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martedì 22 novembre 2011

Racconta il tuo impatto entro il 31 dicembre




Vi proponiamo di partecipare al "No impact day", un'iniziativa assolutamente in linea con gli obiettivi di riduzione degli sprechi di Porta la Sporta lanciata dal giornale web il Cambiamento in collaborazione con la casa editrice mt0 (Macroticonzero)

L'ispirazione nasce dall'esperienza di Colin Beavan, meglio conosciuto come "No impact man", il giornalista americano che ha vissuto un intero anno a Manhattan seguendo regole ecologiche estremamente rigide raccontate nel documentario No Impact Man, di Laura Gabbert e Justin Schein distribuito in Italia da mt0.

Chi già praticasse quotidianamente delle azioni di riduzione dell'impatto ambientale in famiglia, sul lavoro o fosse promotore di scelte sostenibili all'interno di un'azienda o una comunità è arrivata l'occasione di raccontarlo.

I campi di azione possono spaziare dalla riduzione dei rifiuti o/e dei consumi elettrici, a pratiche di autoproduzione, di orticultura, di mobilità sostenibile, di consumo di alimenti a km0, ecc.

Ai partecipanti si chiede di raccontare una giornata a basso impatto, articolandola in parti – es. mattina, pomeriggio, sera – o per temi – es. cibo, pulizie, mobilità, ecc. – e di farlo attraverso un video della durata massima di 10 minuti (durata consigliata 3/5 minuti) oppure con un testo di lunghezza non superiore alle 8.000 battute, con la possibilità di allegare fotografie. Il termine ultimo per l’invio dei materiali è il 31 dicembre 2011.

I contenuti ritenuti idonei verranno pubblicati sul sito dell’iniziativa. I migliori video e i migliori testi saranno utilizzati rispettivamente per la composizione di un lungometraggio collettivo e di un e-book, che saranno distribuiti online e in occasione di eventi nazionali legati alla promozione di stili di vita sostenibili.

Ulteriori approfondimenti e modulo di iscrizione sul sito dedicato.

mercoledì 2 novembre 2011



di Irene Gozzelino

Il problema dei cambiamenti climatici è ovviamente globale, però non viene ugualmente sentito ed affrontato nei diversi paesi: per esigenze economiche e di sviluppo diverse, per incidenza più o meno marcata delle sue conseguenze, per priorità altre e più impellenti. Se però c’è chi è maggiormente “colpevole” della febbre del nostro pianeta e c’è chi ne è maggiormente vittima, il destino è uno e comune: quello dell’avviarsi inesorabile verso un’epoca di grandi cambiamenti della biosfera, dinnanzi ai quali l’uomo, fra tutte le creature viventi, sembra essere il più vulnerabile. Come manifestare l’allarme e la volontà di agire? Come comunicare in un'unica lingua, se non fatta di uguali parole, fatta di uguali concetti ?

Il progetto Groundring Our Future è stato realizzato per questo: della durata di un anno, finanziato dall’Unione Europea all’interno del programma Youth in Action, ha coinvolto giovani volontari provenienti da Mauritius, Vietnam, India, Italia e Germania e si è concluso il primo ottobre, a Roma, presso la casa dell’Utopia.

Il progetto si è svolto in più fasi: come primo approccio tutti i partecipanti hanno presentato la propria nazione e il relativo punto di vista sui cambiamenti climatici durante dieci giorni di seminario a Karnitz, guidati da personale esperto del KMGNE; a questa fase “preparatoria” né è seguita un’altra, più breve, a Berlino, ed in seguito gli scambi: ogni volontario ha trascorso un mese in un paese coinvolto ospitante dove GOF si è espresso secondo un caleidoscopio di attività quali campagne di sensibilizzazione, seminari, biciclettate.

Il partner italiano è stato il Servizio Civile Internazionale, il cui responsabile del coordinamento nazionale, Roberto Carraro, ha gentilmente risposto ad alcune nostre domande.

Perchè lo SCI Italia ha deciso di partecipare al progetto GOF? Quali erano gli aspetti "attraenti" del progetto?
«Abbiamo pensato il progetto con l'idea di smentire lo stereotipo secondo cui pratiche sostenibili e rispetto per l'ambiente sono una caratteristica solo dei paesi del Nord del mondo. Abbiamo voluto portare avanti un progetto basato sullo scambio orizzontale e reciproco tra nord e sud del mondo, per sentire l'impegno per la giustizia ambientale e climatica come un elemento che ci accomuna anziché divide. Altro obiettivo è stato quello di ricordarci come il sud del mondo sia tragicamente colpito dal riscaldamento globale, pur essendo questo causato sopratutto dai paesi più industrializzati».

Come possono questo tipo di progetti sviluppare consapevolezza nei confronti delle tematiche ambientali più "scottanti" di questo nostro periodo storico?
«Possono farlo nella misura in cui creano partecipazione vera, e vicinanza ad una serie di tematiche da parte di giovani di ogni angolo del pianeta che sono stati attori del progetto e mai spettatori passivi. Questo è stato ciò che abbiamo sempre cercato in Grounding Our Future».

Perché pensi che i prodotti multimediali realizzati e le campagne organizzate nei diversi paesi siano efficaci?
«Perché vivono della partecipazione di chi li ha creati, che li rende attraenti e veri, perché rispecchiano quello che il progetto è stato, come contenuto, come relazioni, come azioni svolte sul territorio».

Per un assaggio di GOF, c’è il video The Proposal che trovate a corredo di questo articolo, per tutto il resto esistono un sito web ed una pagina Facebook.

lunedì 3 ottobre 2011

Difficile fermare una guerrilla



di Eleonora Anello

Non sono lontani i tempi in cui vi parlavamo di una divertente campagna di ambient marketing promossa dal gruppo automobilistico tedesco Volkswagen, la più grande azienda automobilistica europea. Mentre allora veniva apprezzata per le ottime scelte di comunicazione ambientale, oggi Greenpeace ne svela il “lato oscuro”. Ed è subito detournement!

Gli instancabili di Greenpeace che della parodia hanno fatto la loro grande arma, sono riusciti a sfruttare la potenza mediatica degli avversari, mutando, sulla base delle informazioni a loro disposizione, il cliccatissimo spot di lancio della Passat. Il divertente video ufficiale vedeva un baby Darth Vader esercitarsi a spostare gli oggetti con la sola imposizione delle mani. Il contro video che ha dato il via alla campagna virale Volkswagen darkside invece svela il “vero” ruolo di Volkswagen e chiama a raccolta i ribelli. Secondo GP, la casa automobilistica piuttosto che impegnarsi nell’ideazione di autovetture più ecologiche, spende le sue energie in azioni di lobbyng per fermare l’innalzamento dei target di riduzione delle emissioni di gas serra nell’Unione Europea.

Parte dunque la guerrilla via web. Ed una volta partita, è difficile arrestare il suo divenire. Ma veniamo ai fatti. Il 28 giugno la versione inglese del video virale contro Volkswagen, in quel periodo il più condiviso al mondo, è stata rimossa da Youtube. La censura è stata voluta dai creatori della saga di Star Wars, la LucasFilmLtd, appellandosi al copyright.

Così, mentre il canale ufficiale degli ambientalisti è stato oscurato, la rete è insorta e i singoli utenti, allertati da messaggi su Facebook e Twitter, hanno continuato a condividere il video. Alla luce dei fatti, l’effetto è stato diametralmente opposto da quello sperato, se si considera che gli utenti hanno postato il video parodia più agguerriti di prima, spinti da maggiore convinzione e un’intensa determinazione.

«Quasi due milioni di persone hanno già visto il nostro video, che è un modo leggero per raccontare la verità su Volkswagen e sul modo in cui si oppone alle leggi per la salvaguardia del clima – commentava in quei giorni Andrea Boraschi responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia - Ci dispiace sia stato oscurato sul canale Youtube di Greenpeace International e su quelli di altri uffici nazionali di Greenpeace. Ci auguriamo che questa censura si interrompa presto dando di nuovo a tutti la possibilità di vedere ovunque il nostro video».

Al motto di “If you strike us down, we shall become more powerful than you could possibly immagine” ovvero “Se ci colpirai, diventeremo più potenti di quanto tu possa mai immaginare”, premonitrice frase proprio di Star Wars, il video spopola ancora in rete. Greenpeace ha così potuto contare su un esercito di milioni di Jedi che hanno scritto a VW e diffuso esponenzialmente la chiamata.

lunedì 6 dicembre 2010

1 minuto di immagini per salvare il mondo


1minutetosavetheworld.com è un concorso online rivolto ai cineasti di tutto il mondo e di tutte le età che sono invitati a presentare un film della durata di 1 minuto sul tema del cambiamento climatico.

Il concorso nato con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla gravità del cambiamento climatico e su cosa si può fare per contrastarlo è alla sua seconda edizione e si avvale del supporto di organizzazioni prestigiose come UNICEF, Greenpeace, WWF e colossi dei media come Sony.

Le opere presentate devono essere inserite in una delle tre categorie create sul cambiamento climatico. La giuria che valuterà un vincitore per ogni categoria è composta da Dirigenti dei Media e celebri attivisti ecologisti.
I premi verranno che verranno consegnati comprendono una vasta gamma di gadget Sony, la possibilità di veder diffuso il film vincitore a livello internazionale ed un premio di 5000 sterline.

Per fornire un assaggio sui video già presentati, che insieme a quelli dell'edizione 2009 sono tutti visionabili sul sito della competizione, c'è il film di Carl Thompson intitolato 'Odissea Switch', basato sul messaggio che anche in un mondo devastato dalle conseguenze di un produzione smodata di energia elettrica, che poi viene sprecata, ci vuole solo un dito per cambiare le cose. Anche una sola azione, come spegnere l'interruttore della luce, può contribuire a salvare il mondo dai cambiamenti climatici.

Il termine ultimo per presentare i filmati è il 17 Dicembre 2010.

Fonte: The Ecologist.org

lunedì 7 giugno 2010

Do the green thing



La VII edizione del Premio AICA è stata ospitata quest'anno dalla serata conclusiva di Cinemambiente, a Torino, domenica 6 giugno. Davanti ad un ampio e eterogeneo pubblico, Gaetano Capizzi, direttore di Cinemambiente, ha invitato sul palco Roberto Cavallo, presidente di AICA, per presentare il Premio e i suoi vincitori.
Anche quest'anno le categorie erano tre. Per “Comunicare ai cittadini, fa bene all'ambiente”, dedicato al tema della biodiversità, è stato premiato il Movimento Terra Madre, fondato da Carlin Petrini.
Il Premio per la categoria "Comunicare il Protocollo di Kyoto" è andato invece a Andy Hobsbawm, fondatore insieme a Naresh Ramchandani del movimento “Do the Green Thing” mentre il terzo premio, infine, quello alla Carriera dedicato a Beppe Comin, uno dei precursori della comunicazione ambientale in Italia, è andato a Enzo Bianchi.

Obiettivo di “Do the Green Thing” è diffondere utili consigli per sensibilizzare non solo i cittadini, ma anche governi e imprese affinché perseguano scelte innovative, scelte verdi. Hobsbawm ha partecipato alla premiazione in video conferenza. Lieto del riconoscimento, ha ringraziato e specificato come la diffusione di messaggi verdi debba essere creativa, stimolante, e debba servirsi di vari canali e linguaggi. La comunicazione ambientale inoltre deve essere sexy per attirare quante più persone possibile in modo che condurre una vita sostenibile non venga percepito come un’imposizione, ma diventi un desiderio profondo. La connessione in video conferenza è avvenuta via skype, strumento che insieme alle distanze abbatte anche le emissioni di CO2, ed è stata nuovamente riproposta dopo il gradimento del pubblico riscosso nella scorsa edizione del Premio.

di Silvia Musso

sabato 2 gennaio 2010

Ambiente, dodici consigli per un 2010 ecosostenibile

Abitudini e piccoli accorgimenti da adottare per difendere il pianeta mese dopo mese

Il 2009 In Italia non è stato il migliore anno dal punto di vista ambientale. Si è assistito al ritorno del nucleare, alla scoperta delle navi dei veleni, all'avvio dei lavori di un infrastruttura molto criticata - non solo dal punto di vista ecologico - come quella del Ponte sullo Stretto, a numerosi sconvolgimenti climatici e ambientali. L'anno appena trascorso ha segnato però un momento fondamentale: con la Conferenza di Copenhagen le persone hanno preso coscienza che i cambiamenti climatici non sono solo un problema politico e di trattati ma una questione che coinvolge tutti. L'(ami) in collaborazione con il Wwf propone dodici consigli, uno per ogni mese, da seguire per far sì che il 2010 sia un anno all'insegna dell'eco-sostenibilità.
Isabella Pratesi, Direttore del Programma Conservazione del Wwf, spiega in un video quei piccoli accorgimenti che ognuno può adottare per proteggere il pianeta.

Cambiare abitudini è possibile. E quando di mezzo c'è la salute del nostro pianeta dovrebbe essere un dovere. Sono ormai più che palesi i cambiamenti climatici e gli sconvolgimenti che l'inquinamento e l'eccessivo sfruttamento delle risorse naturali stanno causando alla Terra.

Il 2009 in Italia non è stato il migliore anno possibile dal punto di vista ecologico. Il Wwf stila anzi un bilancio «critico»: dal rilancio del nucleare alla polemica sulla costruzione – ormai ufficialmente avviata - del Ponte sullo Stretto, dai piani casa alle alluvioni e frane che hanno sconvolto intere zone dell'Italia, dalle navi dei veleni in Calabria ai tentativi di deregolamentazione sulla caccia. A tutto questo si aggiunge poi l'assenza di una politica ambientale vera e propria e la mancata assegnazione di finanziamenti nella Finanziaria 2010.

Ognuno di noi, però, può cambiare la situazione. Le rivoluzioni infatti nascono anche dal piccolo, da un gesto quotidiano e magari banale come può essere quello di chiudere il rubinetto mentre ci laviamo i denti. Ecco perchè l'(ami), in collaborazione con il Wwf, propone dodici consigli verdi, uno per ogni mese, per un 2010 eco-sostenibile e all'insegna di un riavvicinamento con il pianeta e la natura.
Gennaio – Riempite le dispense di prodotti ecologici e biologici come semi e cereali. Qualcosa che venga dall'agricoltura biologica e che non ha impattato gravemente sulla natura.
Febbraio – Ognuno di noi produce in media cinque quintali di rifiuti l'anno. Si può ridurli cercando prodotti con imballaggi leggeri e magari ridurre l'utilizzo delle buste di plastica per fare la spesa utilizzando borse o zaini.
Marzo – L'energia produce molti gas serra, si può cercare di ridurne l'utilizzo con un duplice risultato: inquinare meno e risparmiare un po' di soldi.
Aprile – Non sempre tutte le città sono provviste di parchi e molto spesso ci dimentichiamo comunque della loro esistenza, troppo presi dalla frenetica vita moderna. Riavvicinarsi quindi alla natura visitando le oasi del Wwf o i parchi nazionali ricreando un contatto con la Terra.
Maggio – Si avvicina l'estate e aumenta il consumo di pesce. Acquistare prodotti ittici pescati nei nostri mari e che non provengono da paesi lontani e che quindi non hanno consumato molta energia per giungere nelle nostre tavole.
Giugno – Incomincia il periodo delle vacanze e spesso partiamo per posti lontani dimenticandoci le bellezze che abbiamo a portata di mano. Ci sono tante luoghi da vedere e visitare in Italia, magari viaggiando in treno invece che in aereo o in macchina. Contribuiremo così a diminuire le emissioni di Co2.
Luglio – Arriva il caldo. Cercare di contenere i consumi di energia è possibile, mettendo ad esempio i condizionatori a temperature non troppo basse.
Agosto – Siamo al quarto posto tra i maggiori paesi consumatori di acqua nel mondo. Diminuirne lo spreco è più semplice di quanto si possa pensare: chiudere il rubinetto mentre ci laviamo i denti, fare la doccia invece che il bagno.
Settembre – Ricomincia la scuola e si torna al lavoro. Utilizziamo maggiormente i mezzi pubblici, otterremo meno stress e una città con aria più respirabile.
Ottobre - A dispetto di quello che pensiamo, anche il trasporto del cibo produce inquinamento. Meglio consumare prodotti biologici e che provengano da zone vicino a noi. Questo ci permetterà anche di seguire una dieta che limiterà le calorie e ne guadagneremo in salute.
Novembre – Si avvicina la stagione invernale. Indossiamo indumenti più caldi come golf e cappotti e riducendo il consumo di energia necessaria per il riscaldamento delle abitazioni.
Dicembre – L'ultimo mese dell'anno è inevitabilmente legato alla festività natalizia. Cerchiamo di contenere i consumi, e soprattutto gli sprechi, per fare in modo che sia un Natale sostenibile. Cerchiamo di essere più buoni con il nostro pianeta e magari regaliamo delle donazioni alle organizzazioni che si occupano di conservazione della natura.

Fonte : AMI Associazione Multimediale Italiana
Antonino Marsala 31-12-2009

martedì 8 dicembre 2009

Please help the world

"Please Help the World", film from the opening ceremony of the United Nations Climate Change Conference 2009 (COP15)


Music clip inspired by Greenpeaceerence 2009 (COP15)

mercoledì 2 dicembre 2009

Le facce invecchiate dei leader all'aeroporto di Copenhagen



Copenhagen, International — Nell'aeroporto di Copenhagen sono apparsi cartelloni pubblicitari con le facce invecchiate dei leader del mondo e la scritta "Mi dispiace. Potevamo fermare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici…non l'abbiamo fatto". È la campagna che abbiamo lanciato insieme alla coalizione mondiale tcktcktck.org.

Ci sono Obama, Sarkozy, Brown, Lula, Zapatero, Merkel e gli altri così come potrebbero apparire nel 2020. Chiedono scusa per non essere stati capaci di affrontare i cambiamenti climatici. Lo slogan della campagna è "Act now: change the future".

L'aeroporto verrà utilizzato da migliaia di delegati, giornalisti e politici che arriveranno a Copenhagen per decidere il destino del clima. Gli annunci pubblicitari con le facce dei leader sono stati diffusi anche sulle riviste distribuite a bordo, per raggiungere i negoziatori in viaggio per il Summit.
Se leader come Obama, Sarkozy, Merkel e Brown non saranno in grado di sbloccare i negoziati, il mondo andrà incontro a migrazioni di massa e carestie. Se questo accadrà, ci dispiace sarà la parola più usata, ma purtroppo non servirà a nulla. Il momento di agire contro i cambiamenti climatici per salvare il nostro futuro è adesso, non l'anno prossimo o quello dopo ancora. È questo il senso della nostra campagna pubblicitaria.

Per il successo di Copenhagen sarà necessario un accordo equo, ambizioso e vincolante che presuppone:
- un impegno da parte dei Paesi industrializzati a tagliare le emissioni del 40 per cento al 2020 rispetto ai livelli del 1990;
- un piano per fermare la distruzione delle foreste tropicali entro il 2020;
- almeno 140 miliardi di dollari all'anno in risorse finanziarie pubbliche per contrastare i cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo.

Dal sito di Greenpeace Italia

mercoledì 4 novembre 2009

Storico appello dlle statue capitoline


di Eleonora Anello









Le statue di Roma tornano a parlare. L’imperatore Augusto, Giulio Cesare, Giordano Bruno e Garibaldi si rivolgono al Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, e lanciano il loro monito: «Silvio, don’t be stupid. Save the climate».

A realizzare il sogno di Michelangelo ci ha pensato la campagna di Greenpeace Italia che in questi giorni ha animato le strade di Roma collocando accanto alle statue dei vistosi balloon. Pur utilizzando testimonial di grande reputazione, l’operazione vanta sicuramente costi contenuti e fa leva sull’effetto sorpresa che suscita nei passanti, soprattutto sfruttando la visibilità e la bellezza del patrimonio artistico, immagine ma anche simbolo.
Del resto, chi riuscirebbe a mettere in discussione le parole di Giordano Bruno quando afferma: «Berlusconi, non negare la scienza: salva il clima»? La campagna è stata ben studiata anche perchè ogni messaggio è stato modulato sulla personalità e il percorso storico del personaggio. Non a caso, infatti, Garibaldi afferma «Berlusconi, qui si salva il clima o si muore!», mentre Giulio Cesare spera di evitare che vengano sferrate altre coltellate.

I messaggi sono stati installati in vista del Consiglio Europeo di Bruxelles, tenutosi il 29 e il 30 ottobre, in cui sembra che l’Europa abbia trovato un compromesso sul problema del finanziamento per la lotta al riscaldamento del clima, una proposta comune, da presentare a Copenaghen. Greenpeace ha così chiesto al governo italiano di impegnarsi affinchè si agisca per contenere il global warming. Non essendo certa che il Presidente del Consiglio e gli altri leader europei si soffermino ad ammirare le statue, l’associazione ha fatto seguire all’azione una lettera formale.

Ma quella di rendere le statue parlanti non è una novità. Già nel XVI secolo i romani utilizzavano le statue per esprimere satiricamente il malcontento popolare nei confronti dei politici e della Chiesa. Dopo un periodo di pausa, le statue sono tornate ad affabulare nel XIX secolo, in occasione della visita di Hitler e successivamente di Gorbaciov. Le operazioni di propaganda golirdica si sono poi diffuse anche altrove. La notte del 21 giugno 2001, le Tute bianche hanno riportato le statue di Bologna alla loro vecchia funzione, quella di ammonire, lanciando appelli contro il G8 che si sarebbe tenuto di lì a poco a Genova. Ultimamente, le statue non si sono solo fatte sentire, a Berlino, nell’aprile del 2008, hanno indossato i bikini in un’azione contro il nudismo, mentre a Torino, Padova, Palermo e in altre città, hanno indossato le mascherine antismog per mano di diversi movimenti come Traffic Kills e associazioni ambientaliste come Terra! e Legambiente.

Il blitz di Greenpeace sembra avere sortito il suo effetto rimbalzando su tutti i media.

sabato 17 ottobre 2009

Che cosa può fare un singolo blog per cambiare il mondo?

Che cosa può fare un singolo blog per cambiare il mondo? È la domanda che si pongono gli organizzatori del Blog Action Day 2009.

La risposta: non molto, ma fortunatamente esistono molto blog!

Proprio per questo il Blog Action Day 2009 ha invitato tutti i blog del pianeta ad unirsi alla mobilitazione di un giorno postando su uno stesso tema. Tema dell'evento annuale tenutosi lo scorso 15 ottobre il tema è stato il cambiamento climatico. Riportando il surriscaldamento del pianeta al centro dell’attenzione “proprio mentre i nostri leader si preparano a incontrarsi a Copenhagen […] per accordarsi su soluzioni durevoli a questa emergenza”, dichiara il promotore Robin Beck di change.org.

Il Blog Action Day, evento annuale che unisce i Blogger di tutto il mondo nel postare nella stesso giorno un post sullo stesso argomento con lo scopo di riportare l'attenzione su di una tematica di importanza globale, fa del BAD 2009, il più grande evento di cambiamento sociale nel web di tutti i tempi. Chiunque può far sentire la propria opinione in merito, possono aderire blogger da ogni angolo del pianeta, lanciando discussioni sul tema del cambiamento climatico.

Tre i semplici passi per aderire all'iniziativa: register, promote, take action. E poi, postare sul proprio blog un post sul cambiamento climatico o su tematiche ad esso legate, come energie rinnovabili, impatto sul futuro dei nostri figli o esperienze dirette. O, ancora, sul rapporto tra ambiente ed economia. Il claim dell’iniziativa è “Un giorno. Un problema, Migliaia di voci”.

Una modalità comunicativa decisamente 2.0, che invita chi si iscrive a promuovere l'evento sulle principali piattaforme, twitter, facebook ad esempio, ed attraverso reminder periodici. All'atto della registrazione è possibile già esprimere la propria preferenza per il tema dell'edizione 2010. A scegliere il tema dell’ambiente sono state le migliaia di persone che lo hanno votato.
L’iniziativa ha avuto un notevole successo con la partecipazione di 13.337 blog provenienti da 155 paesi con più di 17 milioni di lettori. Tra i partecipanti il primo ministro inglese Gordon Brown, il partito di maggioranza al governo in Spagna, PSOE, e anche la Casa Bianca. Oltre 50 sono state le organizzazioni non profit partner dell'evento tra cui Greenpeace, WWF, Nature Conservancy, Oxfam, ecc.

Per saperne di più visita il sito Blog Action day 2009.

martedì 22 settembre 2009

The Age of Stupid: film denuncia sul Global Warming


Il mese di settembre per New York è denso di appuntamenti e passa in rassegna eventi che in un modo o nell’altro declamano l’urgenza di un pensiero comune: ridurre le emissioni dei gas serra.
In concomitanza con i preparativi del Summit delle Nazioni Unite sul Climate Change, in programma per domani, verrà presentata oggi l’anteprima ufficiale della nuova pellicola di Franny Armstrong e Lizzie Gillett “The Age of Stupid”, documentario denuncia sui cambiamenti climatici.
Il film verrà presentato dai registi alla presenza del segretario generale dell’ONU Kofi Annan, da Gillian Anderson, e dell’attore nominato agli Oscar Pete Postlethwaite.
Sostenuto dalle associazioni ambientaliste Greenpeace e WWF e, inserito nel programma della “Settimana del Clima”, il lancio via satellite del documentario è previsto per il 22 settembre in ben 40 paesi di tutto il mondo.
Grazie alle tecnologie avanzate satellitari si potrà finalmente risparmiare sulla produzione e distribuzione della pellicola, la cui promozione globale costerà all’ambiente solo l’1% delle emissioni di CO2, dati ben lontani da ciò che altrimenti si sarebbe prodotto per pubblicizzare in modo tradizionale l’anteprima di una pellicola cinematografica.
Il contenuto del film è molto reale, in quanto si basa su dati effettivi e previsioni future degli scienziati, neanche troppo lontane. Per questo motivo e per l’importanza del messaggio che il suo contenuto sottende, e grazie all’aiuto dei volontari, si cercherà di trasmettere delle “mini anteprime” del film, anche laddove il contesto non lo permette.
Nei cinema, verrà proiettato in più sale contemporaneamente, dando così luogo ad una sorta di “guinness” della simultaneità.
“La nostra risposta al mutamento climatico definirà la nostra generazione, allo stesso modo in cui finire l’apartheid, bandire la schiavitù o raggiungere la luna ha definito le generazioni passate “. Queste le parole del produttore del film che nella trama, ha scelto di raccontare la storia di un sopravvissuto ad un disastro ambientale avvenuto nel 2055, e che, attraverso l’utilizzo di ricerche e studi scientifici, tenta di risalire ai motivi della tragedia.
Sotto la colonna sonora di Thom Yorke, dei Radiohead, e grazie alla partecipazione di celebrità, leader dell’ambiente e degli scienziati che lavorano ai ghiacciai Petermann nel Mar Glaciale Artico, e a quelli in via di scioglimento sull’Himalayae, l’evento cinematografico si preannuncia come il più visto nella storia del cinema.

Fonte: Rinnovabili.it, 21 settembre 2009