentano nel giornalismo.

Dalla scuola al settore turistico alberghiero il passo è stato breve. Diversi esercenti hanno aderito alla campagna incontrando la soddisfazione dei propri clienti. Tutti i cittadini possono comunque aderire a titolo personale facendo outing sul sito. Per loro T.V.B. ha ideato un kit per gustare meglio la propria acqua domestica, prodotto e commercializzato da una ditta specializzata.

Per Domenico Filippone, presidente del Centro e responsabile della campagna, il punto fondamentale del progetto «sta nell’adottare un piano d’azione idrico al pari di quelli che le amministrazioni locali adottano per i rifiuti e per l’energia. Attraverso questo strumento proponiamo interventi educativi, tecnici e di comunicazione per la valorizzazione della risorsa idrica. I dati che finora abbiamo raccolto attraverso un minuzioso monitoraggio e una profonda analisi, passo decisivo della nostra metodologia, dimostrano la bontà di tale approccio. Si tratta di un investimento che dà vita a un sistema integrato che mette al centro l’acqua come risorsa comune a cui tutti dobbiamo volere bene».

Eleonora Anello

venerdì 13 novembre 2009

Nel Vermont si vuole bandire la vendita di bottiglie d'acqua nei campus


Il Vermont Student Environmental Program (VSTEP), un gruppo di studenti che promuove azioni di sensibilizzazione ambientale ha lanciato una sfida verso tutti gli studenti del campus: non comperare per un giorno acqua in bottiglia.

Nel corso della giornata scelta per l'azione dimostrativa hanno aderito anche negozi, supermercati e punti ristoro del campus non mettendo in vendita bottiglie.
A fronte di una donazione simbolica di 1$ sono state offerte agli studenti da VSTEP borracce riutilizzabili come esempio di una valida alternativa alle bottiglie monouso.
Lo scopo, secondo gli organizzatori che stanno raccogliendo firme per una petizione che bandisca la vendita di acqua in bottiglia all'interno del campus, è mettere gli studenti a conoscenza dell'impatto sociale ed ecologico rappresentato delle bottiglie monouso.

Questa campagna ha avuto successo presso la Brandeis University e Washington University a St. Louis e in numerose altre università e campus del Canada.

Secondo VSTEP, solo il 23% delle bottiglie d'acqua viene riciclato e il 40% delle bottiglie raccolte viene riciclato in Cina per produrre prodotti di bassa qualità non più riciclabili.

“E' assurdo che le aziende di imbottigliamento si forniscano a fonti di acqua pubblica per poi vendere alle persone la stessa acqua” commentano gli organizzatori “Oltretutto mentre l'EPA, Environmental Protection Agency, ente responsabile del controllo dell'acqua del rubinetto, assicura che l'acqua è testata ogni giorno e mantiene standard elevati, la FDA, Food and Drug Administration, responsabile per i controlli dell'acqua in bottiglia testa meno frequentemente attenendosi a linee guida qualitativamente inferiori”.

VSTEP spera di raccogliere firme sufficienti per poter sottoporre alla direzione del Campus la petizione a sostegno del divieto di vendita di bottiglie.

domenica 26 luglio 2009

Watermap: bevi meglio, bevi dalla fontana

di Eleonora Anello
Redazione di Envi.info
La testata giornalistica di A.I.C.A.


Sorgenti idriche per dissetarsi gratuitamente? Da oggi è in rete Watermap la mappa delle fontane dove poter fare un pieno di acqua potabile a Roma.

Uno strumento informativo stampato su carta riciclata per aiutare il cittadino a produrre meno rifuti di plastica e a ridurre quindi l’inquinamento ambientale. Dopo “L’acqua del Sindaco”, del primo cittadino veneziano Cacciari con una campagna che ha conquistato le pagine del New York Times, si attiva anche il centro Italia. Il progetto è patrocinato dal XIII Municipio del Comune di Roma, dalla Presidenza del Consiglio della Regione Lazio e dalla Provincia di Roma.

Il consumo di acque minerali in bottiglia è da tempo un tema controverso. E lo sanno bene le aziende produttrici che si stanno già muovendo per venire incontro a un consumatore consapevole e dall’animo verde.
Che le due acque siano per definizione giuridica e composizione decisamente differenti, è un tema che è stato ampiamente dibattuto e assodato.
Che l’acqua che sgorga dalle fontane, non abbia bisogno di un imballo, di utilizzare risorse per essere estratta, imbottigliata e trasportata (spesso a migliaia di chilometri dalla fonte dove sgorga) anche questo è ampiamente dibattuto e assodato.
Chiarito questo rimane da dire che Watermap rivolgendosi non solo ai propri cittadini, ma anche al gran numero di turisti che Roma accoglie ogni giorno, offre informazioni aggiuntive su musei, siti archeologici e attrazioni in più lingue, diventando veicolo di cultura e comunicazione ambientale al contempo.

La mappa verrà distribuita gratuitamente nei punti strategici del territorio interessato come aeroporti, stazioni, metropolitane, alberghi. La campagna non sottovaluta le nuove tecnologie: la guida sarà scaricabile direttamente dal web, disponibile su Google Maps e presto sotto forma di tool per iPhone. Inoltre online è possibile vedere il video e partecipare a una piccola ma attiva comunità su Facebook.
Il progetto vuole contribuire a ridurre l'inquinamento ambientale prodotto ogni giorno dal polietilene tereftalato (PET) utilizzato per imbottigliare le acque minerali, un commercio che solo in Italia genera più di 200mila tonnellate di plastica, sensibilizzando gli individui a utilizzare le risorse idriche che vengono offerte gratuitamente dall’amministrazione.

mercoledì 8 luglio 2009

Quando l'ecosostenibile fa tendenza: la borraccia che piace ai vip


Nella sezione Affari e finanza di Repubblica è possibile leggere l'articolo Le star lanciano l'ecoborraccia.

Ecoborraccia?
Star di grosso calibro come Madonna e Drew Barrymore, musicisti famosi e politici di grido rendono noto il proprio interesse per l'ambiente andando in giro con un'inseparabile ecoborraccia, da riempire rigorosamente con acqua di rubinetto per evitare gli sprechi e il proliferare della plastica.

Il leader nel settore è l'azienda svizzera Sigg, che ha lanciato sul mercato una fornitissima serie di soggetti per tutti i gusti e tutte le età.

Siti utili:
Sito ufficiale di Sigg

Italia pulita - Le star lanciano l'ecoborraccia