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mercoledì 2 novembre 2011



di Irene Gozzelino

Il problema dei cambiamenti climatici è ovviamente globale, però non viene ugualmente sentito ed affrontato nei diversi paesi: per esigenze economiche e di sviluppo diverse, per incidenza più o meno marcata delle sue conseguenze, per priorità altre e più impellenti. Se però c’è chi è maggiormente “colpevole” della febbre del nostro pianeta e c’è chi ne è maggiormente vittima, il destino è uno e comune: quello dell’avviarsi inesorabile verso un’epoca di grandi cambiamenti della biosfera, dinnanzi ai quali l’uomo, fra tutte le creature viventi, sembra essere il più vulnerabile. Come manifestare l’allarme e la volontà di agire? Come comunicare in un'unica lingua, se non fatta di uguali parole, fatta di uguali concetti ?

Il progetto Groundring Our Future è stato realizzato per questo: della durata di un anno, finanziato dall’Unione Europea all’interno del programma Youth in Action, ha coinvolto giovani volontari provenienti da Mauritius, Vietnam, India, Italia e Germania e si è concluso il primo ottobre, a Roma, presso la casa dell’Utopia.

Il progetto si è svolto in più fasi: come primo approccio tutti i partecipanti hanno presentato la propria nazione e il relativo punto di vista sui cambiamenti climatici durante dieci giorni di seminario a Karnitz, guidati da personale esperto del KMGNE; a questa fase “preparatoria” né è seguita un’altra, più breve, a Berlino, ed in seguito gli scambi: ogni volontario ha trascorso un mese in un paese coinvolto ospitante dove GOF si è espresso secondo un caleidoscopio di attività quali campagne di sensibilizzazione, seminari, biciclettate.

Il partner italiano è stato il Servizio Civile Internazionale, il cui responsabile del coordinamento nazionale, Roberto Carraro, ha gentilmente risposto ad alcune nostre domande.

Perchè lo SCI Italia ha deciso di partecipare al progetto GOF? Quali erano gli aspetti "attraenti" del progetto?
«Abbiamo pensato il progetto con l'idea di smentire lo stereotipo secondo cui pratiche sostenibili e rispetto per l'ambiente sono una caratteristica solo dei paesi del Nord del mondo. Abbiamo voluto portare avanti un progetto basato sullo scambio orizzontale e reciproco tra nord e sud del mondo, per sentire l'impegno per la giustizia ambientale e climatica come un elemento che ci accomuna anziché divide. Altro obiettivo è stato quello di ricordarci come il sud del mondo sia tragicamente colpito dal riscaldamento globale, pur essendo questo causato sopratutto dai paesi più industrializzati».

Come possono questo tipo di progetti sviluppare consapevolezza nei confronti delle tematiche ambientali più "scottanti" di questo nostro periodo storico?
«Possono farlo nella misura in cui creano partecipazione vera, e vicinanza ad una serie di tematiche da parte di giovani di ogni angolo del pianeta che sono stati attori del progetto e mai spettatori passivi. Questo è stato ciò che abbiamo sempre cercato in Grounding Our Future».

Perché pensi che i prodotti multimediali realizzati e le campagne organizzate nei diversi paesi siano efficaci?
«Perché vivono della partecipazione di chi li ha creati, che li rende attraenti e veri, perché rispecchiano quello che il progetto è stato, come contenuto, come relazioni, come azioni svolte sul territorio».

Per un assaggio di GOF, c’è il video The Proposal che trovate a corredo di questo articolo, per tutto il resto esistono un sito web ed una pagina Facebook.

lunedì 14 marzo 2011

L’eco-film che nasce dal web


Di Eleonora Anello


Itali@mbiente è il nuovo progetto di Avoicomunicare, il blog di Telecom Italia dedicato al dialogo e al confronto su temi cruciali per il futuro della società. Temi delle discussioni tra internauti ed esperti: l‘ambiente e lo sviluppo sostenibile, gli equilibri possibili tra mondi e culture diverse, l’integrazione, la costruzione della pace. L’attiva community, sempre al centro delle attenzioni di Telecom, si sta impegnando a realizzare il primo documentario prodotto, sceneggiato e diretto interamente dalla rete.

L’idea è di Mario Tozzi, geologo e noto divulgatore scientifico, che ne sarà il curatore e il garante dell’attività scientifica oltre che il responsabile, insieme al team Avoicomunicare, della strutturazione e dei contributi provenienti dalla rete. Ogni utente infatti potrà dare il suo apporto su un tema, anch’esso selezionato dalla community, che è il disagio ambientale in tutte le sue accezioni. Nello specifico quindi ogni reporter si potrà dedicare al consumo di territorio, oppure alla biodiversità, al traffico urbano, agli impianti industriali o ai rifiuti.

Chiunque voglia denunciare delle situazioni non necessariamente allarmistiche ma comunque di rischio per l’ambiente, può avvalersi degli strumenti e della notorietà messi a disposizione da una grande azienda di telecomunicazioni e dalla collaborazione di tutti coloro che vorranno unirsi all’opera collettiva. A quanto viene espresso nel Manifesto del progetto, lo scopo è documentare in modo scientifico, arrivando a costruire una mappa ragionata, il disagio ambientale presente nel nostro paese. L’intenzione non è meramente di denuncia. Verrà dato spazio anche a esempi positivi di riconversione ecologica.

Si può inviare ogni tipo di contributo: video, fotografie, disegni e testi scritti o parlati. Particolare attenzione verrà data alla documentazione del passato.

I partecipanti verranno omaggiati con una special box con il dvd del documentario e un piccolo spazio all’interno del sito web del progetto nel quale presentarsi.

Per partecipare alla realizzazione dell’eco-film, ciascun reporter ambientale può proporsi direttamente sul sito dove è possibile visionare gli elaborati già inviati e che concorrono alla selezione.

Il film sarà lanciato il 5 giugno 2011, giornata mondiale dell’ambiente. Inizialmente verrà distribuito sul circuito internet, scaricabile o in streaming, solo successivamente approderà al cinema e in televisione.

Siamo curiosi di vedere Itali@mbiente, frutto della collaborazione della rete, convinti che la diffusione delle informazioni possa essere uno strumento privilegiato per raggiungere buoni obiettivi anche in campo ambientale.