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martedì 22 novembre 2011

Racconta il tuo impatto entro il 31 dicembre




Vi proponiamo di partecipare al "No impact day", un'iniziativa assolutamente in linea con gli obiettivi di riduzione degli sprechi di Porta la Sporta lanciata dal giornale web il Cambiamento in collaborazione con la casa editrice mt0 (Macroticonzero)

L'ispirazione nasce dall'esperienza di Colin Beavan, meglio conosciuto come "No impact man", il giornalista americano che ha vissuto un intero anno a Manhattan seguendo regole ecologiche estremamente rigide raccontate nel documentario No Impact Man, di Laura Gabbert e Justin Schein distribuito in Italia da mt0.

Chi già praticasse quotidianamente delle azioni di riduzione dell'impatto ambientale in famiglia, sul lavoro o fosse promotore di scelte sostenibili all'interno di un'azienda o una comunità è arrivata l'occasione di raccontarlo.

I campi di azione possono spaziare dalla riduzione dei rifiuti o/e dei consumi elettrici, a pratiche di autoproduzione, di orticultura, di mobilità sostenibile, di consumo di alimenti a km0, ecc.

Ai partecipanti si chiede di raccontare una giornata a basso impatto, articolandola in parti – es. mattina, pomeriggio, sera – o per temi – es. cibo, pulizie, mobilità, ecc. – e di farlo attraverso un video della durata massima di 10 minuti (durata consigliata 3/5 minuti) oppure con un testo di lunghezza non superiore alle 8.000 battute, con la possibilità di allegare fotografie. Il termine ultimo per l’invio dei materiali è il 31 dicembre 2011.

I contenuti ritenuti idonei verranno pubblicati sul sito dell’iniziativa. I migliori video e i migliori testi saranno utilizzati rispettivamente per la composizione di un lungometraggio collettivo e di un e-book, che saranno distribuiti online e in occasione di eventi nazionali legati alla promozione di stili di vita sostenibili.

Ulteriori approfondimenti e modulo di iscrizione sul sito dedicato.

domenica 10 luglio 2011

Festival musicali green: dal Rock a Field al Coachella Music & Art Festival


Il 26 giugno nella città di Lussemburgo si è tenuto il festival musicale Rock-A-Field, RAF , 18.000 presenze per ascoltare 15 band (tra le quali Arcade Fire e gli Arctic Monkeys) in un grande campo verde circondato da boschi. Questa sesta edizione del festival ha migliorato notevolmente la sua performance ambientale. Considerando ad esempio la produzione di rifiuti si è arrivati con alcuni accorgimenti a ridurne la quantità del 75% rispetto alla prima edizione del 2006.

Somministrazione bevande

Come prima mossa di è cercato di ampliare l'offerta di bevande analcoliche servite in bottiglie riutilizzabili che il produttore Sinalco ha recuperato dopo l'uso. Le bottiglie d'acqua in pet invece sono state raccolte e avviate al riciclo. Per la somministrazione di cibo sono stati usati contenitori biodegradabili e per incentivare il mantenimento della pulizia del luogo ogni 20 bicchieri monouso riportati a punti di raccolta veniva offerto ai “riciclatori” un drink gratuito.

Mobilità sostenibile

Per ridurre le emissioni di Co2 a carico dell'evento e l'inquinamento causato dai mezzi privati si è incentivato il trasporto con i mezzi pubblici rendendo il biglietto d'ingresso per il concerto valido per viaggiare gratuitamente sui trasporti pubblici in tutto il paese e arrivare sino alla location del concerto. L'accesso alla zona inoltre è stato consentito esclusivamente a pedoni, biciclette e bus navetta.

No gadget

Non è raro trovare durante questi eventi gadget promozionali , articoli a basso costo distribuiti gratuitamente dai promotori o dagli sponsor al pubblico. In considerazione delle condizioni spesso associate allo sfruttamento in cui questi articoli vengono prodotti, e del fatto che vengono cestinati nel giro di poche ore creando nuove discariche, gli organizzatori di RAF hanno chiesto a partner e sponsor di evitarne la distribuzione.

Mangiare e bere a livello locale

Oltre il 75% del cibo e delle bevande in vendita sono stati forniti a livello locale per sostenere l'economia del luogo e limitare notevolmente l'impronta ecologica dovuta al trasporto merci.

Consumo di elettricità “pulita”da fonti rinnovabili

L'energia elettrica è stata fornita dalla società elettrica pubblica che la produce al 75% da energia eolica, 12,5% da biomasse e 12,5% da energia idroelettrica.

Coachella Music & Art Festival

Il Coachella Music and Arts Festival o più semplicemente Coachella Festival, è un festival musicale di grande successo che si svolge a Indio nella regione Inland Empire della California - ogni anno senza interruzioni da 10 anni - e dura un paio di giorni intorno alla fine di aprile .

L'evento è famoso per ospitare molti artisti noti ma anche alternativi nel campo della musica rock, hip hop, elettronica così come installazioni ed esibizioni di arte.

Il Coachella festival cerca di ridurre l'impatto ambientale coinvolgendo lo staff e i partecipanti. Viene promosso il carpooling attraverso un'iniziativa che prevede che alcune tra le macchine che arrivano al festival trasportando 4 o più persone con la scritta apposta "carpoolchella", ben visibile dall'esterno, possano essere scelte da un membro dello staff "in incognito". Le vetture vincitrici ricevono un pass omaggio per tutti gli occupanti "VIP tickets/pass for Life" che permette di entrare gratuitamente a tutte le prossime edizioni che avranno luogo negli anni.

Anche qui, per mantenere pulita la zona e sensibilizzare le persone sulla corretta gestione dei rifiuti e sul riciclaggio, e in collaborazione con un programma dell'associazione no profit Global Inheritance, viene regalata una bottiglia d'acqua a chiunque riporti 10 bottigliette.

Oltre ai concerti dei gruppi c'è una sezione dedicata ai DJ ideata da Global Inheritance denominata The Energy FACTory DJ Mixer. In pratica ogni DJ ha a disposizione 40 minuti per esibirsi che possono prolungarsi.. a seconda del fiato e della resistenza dei 18 amici o collaboratori che i DJ devono portare con loro come produttori dell'energia elettrica necessaria per far suonare l'apparecchiatura.

Accanto al palco si trova allo scopo l'Energy Playground, una sorta di parco giochi, dove si può scegliere se produrre energia correndo nelle due "ruote dei criceti" o pedalando alle cyclettes, o andando in altalena, sul bilico, ecc, ecc.

Tutta l'energia creata viene immagazzinata in una batteria ricaricabile che alimenta l'attrezzatura elettronica.

sabato 9 aprile 2011

Forum AcquAzione, a Torino 100 studenti parlano di acqua

Hanno tra i 15 e i 20 anni, qualche borchia in faccia oppure no, capelli a spazzola o chiome fluenti e occhi grandi con cui guardare il mondo. Chi sono? Sono i Water Manager, i giovanissimi esperti dell’acqua delle 44 scuole superiori del Piemonte e di Reggio Emilia che aderiscono a T.V.B. Ti Voglio Bere, progetto per la valorizzazione della risorsa idrica del Centro Studi Ambientali.

Si sono dati appuntamento a Torino martedì 5 aprile per il convegno annuale AcquAzione (realizzato grazie ai contributi dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Piemonte), il momento in cui tutti gli studenti formati in questi anni durante il percorso T.V.B. presentano i lavori svolti sul tema acqua: poster, power point, video, testi, questionari, magliette, ecc per dire, ognuno con competenze e linguaggi diversi, che loro all’acqua ci tengono, loro all’acqua vogliono bene e che dunque se la vogliono bere. Pubblica e sfusa, grazie, che è più buona anche per l’ambiente.

C’è chi arriva da Novara, chi da Venaria Reale, chi addirittura da Reggio Emilia (il progetto lì è promosso da scuola, Provincia di Reggio Emilia e Iren Emilia e si chiama “AcquaPubblica T.V.B. Ti Voglio Bere”) e chi invece gioca in casa sabauda. Li accompagnano i loro emozionati insegnanti, Water Manager senior, in un certo senso. Ci hanno creduto anche loro in questi anni al percorso fatto con T.V.B., e ora che il momento è arrivato, fremono come fossero al saggio di danza dei loro rampolli.

Un bell’applauso di incoraggiamento e via: gli studenti si trasformano in pubblicitari, in nutrizionisti, in deejay o in chimici in erba, salgono sul palco e si raccontano, spiegando nei Manifesti chi è e in cosa crede il Water Manager, insegnando ai loro compagni come si idea la pubblicità progresso per l’acqua del rubinetto e quali sono le sue proprietà salutistiche e come si fa dunque a convertire la famiglia e gli amici al berla, senza pregiudizi e con consapevolezza. E poi raccontano le azioni realizzate a scuola durante l’anno scolastico all’interno del progetto T.V.B., quelle che vogliono fare in futuro, e insegnano agli altri a interpretare le etichette delle acque imbottigliate, che noi italiani continuiamo a comprare a ritmi di 8 miliardi di bottiglie in plastica all’anno. Perché, diciamolo, il lavoro dei Water Manager non è mica finito qui.

"T.V.B. Ti Voglio Bere nelle vostre scuole – dichiara Stefania Tron del Centro Studi Ambientali – ha permesso finora di evitare il consumo di 264.000 bottigliette da mezzo litro d’acqua, che equivalgono a 5,3 t di plastica non prodotta e a 11,3 t di anidride carbonica non emessa in atmosfera, attraverso l’installazione di 46 fontanelle. Grazie dunque all’impegno delle scuole e grazie a tutti i soggetti che in questi anni hanno permesso la crescita di questa progettualità”. Tra di loro, Mariella Balbo della Circoscrizione 7 della Città di Torino spiega che, in verità, il loro unico merito è stato quello di aver creduto nei ragazzi. Hai detto niente.

È bello vedere come e quanto T.V.B. sia cresciuto, coinvolgendo anche studenti di altre regioni e di età diverse”, aggiunge Anna Boggio, Dirigente scolastico del Liceo Gioberti di Torino, all’interno del quale è nato 6 anni fa. T.V.B. Ti Voglio Bere, infatti, nel frattempo è andato anche all’università, entrando nelle 13 residenze EDISU di Torino, con notevoli ricadute ambientali in termini di litri risparmiati e quantità di bottiglie in plastica non consumate grazie all’installazione di sistemi per il trattamento nelle cucine delle residenze, spiega Chiara Elia dell’EDISU Piemonte. “Voi ragazzi sarete gli amministratori e i decisori di domani – dice il Presidente dell’EDISU, Umberto Trabucco, per questo è importante che la vostra formazione preveda percorsi come questo di sensibilizzazione e attenzione all’ambiente”.

E dopo essere stato all’università, quest’anno T.V.B. si è messo in viaggio, per arrivare, come detto, anche a Reggio Emilia - al Liceo Aldo Moro, precisamente - dove si è fuso con un progetto precedente, diventando “AcquaPubblica T.V.B. Ti Voglio Bere”. “I risultati finora raggiunti sono molto incoraggianti: sono già stati erogati più di 3.000 litri di acqua sfusa e le attività di formazione e diffusione stanno andando molto bene, anche grazie all’impegno delle insegnanti – dichiara Fiorenza Genovese di Iren Emilia, che con la Provincia di Reggio Emilia e il Liceo stesso sostiene il progetto emiliano -. L’augurio per il prossimo anno è quello di poter allargare anche a Reggio Emilia la rete delle scuole aderenti”. Chissà che allora una delle prossime edizioni di AcquAzione” non sia proprio targata RE?

Per informazioni:
Alessandra Mazzotta – Centro Studi Ambientali - Tel. 011.19710596 mazzotta@studiambientali.to.it - www.studiambientali.to.it - www.tvb-tivogliobere.it

venerdì 14 gennaio 2011

Imparare a scuola a bere consapevole

A DeWitt una cittadina sobborgo di Syracuse negli USA i ragazzi che frequentano la quinta classe presso la scuola privata MPH, Manlio Pebble Hill appartengono al gruppo di 183 studenti che ha ricevuto in dono una borraccia in acciaio inossidabile personalizzata con l'impressione del proprio nome e il nome della scuola.

"Le bottiglie di plastica sono una di quelle cose che di solito finiscono nelle discariche", ha detto Bruno, secondo da destra nella foto. "Quando uso la mia borraccia mi sento come se stessi aiutando l'universo non usando più plastica. Le bottiglie di plastica non si prestano per essere riutilizzate, si consumano e si formano delle muffe ".

Jayne Charlamb, che presiede il Comitato di MPH Green Committee racconta che la distribuzione delle bottiglie rappresenta la fase finale di un progetto di educazione ambientale che ha visto anche l'eliminazione della vendita di acqua in bottiglia in tutto il campus e l'istallazione di fontane ed erogatori di acqua microfiltrata e refrigerata dove si possono riempire le borracce.

Allo stesso tempo si serve l'acqua del campus anche durante tutte le riunioni e gli eventi al posto dell'acqua in bottiglia.

Con la distribuzione delle borracce ci sono state dibattiti nelle classi su cosa si intende per comportamenti ecologicamente responsabile. Il cambiamento ha provocato qualche protesta soprattutto da parte dei ragazzi più grandi delle scuole medie che trovavano più comodo utilizzare acqua in bottiglia usa e getta

"C'è stata qualche resistenza," ha detto Charlamb. "Ma è importante spiegare ai ragazzi che non sempre ciò che ci risulta facile e conveniente è la migliore scelta per l'ambiente, e i ragazzi si stanno abituando a fare queste considerazioni prima di agire. Questo insegnamento va trasmesso ai bambini con l'educazione scolastica in modo che possano condividerlo tornando a casa con le famiglie. "

Gli studenti hanno appreso che sono circa 140 milioni le bottiglie monouso in plastica che finiscono nelle discariche ogni giorno e che , se messe una accanto all'altra coprirebbero il tragitto che da New York porta in Cina e ritorno. Inoltre ,di questi 140 milioni , solamente una minima parte ne viene riciclata e grandi quantità raggiungono i corsi d'acqua e a seguire i mari e gli oceani inquinando per centinaia e centinaia di anni.

La scuola ha inoltre installato pannelli solari sul tetto, sta aumentando le percentuali di materiali riciclati, praticando il compostaggio, e tagliando il consumo di carta, evitando, tra le altre azioni, la spedizione di lettere per posta.



martedì 14 dicembre 2010

IKEA USA regala ai dipendenti 12400 bici


IKEA sta regalando ai suoi 12.400 dipendenti negli Stati Uniti un regalo anticipato per le prossime vacanze. "Speriamo che questa bicicletta possa sostenere uno stile di vita sano e garantire un trasporto sostenibile per tutti i giorni", ha dichiarato Mike Ward, presidente di Ikea negli Stati Uniti.

A differenza dei 9.000 dipendenti britannici che, nel 2006, sono stati i beneficiari di una bicicletta pieghevole, il personale americano ha ricevuto una bici tipo mountain bike.

Non è dato sapere se sia stato richiesto al personale di assemblare la loro nuova icona del trasporto sostenibile con l'ausilio di una chiave a brugola....

Il comunicato stampa di IKEA ha incluso una lista sui benefici legati all'utilizzo della bicicletta.

  • Andare in bicicletta è un ottimo esercizio cardiovascolare. Proprio come qualsiasi altro allenamento aerobico il ciclismo fa pompare il cuore più forte, aumenta la circolazione sanguigna e infine diminuisce la frequenza cardiaca a riposo. (Helium.com; Benefits of Bicycling by Erich Rosenberger M.D.)

  • In media, percorrere 15 km al giorno in bicicletta per 30 minuti, invece di guidare una macchina fa bruciare 110.250 calorie, evitando un possibile aumento annuo di circa 13 kg. (Fonti: Bicycle Coalition of Greater Philadelphia, RailstoTrails.org, Fitsugar.com, Adultbicycling.com

  • Pedalare solamente 30 chilometri alla settimana può aiutare a ridurre del 50% il rischio di malattia coronarica. (Fonti: Bicycle Coalition of Greater Philadelphia, RailstoTrails.org, Fitsugar.com, Adultbicycling.com)
  • Nei paesi dove la popolazione utilizza di più la bicicletta e cammina con regolarità si registrano i più bassi tassi di obesità. (Bicycle Coalition of Greater Philadelphia)
  • Andare in bicicletta riduce le emissioni inquinanti. Un breve tragitto di sei chilometri andata e ritorno fatto in bici evita circa 6.50 Kg di sostanze inquinanti nell'aria che respiriamo. (Worldwatch Institute, www.bicyclinginfo.org)
  • Usare la bicicletta per una anno invece di possedere e guidare una macchina comporta un risparmio di circa 8000 $ tra benzina, manutenzione generale e spese di assicurazione. (Bicycle Coalition of Greater Philadelphia)

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giovedì 18 novembre 2010

Rap per promuovere il Bike sharing a Montreal


Poco più di un anno fa la città di Montreal ha presentato BIXI ( the Bicycle Taxi bike share) un programma di bike sharing ispirato all'esperienza parigina di di successo di Velib (velo liberte).

Da allora, il programma è cresciuto anche in popolarità aumentando il parco bici da 3000 a 5000 unità. Tanto che il gruppo RAP locale Da Gryptions ha deciso di dedicare a BIXI la loro prima canzone: "BIXI Anthem" per l'appunto.

L'iscrizione annuale costa 78 $ contro i 45 $ di Velib, una giornata 5 $ mentre, per utilizzi più brevi, dopo i primi 30 minuti gratuiti si pagano 1,50 $ ogni 30 minuti.

Le biciclette pesano 20 chili, sono trasportabili in un furgone di media grandezza e si possono ritirare dalle oltre 300 ciclo stazioni. Le stazioni sono alimentate ad energia solare e controllano i movimenti delle bici con tecnologia satellitare. Con il sistema RFID le informazioni vengono lette a distanza essendo le colonnine di aggancio e le bici rispettivamente dotate di lettori e tag RFID.


sabato 4 settembre 2010

Eco-nozze ? Si può fare...




Se siete per il matrimonio “chiavi in mano”, scartate l’esempio di Annalisa e Diego. Loro hanno scelto le nozze «eque e sostenibili», che non inquinano, rispettano l’ambiente, sono autoprodotte e non hanno sponsor.

La festa di una coppia di «consumatori responsabili», dove non mancano bomboniere, confetti, il posto incantevole per la cerimonia, quello rustico e al tempo stesso romantico del ricevimento, ma il pranzo è vegetarian-vegano, con materie prime a chilometro zero (o quasi), le stoviglie e le posate di mater-bi, materiale ricavato dall’amido di mais e «biodegradabile in 80 giorni», i bicchieri portati da casa dagli invitati, «ma a chi non ce l’ha, ovviamente lo forniamo noi», e tutto s’ispira a un pensiero guida: «no allo spreco, sì al rispetto dell’ambiente e della salute e al riciclo».

«Un matrimonio così non nasce dal nulla - raccontano gli sposi -. nella vita di tutti i giorni cerchiamo il più possibile di sostenere un’economia rispettosa dell’ambiente, quindi, quando abbiamo deciso di sposarci, ci è sembrato strano fare scelte diverse da quelle che pratichiamo ogni giorno».

Fonte: Il Secolo XIX.it


domenica 11 aprile 2010

Porta la Sporta dal negozio al.... Comune!

La campagna era stata lanciata da poco quando abbiamo ricevuto il messaggio entusiasta di Barbara Bertuccelli che, scrivendoci dalla panetteria di famiglia Carosini di Viareggio, ci informava che la campagna stava funzionando. Che i clienti sensibilizzati dalle locandine, dalle sue parole e dall'omaggio di qualche borsa stavano sempre più arrivando già muniti di sporte.

Seguendo le tappe indicate nella sezione del sito entra in azione Barbara ha introdotto la campagna nel suo primo negozio aperto a Massarosa LU “Panetteria Bertuccelli”sempre donando ai suoi clienti borse riutilizzabili cucite in famiglia.

Non sentendo esaurito il suo compito Barbara ha proposto all'Assessore all'Ambiente di promuovere la campagna a Massarosa aggiungendo però all'iniziativa un elemento di solidarietà.

Il progetto proposto al comune, e andato in porto con la collaborazione dell'Assessore al Sociale, prevedeva infatti il coinvolgimento dei ragazzi diversamente abili di due cooperative sociali della zona, la C.R.E.A. e l'UOVO DI COLOMBO. I ragazzi hanno così cucito alcune centinaia di borse che il comune ha acquistato e donato ai propri dipendenti. Gli esercenti locali, che hanno ricevuto un campione omaggio sono stati invitati a promuovere la campagna e l'acquisto di borse riutilizzabili da parte dei clienti potendo ordinare direttamente le borse dalle cooperative.

Di fronte a tanti esercenti che vivono con rassegnazione lo spreco dell'usa e getta convinti che non essere totalmente accondiscendenti verso i propri clienti equivalga a perderli , Barbara sta dimostrando due cose: ai colleghi commercianti che si tratta di una paura infondata, e a tutti i suoi concittadini che la frequentano che ognuno di noi PUO' FARE LA DIFFERENZA.

Non solamente è possibile intraprendere nel quotidiano quei facili gesti che si rivelano di vitale importanza per l'ambiente, ma si può fare di più diventando agenti del cambiamento in tutti i contesti sociali di cui siamo parte.

Meditate gente, meditate, ma poi... ENTRATE IN AZIONE e fateci sapere !


domenica 24 gennaio 2010

Al Sundance Film Festival si beve acqua del rubinetto



Al Sundance Film Festival, in programma dal 21 al 31 gennaio, si potranno eliminare le bottiglie in plastica per dissetarsi. Grazie a FilterForGood, un progetto di partenariato tra Brita e Nalgene, due società che rispettivamente commercializzano sistemi per il trattamento dell'acqua del rubinetto e bottiglie riutilizzabili, più di 40.000 partecipanti del festival potranno bere acqua filtrata del rubinetto.
Sarà possibile infatti, tramite i numerosi erogatori predisposti negli spazi del festival , approvvigionarsi di acqua riempendo la bottiglia riutilizzabile di Nalgene offerta dal programma.

E' presente al festival la Fondazione Surfrider per portare il messaggio che tutti gli individui sono chiamati a fare scelte positive per preservare la qualità e l'integrità della fornitura idrica globale.

"Surfrider è impegnata da anni nella preservazione degli oceani e delle spiagge americane ma l'azione è stata estesa anche alle acque interne come laghi e fiumi per il loro ruolo chiave all'interno del ciclo idrologico", ha detto Matt McClain, Direttore della Comunicazione e Marketing. "Lavorando con FilterForGood, possiamo ottenere un maggiore impatto sensibilizzando le persone sull'importanza di poter disporre tutti di acqua pulita da bere e da poterne goderne nella natura".

"Il Sundance Film Festival si è impegnato a ridurre le proprie emissioni di carbonio, e ridurre l'acqua in bottiglia è uno dei modi più semplici per farlo", ha detto Sarah Pearce, Operation Manager del Festival. "Vedere migliaia di persone al Festival lo scorso anno girare con le bottiglie FilterForGood-Nalgene ci ha convinti sulla volontà dei nostri partecipanti nel voler fare scelte positive per l'ambiente, e abbiamo deciso di continuare ad offrir loro questa opportunità”

Vedi il video sul progetto

sabato 16 gennaio 2010

A proposito di shopper e contenitori biodegradabili



In generale, gli imballaggi sono cose utilissime: pensate solo ai tempi antichi, quando molto di quello che si produceva in agricoltura andava perso perchè andava a male o se lo mangiavano i topi. D’altra parte, gli imballaggi moderni sono spesso a base di materiali non rinnovabili (plastiche). Anche quando sono riciclabili, per esempio alluminio, vengono riciclati solo in parte e spesso in modo poco efficiente.
Inoltre, siccome costano poco, tendiamo a usarli in misura maggiore di quanto non sia necessario: questo è quello che si chiama “‘iperimballaggio”. Questa situazione ci porta a dei costi elevati, alla produzione di una grande quantità rifiuti e a dei problemi di dispersione degli imballaggi nell’ambiente: pensate solo ai danni che fanno i sacchetti del supermercato che si trovano sparsi per i boschi e le campagne.

Per evitare questi problemi, vorremmo che gli imballaggi scomparissero rapidamente dopo l’uso. Per questo si cerca di fare imballaggi che siano biodegradabili e compostabili; due proprietà strettamente correlate. Ma non basta che l’imballaggio scompaia dalla vista dopo l’uso. Bisogna che sia compatibile con un uso corretto delle risorse. Anche un polimero di sintesi come il polietilene è compostabile e biodegradabile, se gli si da abbastanza tempo (anni). Ma il polietilene si crea a partire da risorse finite ed esauribili e dalla sua decomposizione si generano gas serra che vanno a incrementare il riscaldamento globale. Quello di cui abbiamo bisogno è di imballaggi che non siano soltanto biodegradabili e compostabili ma sostenibili. Ovvero, vorremmo che sia possibile “chiudere il ciclo” della produzione partendo da materie prime rinnovabili e riciclando o riutilizzando tutto dopo l’uso.

Da qui nasce l’idea dei polimeri creati a partire da materiali di origine biologica. Questo concetto si esprime anche con il termine “bioplastiche”. In linea di principio, questi polimeri sono sostenibili; in quanto il risultato di un processo sostenibile. Ovvero, la CO2 emessa nell’atmosfera dalla loro degradazione ritorna nel normale ciclo biologico. Sono anche più facilmente biodegradabili e compostabili dei loro equivalenti artificiali. Il MaterBi, costituito principalmente da amido di mais, è uno di questi polimeri. Teoricamente, le bioplastiche ci possono risolvere un sacco di problemi. Nella pratica, però, possiamo considerare il MaterBi e le altre bioplastiche sul mercato come veramente sostenibili? Ovvero, possono chiudere veramente il ciclo produttivo?

In generale, un prodotto si può considerare sostenibile a due condizioni: a) che nella produzione vengano utilizzati esclusivamente materiali sostenibili, ovvero riciclabili e b) che l’energia utilizzata per la produzione sia esclusivamente di origine rinnovabile. Questo viene detto anche il principio “cradle to cradle”, ovvero “dalla culla alla culla”. Per verificare quali prodotti si possono definire sostenibili, ci sono molteplici certificazioni o “ecolabel”. La certificazione che è probabilmente la più seria e la più stringente che abbiamo oggi è quella detta “C2C” (cradle to cradle) sviluppata dalla società MBDC (McDonough Braungart Design Chemistry).

Nella lista dei prodotti certificati dalla MBDC non ho trovato nessuna bioplastica. Non è impossibile trovare dei contenitori per alimenti sostenibili; ce ne sono due: Be Green Packaging, LLC e Earth Buddy Ltd. Entrambi, però, non sono bioplastiche, ma sostanze a base di fibre vegetali. Ci sono delle buone ragioni per la mancanza di bioplastiche nella lista; principalmente il fatto che derivano da prodotti di un’agricoltura che non è sostenibile. Questo lo vediamo bene, per esempio, nel caso del MaterBi. Dalla tabella di Pimentel riportata all’inizio di questo post vediamo che la coltivazione del mais richiede grandi quantità di combustibili fossili in varie forme.

Possiamo quantificare approssimativamente l’uso di fossili confrontando il materbi e il polietilene – che è interamente di origine fossile. Abbiamo detto che il mais richiede circa il 25% di energia fossile per la sua produzione. Consideriamo poi che un sacchetto di MaterBi pesa circa il 50% di più di uno di polietilene. Teniamo conto, infine, che il MaterBi non è tutto di origine naturale ma contiene una frazione di materiali di origine fossile. Il risultato finale è che usando un sacchetto di MaterBi si risparmia energia fossile, certamente, ma probabilmente non molto di più del 50% rispetto a un equivalente sacchetto in polietilene. E’ senz’altro un miglioramento, ma siamo lontani dalla possibilità di chiudere il ciclo utilizzando sostanze completamente naturali.

Tutto questo non vuole demolire l’idea di usare le bioplastiche come contenitori: è sempre bene evitare l’errore di rinunciare al buono in attesa del meglio. Ma, certamente, al momento attuale, le bioplastiche sono materiali lontani dall’essere completamente soddisfacenti: nel futuro dovremo fare di meglio. L’imballaggio perfetto potrebbe essere la buona vecchia borsa della spesa in fibre naturali, certamente sostenibile e anche molto economica perché riusabile un gran numero di volte. Ma potrebbe anche essere qualcosa basata sul concetto del cono che regge il gelato: un materiale sostenibile che sparisce senza lasciare nessun residuo. Un imballaggio del genere potrebbe anche essere di bioplastica, posto che questa sia veramente sostenibile. Questo dipende, a sua volta, dalla capacità che avremo di trasformare l’agricoltura attuale in un’agricoltura sostenibile. E’ una sfida immensa dalla quale dipende la nostra stessa sopravvivenza a lungo termine; ben più importante della sopravvivenza dei sacchetti del supermercato!

Tratto dal Blog di Aspo Italia -Ugo Bardi

sabato 2 gennaio 2010

Ambiente, dodici consigli per un 2010 ecosostenibile

Abitudini e piccoli accorgimenti da adottare per difendere il pianeta mese dopo mese

Il 2009 In Italia non è stato il migliore anno dal punto di vista ambientale. Si è assistito al ritorno del nucleare, alla scoperta delle navi dei veleni, all'avvio dei lavori di un infrastruttura molto criticata - non solo dal punto di vista ecologico - come quella del Ponte sullo Stretto, a numerosi sconvolgimenti climatici e ambientali. L'anno appena trascorso ha segnato però un momento fondamentale: con la Conferenza di Copenhagen le persone hanno preso coscienza che i cambiamenti climatici non sono solo un problema politico e di trattati ma una questione che coinvolge tutti. L'(ami) in collaborazione con il Wwf propone dodici consigli, uno per ogni mese, da seguire per far sì che il 2010 sia un anno all'insegna dell'eco-sostenibilità.
Isabella Pratesi, Direttore del Programma Conservazione del Wwf, spiega in un video quei piccoli accorgimenti che ognuno può adottare per proteggere il pianeta.

Cambiare abitudini è possibile. E quando di mezzo c'è la salute del nostro pianeta dovrebbe essere un dovere. Sono ormai più che palesi i cambiamenti climatici e gli sconvolgimenti che l'inquinamento e l'eccessivo sfruttamento delle risorse naturali stanno causando alla Terra.

Il 2009 in Italia non è stato il migliore anno possibile dal punto di vista ecologico. Il Wwf stila anzi un bilancio «critico»: dal rilancio del nucleare alla polemica sulla costruzione – ormai ufficialmente avviata - del Ponte sullo Stretto, dai piani casa alle alluvioni e frane che hanno sconvolto intere zone dell'Italia, dalle navi dei veleni in Calabria ai tentativi di deregolamentazione sulla caccia. A tutto questo si aggiunge poi l'assenza di una politica ambientale vera e propria e la mancata assegnazione di finanziamenti nella Finanziaria 2010.

Ognuno di noi, però, può cambiare la situazione. Le rivoluzioni infatti nascono anche dal piccolo, da un gesto quotidiano e magari banale come può essere quello di chiudere il rubinetto mentre ci laviamo i denti. Ecco perchè l'(ami), in collaborazione con il Wwf, propone dodici consigli verdi, uno per ogni mese, per un 2010 eco-sostenibile e all'insegna di un riavvicinamento con il pianeta e la natura.
Gennaio – Riempite le dispense di prodotti ecologici e biologici come semi e cereali. Qualcosa che venga dall'agricoltura biologica e che non ha impattato gravemente sulla natura.
Febbraio – Ognuno di noi produce in media cinque quintali di rifiuti l'anno. Si può ridurli cercando prodotti con imballaggi leggeri e magari ridurre l'utilizzo delle buste di plastica per fare la spesa utilizzando borse o zaini.
Marzo – L'energia produce molti gas serra, si può cercare di ridurne l'utilizzo con un duplice risultato: inquinare meno e risparmiare un po' di soldi.
Aprile – Non sempre tutte le città sono provviste di parchi e molto spesso ci dimentichiamo comunque della loro esistenza, troppo presi dalla frenetica vita moderna. Riavvicinarsi quindi alla natura visitando le oasi del Wwf o i parchi nazionali ricreando un contatto con la Terra.
Maggio – Si avvicina l'estate e aumenta il consumo di pesce. Acquistare prodotti ittici pescati nei nostri mari e che non provengono da paesi lontani e che quindi non hanno consumato molta energia per giungere nelle nostre tavole.
Giugno – Incomincia il periodo delle vacanze e spesso partiamo per posti lontani dimenticandoci le bellezze che abbiamo a portata di mano. Ci sono tante luoghi da vedere e visitare in Italia, magari viaggiando in treno invece che in aereo o in macchina. Contribuiremo così a diminuire le emissioni di Co2.
Luglio – Arriva il caldo. Cercare di contenere i consumi di energia è possibile, mettendo ad esempio i condizionatori a temperature non troppo basse.
Agosto – Siamo al quarto posto tra i maggiori paesi consumatori di acqua nel mondo. Diminuirne lo spreco è più semplice di quanto si possa pensare: chiudere il rubinetto mentre ci laviamo i denti, fare la doccia invece che il bagno.
Settembre – Ricomincia la scuola e si torna al lavoro. Utilizziamo maggiormente i mezzi pubblici, otterremo meno stress e una città con aria più respirabile.
Ottobre - A dispetto di quello che pensiamo, anche il trasporto del cibo produce inquinamento. Meglio consumare prodotti biologici e che provengano da zone vicino a noi. Questo ci permetterà anche di seguire una dieta che limiterà le calorie e ne guadagneremo in salute.
Novembre – Si avvicina la stagione invernale. Indossiamo indumenti più caldi come golf e cappotti e riducendo il consumo di energia necessaria per il riscaldamento delle abitazioni.
Dicembre – L'ultimo mese dell'anno è inevitabilmente legato alla festività natalizia. Cerchiamo di contenere i consumi, e soprattutto gli sprechi, per fare in modo che sia un Natale sostenibile. Cerchiamo di essere più buoni con il nostro pianeta e magari regaliamo delle donazioni alle organizzazioni che si occupano di conservazione della natura.

Fonte : AMI Associazione Multimediale Italiana
Antonino Marsala 31-12-2009

sabato 12 dicembre 2009

Dolzago, Porta la sporta a scuola


Ringraziamo di cuore Monica e le altre mamme della scuola materna Vincenzo Bonacina di Dolzago LC che hanno aderito alla campagna organizzando un evento di tre giorni: Il mercatino di Natale tenutosi il 5-6-8 dicembre in cui è stato diffuso il messaggio di Porta la sporta. Ecco il messaggio ricevuto.

Il nostro piccolo contributo per un mondo migliore...


Eccoci qui, reduci dall'evento “mercatino di Natale”, eccoci qui a tirare le somme di questo evento che ci ha tenuti impegnati per più di un mese.... un mese pieno di scambi, di collaborazione, di decisioni prese, disfatte e poi riprese... di mamme che aiutavano mamme, di bimbi curiosi e orgogliosi perché “la mia mamma stasera va al mio l'asilo a fare i lavoretti” o “...ma mamma stai preparando la torta da vendere per il mio l'asilo” (come dice il mio bimbo!)...
Le somme che possiamo tirare sono davvero positive!
Un aspetto significativo di questo evento è stata l'adesione e la diffusione del messaggio dell'operazione “Porta la sporta”, una piccola voce la nostra, un piccolo paese, ma i piccoli gesti sono importanti, perché alla fine è l'unione di molti piccoli gesti a creare le grandi opere!

In questo mese di preparazione ci siamo impegnati a recuperare stoffe, a tagliarle, a cucirle, c'erano le mamme tutto-fare che in pochissimo tempo con forbici, ago e filo hanno realizzato delle belle, capienti e resistenti sporte, (che invidia x me che non so prendere in mano nemmeno un ago!), c'è stato chi si è impegnato a recuperare preziosa manodopera, sono state coinvolte, mamme di mamme, mamme di insegnanti, amiche di mamme di mamme... fantastico!
E' un progetto molto bello quello che sta portando avanti “porta la sporta” e molto importante, soprattutto per noi genitori che siamo responsabili per i nostri figli e abbiamo il dovere di assicurare loro un futuro migliore e soprattutto abbiamo il dovere di insegnare loro il rispetto per il mondo in cui tutti viviamo e il rispetto per ogni singolo individuo.
La cosa più semplice, ma efficace è insegnare loro questo rispetto attraverso i nostri gesti... ho imparato, proprio osservando i miei piccoli, che loro imparano prima di tutto attraverso l'imitazione dei gesti dei loro educatori, le parole sono importanti sì, ma i gesti sono decine di volte più efficaci!

mercoledì 9 dicembre 2009

Il futuro? E' nella sporta (parola di Sindaco)


VISCIANO - Salvare l’ambiente è anche una questione di piccoli gesti. Come sostituire le dannosissime buste di plastica con una sporta. Un oggetto pratico e che dura 100 anni.
Questo lo spirito dell’iniziativa “Porta la sporta”, a cui ha aderito il comune di Visciano: “La Campagna “Porta la Sporta” non comporta nessun sacrificio particolare, con un poco di buona volontà e di pazienza, la comunità di Visciano può ottenere un risultato carico di significati pratici e simbolici” scrive il primo cittadino della cittadella della carità Domenico Montanaro.
“La progressiva eliminazione delle buste di plastica dalle nostre attività quotidiane è, infatti, al tempo stesso: un non trascurabile risparmio di preziose risorse energetiche e un primo significativo passo verso l’abbattimento del mondo di plastica, costruito negli ultimi cinquant’anni”.
Il sindaco ha voluto inviare questo messaggio a cittadini e negozianti, rinunciando allo strumento dell’ordinanza, più sbrigativo ma meno formativo, ed aderendo alla campagna (della quale si può sapere di più accedendo al sito www.portalasporta.it) “L’amministrazione comunale ha inteso puntare sulla progressiva e convinta partecipazione dei cittadini alle nuove scelte di politica ambientale”.
Il futuro, a Visciano e nel mondo, è..nella sporta. Il Comune si attiverà, con la collaborazione degli operatori commerciali e dei cittadini, per promuovere la sostituzione del sacchetto di plastica con borse riutilizzabili e per diffondere altri comportamenti di maggiore responsabilità verso l’ambiente.

Pubblicato da: Ilnolano.it, 08/12/2009
Anno II Numero 342

mercoledì 18 novembre 2009

E' Bra (CN) il comune vincitore del premio "Comuni a 5 stelle"


Grande successo di partecipazione alla terza edizione del premio "Comuni a 5 stelle" indetto dall'Associazione dei Comuni Virtuosi che è anche promotrice della campagna "Porta la Sporta".

E’ Bra in provincia di Cuneo il comune vincitore assoluto del Premio nazionale “Comuni a 5 stelle”.

Ad annunciarlo è il Presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi Gianluca Fioretti, Sindaco di Monsano, al termine della valutazione degli oltre 170 progetti presentati dai 55 Comuni iscritti al bando 2009.
La giuria, composta da amministratori locali, giornalisti ed esperti in campo ambientale, tecnici e personalità del mondo universitario e scientifico, ha ritenuto di premiare la qualità e la trasversalità delle proposte messe in campo dal Comune di Bra, in tutte e cinque le categorie del Premio.

La giuria ha anche proclamato i 5 vincitori nelle rispettive categorie:

  • Gestione del territorio: Santa Caterina dello Ionio (CZ)
  • Impronta ecologica: San Benedetto del Tronto (AP)
  • Rifiuti: ex equo Mercato San Severino (SA) e Pettorano Sul Gizio (AQ)
  • Mobilità: Castelfranco Veneto (TV)
  • Nuovi stili di vita: Sasso Marconi (BO)

Il Comune di Bra si è aggiudicato l’attivazione di un progetto sperimentale di mobilità sostenibile, che verrà donato dall’azienda partner del Premio Comuni a 5 stelle 2009 "Ecomotion".
La cerimonia di premiazione avverrà domenica 22 novembre, a partire dalle ore 10, presso il Comune di Camigliano (CE), all’interno di un ricco programma culturale promosso dall’Amministrazione comunale. Un segnale forte, deciso dall’Associazione, per dimostrare ancora una volta all’opinione pubblica che, anche in territori martoriati dalla criminalità organizzata, esistono realtà illuminate che con grande coraggio attuano politiche e progetti concreti a favore dei loro cittadini.

Il Premio, presentato lo scorso settembre in Campidoglio a Roma, è svolto con la collaborazione del “Movimento per la De-Crescita Felice” e la rete nazionale “Città del Bio”, e ha ricevuto il patrocinio, e il prezioso contributo di numerosi Associazioni, Enti e Istituzioni, tra cui Il Ministero dell’Ambiente, la Regione Marche, la Regione Liguria, la Regione Puglia, la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Ancona, Agenda 21 Italia, Rete dei Comuni Solidali.

Lavorare alla nascita di un premio sulle buone prassi amministrative che valorizzi gli Enti locali impegnati nella riduzione complessiva della propria impronta ecologica, è l’obiettivo che muove fin dalla nascita gli amministratori dei Comuni Virtuosi, quale punto di riferimento per la diffusione di politiche e scelte quotidiane orientate a diminuire l’impatto ambientale delle Pubbliche Amministrazioni e, più in generale, delle comunità locali.

Al Premio hanno concorso tutti gli Enti locali che abbiano avviato politiche (azioni, iniziative, progetti caratterizzati da concretezza ed una verificabile diminuzione dell’impronta ecologica) di sensibilizzazione e di sostegno alle “buone pratiche locali” con particolare riferimento alle seguenti categorie:
-Gestione del territorio (Opzione cementificazione zero, recupero aree dismesse, progettazione partecipata, bioedilizia, ecc.);
-Impronta ecologica della macchina comunale (efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche, ecc.);
-Rifiuti (raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso);
-Mobilità sostenibile (car-sharing, car-pooling, traporto pubblico integrato, piedibus, biocombustibili, ecc.);
-Nuovi stili di vita (progetti per stimolare nella cittadinanza scelte quotidiane sobrie e sostenibili, quali: filiera corta, disimballo dei territori, diffusione commercio equo e solidale, autoproduzione, finanza etica, ecc.).
L’associazione vive uno stato di grande salute. Dopo la partecipazione a “Ecomondo” di Rimini, sarà presente con un proprio spazio a “Eco & Equo” di Ancona, dal 27 al 29 novembre. Con l’ingresso di Vische (TO), sono 32 i Comuni soci. Da qualche settimana, i Comuni soci hanno un loro spazio all’interno di “Uno Mattina” di RAI1, il sabato mattina, con l’associazione che ha ottenuto grandi spazi sui media nazionali.

Monsano, 17 novembre 2009.

giovedì 29 ottobre 2009

No plastic, please!


Le quotidiane peripezie del nostro amico Marco nella lotta ai sacchetti....

Mi sveglio. Caffè, doccia, denti, ecc. Pronto per uscire.
Il sacchetto degli avanzi dei giorni precedenti mi guarda dal gancio a cui è appeso. E' magro, floscio. Mi guarda accusatorio. "Tu e la tua mania di riciclare tutto, guarda come mi riduci...E per di più devo durare alcuni giorni, perchè si sa che la plastica, anche quella biodegradabile, di materBi o di chissa cos'altro sia, deve essere usata con parsimonia..."
Cosa ne faccio? Da un lato è lì da tre giorni, dall'altro è mezzo vuoto, può contenere scarti ancora per chissà quanti giorni ancora...
Decido.
Lo annuso a una distanza di sicurezza: se sento odori sgradevoli, lo butto, altrimenti lo annodo e lo utilizzo ancora un giorno.
Non puzza.
Bene. Un piccolo risparmio.
Esco.
Conosco un panificio, sotto i portici. La focaccia è sublime, croccante, sottile, morbida dentro, salata al punto giusto.
Irresistibile.
Sono diventato un abituè: un giorno semplice, un altro al rosmarino, un terzo alle olive...
La commessa la taglia, la pesa, la incarta.
E lì si compie il delitto: la mano velocissima sotto il bancone e mi ritrovo la focaccia in ben due sacchetti: uno di carta, bianchissima, resistentissima, filigranata, pura carta di Fabriano, penso. Il secondo di plastica, sottilissima, bianchissima, eterna.
La prima volta ho ricevuto il colpo in fonte (Buona giornata, chi c'è da servire?) e prima che potessi rendermi conto di come fosse accaduto mi sono ritrovato alla mia bicicletta appoggiata alla vetrina, con il sacchetto penzolante.
La seconda volta sono ritornato, con la mano sulla Colt, pronto al duello: non ho perso d'occhio un attimo la commessa, la sua mano, il coltello che impugnava. La mano avvolge la focaccia, si sposta sulla bilancia, in un lampo è sui tasti, lo scontrino. Sta per spostarsi sotto il bancone, parte la mia Colt: 'No, grazie, lasci stare il sacchetto, grazie, devo fare pochi metri, grazie, davvero!'
L'ho tramortita, fatta secca.
Nel negozio cala il silenzio.
Sono sotto lo sguardo di parecchi occhi.
Mi sento strano. Forse sono diventato di colore. O forse sono diventato un Alieno.
Ma la commessa è solo temporaneamente tramortita.
Parte verso il dispenser dei sacchetti di plastica.
Ma io sono più veloce: prevedo la mossa, miro, parte il secondo colpo, preciso, mortale: No, grazie lasci pure il sacchetto di plastica, non mi serve, sì, davvero, no neanche quello, grazie, va bene così...
Lo sguardo non è perplesso...di più.
Le dita scivolano veloci sui tasti della cassa, lo sguardo preoccupato di liberarsi di una strano individuo, forse pericoloso, e di passare a un più rassicurante cliente che chiede il sacchetto anche per un croissant che verrà mangiato sull'autobus in partenza di lì a tre metri.
La terza volta entro, mano sulla Colt, ma più rilassato. Ora so come si fa.
La commessa mi guarda, interrogativa...No grazie, niente sacchetto.
Vabbè, la gente è strana. Il prossimo da servire?
La quarta volta entro rilassato. Ormai mi conosce, sa cosa non voglio, abbiamo anche riso e scherzato un po' sopra l'argomento....
Parte il suo, di colpo, e mi scaglia contro il muro, con una violenza degna di una 44 Magnum. 'No graz....'
La mano è partita, fulminea: due sacchetti.
'Scusi, già che lei non lo vuole il sacchetto, è l'abitudine, già, ma sa ormai... Buon giorno. Chi c'è da servire?'
Già l'abitudine.
Ora entro con la Colt spianata, come per una rapina. Sempre. La guardia mai abbassata.
Non mi colpiranno più per primi, con il loro bianchissimi sacchetti....
L'abitudine, si sa....

domenica 25 ottobre 2009

Waste, un libro contro gli sprechi alimentari

L'eccezionale libro di Tristam Stuart Waste: Uncovering the Global Food Scandal descrive lo scandalo della nostra società del benessere che si può permettere di buttare via enormi quantità di cibo. Una famiglia inglese butta mediamente nella spazzatura alimenti per un valore di 8£, senza parlare di quanto cibo viene buttato via dai supermercati.
Ma il lettore non viene lasciato a sentimenti di impotenza e tristezza perché l'autore indica una serie di possibili miglioramenti e soluzioni applicabili lungo tutta la filiera alimentare.
Dagli agricoltori all'industria agroalimentare ai supermercati, ai ristoranti, consumatori e governi: tutti possono contribuire al processo di riduzione. Il suo piano d'azione lascia al lettore la sensazione che le soluzioni, anche se non di semplice applicazione ovunque, sono tuttavia una possibilità concreta.
Tali soluzioni possono aiutare le persone minacciate dalla fame e aiutare la Gran Bretagna a raggiungere gli obiettivi internazionali prefissati di contrasto ai cambiamenti climatici.
Waste-Rifiuti è un libro edificante ma anche coraggioso; Stuart ha stilato, per la prima volta, una classifica della quantità di rifiuti generati dalla grande distribuzione in prodotti alimentari.
“ Se i risultati contengono qualche imprecisione”, specifica l'autore “ questo è dovuto alla difficoltà di reperimento dei dati e dovrebbe servire da stimolo ai gruppi per mettere a disposizione dati più precisi e completi”. Dalla classifica la Co-op risulta essere il gruppo più performante con un 27 % di efficienza in più rispetto ai valori ottenuti dalla media delle performance dei gruppi, Sainsbury's ottiene il punteggio peggiore, con uno spreco del 14% in più rispetto alla media e con un distacco pari al 55% rispetto alla performance di Co-op. I gruppi Morrisons e Tesco sono nella media mentre Waitrose e Asda, con una performance leggermente peggiore rispetto alla media registrano un distacco del 47% a favore di Co-op.
Co-op risulta in testa alla lista, perché resiste alla tentazione di ritrovarsi con un eccesso di scorte a favore di un'esposizione ricca e abbondante. Stuart dice di apprezzare maggiormente ora gli scaffali scarsamente riempiti del suo punto di vendita Co-op rispetto a quelli carichi perché sa che ciò è dovuto al tentativo di ridurre i rifiuti. Inoltre, il gruppo applica una politica di riduzione graduale del prezzo, a seconda di quanto più i prodotti si avvicinano alla data di scadenza.
“ La maggior parte dei supermercati applica questa politica in qualche misura ma si potrebbe fare molto di più” assicura Stuart. Allo stesso modo i programmi di donazione delle eccedenza alimentari ad associazioni di beneficenza che li destinano a comunità bisognose come FareShare potrebbero, secondo Stuart, essere sviluppati ulteriormente per ridurre il quantitativo che va in discarica.

Stuart è preoccupato per la quantità di cibo che finisce in discarica causando emissioni ad alto contenuto di metano e anidride carbonica, due gas serra molto attivi, specialmente il primo.
Nessun alimento viene invece buttato in discarica in Corea del Sud e Taiwan dove i rifiuti alimentari vengono utilizzati per la produzione di alimenti per suini. In Inghilterra questa pratica è stata vietata dalla Gran Bretagna e dall'Unione europea nel 2001, dopo l'epidemia di afta epizootica. Gli allevatori non avevano rispettato le norme di legge che prevedevano la bollitura e sterilizzazione dei rifiuti alimentari necessarie per eliminare eventuali agenti patogeni. Stuart suggerisce che dopo un certo periodo il divieto avrebbe dovuto essere sospeso. Diversi allevatori di suini hanno cessato l'attività non potendo permettersi l'approvvigionamento di mangimi costosi al posto dei rifiuti alimentari a buon mercato.

Stuart ammira i governi di quelle che lui chiama le "Isole della speranza": Giappone, Corea e Taiwan che hanno reso obbligatorio per le imprese alimentari una riduzione dei rifiuti del 66% e vorrebbe che il governo inglese seguisse le stesse politiche. “Il nostro governo invece preferisce assecondare le comodità del consumatore e cercare accordi volontari con le imprese “ dice Stuart. Intanto da parte del ministero per l'ambiente inglese sono state annunciate nuove iniziative di contrasto alla produzione dei rifiuti che includono proposte di smaltimento dei rifiuti alternativi alla discarica, la progettazione di nuovi formati per soddisfare il crescente numero di coloro che vivono soli e per ripensare le formulazione delle etichette rispetto alla data di scadenza che spesso indica un termine entro cui la qualità del prodotto è garantita piuttosto che un termine oltre al quale si vada incontro a rischi per la salute.

In sintesi ognuno di noi può contribuire alla soluzione di questo problema comprando di meno, in modo oculato e non sentendosi “indigente” quando si acquistano prodotti ribassati perché vicini alla data di scadenza. La crisi economica sta contribuendo a farci diventare più sobri e parsimoniosi ma è la salute del pianeta che richiede che questo sforzo venga perseguito da sempre più persone e intere nazioni.

Fonte: Telegraph.co.uk

Altro articolo sull'autore del libro, Tristam Stuart

giovedì 10 settembre 2009

Al DECRESCIFEST nuovi stili di vita sostenibili


Sabato 19 e domenica 20 settembre a Cesena al via la prima edizione del DECRESCIFEST organizzato dal MIZ "movimento impatto zero”, con il patrocinio del comune di Cesena e della Assemblea Legislativa dell'Emilia Romagna.

Ecohappening dedicato al tema della sostenibilità ambientale e degli stili di vita ecocompatibili, per una due giorni di incontri ed eventi nella stupenda cornice del parco di Villa Silvia a Lizzano di Cesena.
Saranno allestiti 30 stand da visitare dove si troverà un'offerta di prodotti biologici a km 0, e l'occasione per imparare come si prepara un olio essenziale, come si ricicla un personal computer, come si ripara una bicicletta, come ci si prende cura del proprio corpo con prodotti e tecniche naturali per il benessere della persona e altro ancora.
Ci saranno spettacoli teatrali, dibattiti culturali, libri, bici elettriche, musica e divertimento e si parlerà anche di Porta la Sporta.
I Temi trattati saranno:
Decrescita Felice, energie rinnovabili, corretta gestione dei riufiuti, solidarietà sociale, economia locale e solidale, consumo del territorio, signoraggio, comportamenti virtuosi, Turismo responsabile, Banche del Tempo, G.A.S., riuso, riciclo e riduzione degli oggetti, strategia rifiuti zero, materiali compostabili, compostaggio domestico.

Parteciperà Maurizio Pallante fondatore del movimento per la decrescita felice!
inoltre parteciperanno Michele Dotti, Andrea Bizzocchi, Davide Fabbri e Roberto Mercadini.

Inoltre alla spazio Rivestiti e Riarredati sarà possibile portare piccoli oggetti quotidiani non più utilizzati che potranno essere barattati con altri o regalati in modo da garantire loro una seconda vita sottraendoli alla discarica.

Quindi, dal primo pomeriggio di Sabato 19 fino a domenica 20 Settembre, pensate all'ambiente e partecipate a Villa Silvia al DECRESCIFEST!

Per saperne di più

sabato 5 settembre 2009

Aderisci alla settimana UNESCO della Città e della Cittadinanza


Il tema “Città e Cittadinanza” è al centro dell’edizione 2009 della Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, che si terrà dal 9 al 15 novembre, sotto l’egida e il coordinamento della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

Anche quest’anno scenderanno in campo centinaia e centinaia di soggetti, dalle istituzioni alle scuole, dalle associazioni alle imprese, dalle fondazioni alle università, dando vita a una fitta rete di eventi del genere più diverso: convegni, giochi, escursioni, mostre, laboratori, spettacoli, stand, esposizioni.. tutti finalizzati a sviluppare, negli individui come nelle collettività, la consapevolezza e le capacità operative necessarie a costruire una città ecologica e solidale, orientata alla qualità della vita e animata da una cittadinanza responsabile e democratica.

Sviluppo urbano, energia, mobilità, rifiuti, inquinamento, patrimonio storico, governance partecipata, intercultura, legalità, integrazione sono tra le principali tematiche che saranno affrontate.

Le manifestazioni centrali si svolgeranno quest’anno a Milano ma gli eventi potranno essere organizzati in qualsiasi regione italiana: tutti coloro che sono a vario livello impegnati nell’educazione alla sostenibilità sul territorio sono invitati ad aderire promuovendo iniziative da inserire nel programma nazionale e curandone la realizzazione.

La Settimana s’inquadra nel "DESS - Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2005-2014", campagna mondiale proclamata dall’ONU e coordinata dall’UNESCO, allo scopo di diffondere valori, conoscenze e stili di vita orientati al rispetto del bene comune e delle risorse del pianeta. A scegliere il tema dell’anno è il ‘Comitato nazionale DESS’ che si compone di tutte le principali realtà che operano a ogni livello in Italia per promuovere la "cultura della sostenibilità": ministeri, Regioni, enti locali, rappresentanze socio-economiche, associazioni, istituzioni di ricerca e formazione, reti di scuole, agenzie ambientali…

Le precedenti edizioni della Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile sono state dedicate ai temi dell’Energia (2006), dei Cambiamenti Climatici (2007) e della Riduzione e Riciclaggio dei Rifiuti (2008), ed hanno avuto uno straordinario successo di partecipazione.

La Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO confida nel massimo coinvolgimento e nell’azione sinergica di tutte le sedi che, anche a livello informale, contribuiscono a formare i valori e i comportamenti della nostra società.

Ulteriori dettagli, con le modalità per aderire, si possono trovare sul sito dell'iniziativa.

mercoledì 2 settembre 2009

Premio Nazionale Comuni a 5 stelle 2009


E' ufficialmente aperto il bando per la terza edizione del Premio nazionale dei Comuni a 5 stelle, promosso dall’Associazione dei Comuni Virtuosi, in collaborazione con il Movimento per la Decrescita Felice e Città del Bio, e il patrocinio di diverse reti di enti locali.
Giovedì 10 settembre (ore 11.00) si terrà presso la sede del settimanale “CARTA”, la presentazione alla stampa Premio.
Lavorare alla nascita di un premio sulle buone prassi amministrative che valorizzi gli enti locali impegnati nella riduzione complessiva della propria impronta ecologica, è l’obiettivo che muove fin dalla nascita gli amministratori dei Comuni Virtuosi, quale punto di riferimento per la diffusione di politiche e scelte
quotidiane orientate a diminuire l’impatto ambientale delle pubbliche amministrazioni e, più in generale, delle comunità locali.
Al premio, giunto quest’anno alla sua terza edizione, possono concorrere tutti gli enti locali che abbiano avviato politiche (azioni, iniziative, progetti caratterizzati da concretezza ed una verificabile diminuzione dell’impronta ecologica) di sensibilizzazione e di sostegno alle “buone pratiche locali” con particolare riferimento alle seguenti categorie:
gestione del territorio (Opzione cementificazione zero, recupero aree dismesse, progettazione partecipata,bioedilizia, ecc.);
impronta ecologica della “macchina comunale” (efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche,ecc.);
rifiuti (raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso);
mobilità sostenibile (car-sharing, car-pooling, traporto pubblico integrato, piedibus, biocombustibili, ecc.);
nuovi stili di vita (progetti per stimolare nella cittadinanza scelte quotidiane sobrie e sostenibili, quali: filiera corta, disimballo dei territori, diffusione commercio equo e solidale, autoproduzione, finanza etica, ecc.).
Una giuria composta da tecnini e personalità del mondo universitario e scientifico, stilerà una graduatoria finale indicando le progettualità ed esperienze più significative. Il termine per la presentazione dei progetti è fissato per il 25 ottobre. La cerimonia di premiazione avverrà presso il Comune di Camigliano (CE) sabato 21 novembre.
Il Comune vincitore riceverà una consulenza gratuita per l’attivazione di un progetto pilota a
livello nazionale di mobilità dolce. Un modo concreto per favorire una riduzione dell’inquinamento
atmosferico e una maggiore qualità della vita della comunità locale.
Saranno presenti alla conferenza stampa:
Gianluca Fioretti - Sindaco di Monsano (AN) e Presidente Associazione dei Comuni Virtuosi
Marco Boschini – Assessore di Colorno (PR) e Coordinatore Comuni Virtuosi
Ignazio Garau – Città del Bio
Per ogni necessità di ulteriori informazioni è stata istituita la Segreteria del Premio quale organo operativo a cui chiunque può rivolgersi. I suoi recapiti sono: Comune di Colorno: 0521313745 - 3346535965 – info@comunivirtuosi.org.