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mercoledì 30 marzo 2011

200 Sporte di solidarietà a Benevento!


Ci fa piacere segnalare tra le iniziative di partecipazione al nostro prossimo evento Settimana Nazionale Porta la Sporta 2011 questa bella iniziativa nata in una scuola. Grazie ragazzi continuate così !

Solidarietà e rispetto dell’ambiente sono facce della stessa medaglia: questo il punto di partenza per la nuova iniziativa “Porta la sporta... per Wend Barka”, realizzata dalla Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto “De La Salle” di Benevento.
Dopo una raccolta fondi nel mese di dicembre – nell’ambito della manifestazione “O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai” – continua il sostegno di studenti e docenti all’Associazione Wend Barka Onlus, che opera in Burkina Faso per combattere la povertà e l'esclusione sociale, promuovendo l'assistenza educativa e sanitaria dei minori, senza distinzioni religiose, politiche o etniche, garantendo a decine di bambini ed alle loro famiglie le necessità di base e favorendone l'accesso all'istruzione.
A partire dal mese di gennaio, gli studenti sono stati coinvolti nella partecipazione attiva al nuovo progetto di solidarietà, che unisce al principio della fratellanza il senso civico ed il rispetto dell’ambiente.
In concomitanza con la messa al bando dei sacchetti di plastica – inutile spreco di risorse e fonte gravissima di inquinamento ambientale – e sulla scorta della campagna nazionale promossa dall'Associazione Comuni Virtuosi, i ragazzi della scuola media hanno creato delle eco-sporte con materiali di riciclo: tende, jeans, tovaglie, copriletti, sacchi di juta e tessuti di vario genere. Con il sostegno delle famiglie, (le più gettonate sono state le nonne con le loro macchine per cucire!) in tre mesi sono state realizzate circa 200 borse, coloratissime, funzionali, comode da ripiegare e mettere in borsa, da utilizzare non solo per la spesa ma per gli usi più diversi.
Tutte le sporte saranno messe in vendita dal 25 aprile al 1 maggio in piazza Roma alla “Festa del riciclo” promossa dall’Asia di Benevento, nell’ambito della manifestazione “Benevento Città del Benessere”; il ricavato sarà completamente devoluto in favore di “Wend Barka Onlus”.
Applicare concretamente i principi fondamentali della convivenza civile (rispetto degli altri e dell’ambiente), farsi promotori attivi di stili di vita ecosostenibili e sviluppare il senso di responsabilità e di una solidarietà reale sono stati gli obiettivi perseguiti da studenti e docenti.

domenica 11 aprile 2010

Porta la Sporta dal negozio al.... Comune!

La campagna era stata lanciata da poco quando abbiamo ricevuto il messaggio entusiasta di Barbara Bertuccelli che, scrivendoci dalla panetteria di famiglia Carosini di Viareggio, ci informava che la campagna stava funzionando. Che i clienti sensibilizzati dalle locandine, dalle sue parole e dall'omaggio di qualche borsa stavano sempre più arrivando già muniti di sporte.

Seguendo le tappe indicate nella sezione del sito entra in azione Barbara ha introdotto la campagna nel suo primo negozio aperto a Massarosa LU “Panetteria Bertuccelli”sempre donando ai suoi clienti borse riutilizzabili cucite in famiglia.

Non sentendo esaurito il suo compito Barbara ha proposto all'Assessore all'Ambiente di promuovere la campagna a Massarosa aggiungendo però all'iniziativa un elemento di solidarietà.

Il progetto proposto al comune, e andato in porto con la collaborazione dell'Assessore al Sociale, prevedeva infatti il coinvolgimento dei ragazzi diversamente abili di due cooperative sociali della zona, la C.R.E.A. e l'UOVO DI COLOMBO. I ragazzi hanno così cucito alcune centinaia di borse che il comune ha acquistato e donato ai propri dipendenti. Gli esercenti locali, che hanno ricevuto un campione omaggio sono stati invitati a promuovere la campagna e l'acquisto di borse riutilizzabili da parte dei clienti potendo ordinare direttamente le borse dalle cooperative.

Di fronte a tanti esercenti che vivono con rassegnazione lo spreco dell'usa e getta convinti che non essere totalmente accondiscendenti verso i propri clienti equivalga a perderli , Barbara sta dimostrando due cose: ai colleghi commercianti che si tratta di una paura infondata, e a tutti i suoi concittadini che la frequentano che ognuno di noi PUO' FARE LA DIFFERENZA.

Non solamente è possibile intraprendere nel quotidiano quei facili gesti che si rivelano di vitale importanza per l'ambiente, ma si può fare di più diventando agenti del cambiamento in tutti i contesti sociali di cui siamo parte.

Meditate gente, meditate, ma poi... ENTRATE IN AZIONE e fateci sapere !


giovedì 1 aprile 2010

Le Farmacie difendono l'ambiente

E' stato presentato lo scorso 31 marzo a Torino il progetto del Consorzio Farmacuore che prevede una distribuzione gratuita di borse riutilizzabili nelle farmacie del consorzio. Un programma di incentivazione abbinato mira a farle adottare quotidianamente al posto dei sacchetti monouso.

“Farmacuore, per un ambiente che non muore” nasce per sensibilizzare la cittadinanza sul tema dell’eco-sostenibilità e sviluppare comportamenti virtuosi e volontari, anticipando il divieto di distribuzione dei sacchetti di plastica monouso in vigore dal 2011.

Nelle Farmacie Farmacuore dall’ 1 al 18 Aprile verrà regalata una sacca in cotone naturale riutilizzabile (cm 38x42), personalizzata col logo Farmacuore, unitamente a un cartoncino riportante la spiegazione della campagna e lo spazio per 6 timbri.

Per premiare i clienti che si ricorderanno di portare la sacca, ad ogni nuovo acquisto di parafarmaci verrà apposto un timbro sul cartoncino. Al sesto acquisto verrà omaggiato dalla farmacia un bagnoschiuma.

La rivista Farmacuore Informa, distribuita gratuitamente in 50.000 copie dalle farmacie del Consorzio, nel numero di Aprile – Maggio presenterà diffusamente l’operazione, che si presta ad essere riproposta stagionalmente con nuovi regali.

venerdì 12 marzo 2010

Supermercati e buste di plastica, un'alleanza pronta a morire

In un tempo neanche tanto remoto neppure ci si faceva caso. Si usciva di casa, si andava al supermercato e alla cassa si attendeva la busta di plastica. Era tutto normale. I primi segni di stupore davanti a qualcosa che stava cambiando è stato l'acquisto del sacchetto. Non era più “dovuto”, chi lo voleva lo doveva pagare. Costavano di più quello biodegradabile, che sembrava un oggetto radical chic, e le buste di carta, quelle che si vedono uscire piene di cibi preconfezionati dal baule dell'auto, nel banale immaginario cinematografico.

Allo stesso tempo apparivano le prime casalinghe, o anziane, o semplicemente astute, o entrambe le cose, che portavano le borse di plastica da casa. Borse piegate perfettamente in un triangolo quasi stirato, oppure meno precise, arrotolate e annodate su loro stesse. Alla cassa, alla consueta domanda “vuole la borsa?”, tiravano fuori buste già usate. Che non si dica che l'economia domestica ha da imparare!

Il tempo passa incessante e senza tregua. Le borse si pagano e non si smaltiscono. Armadietti pieni di borse senza senso. Addirittura alcune con manici tanto impropri da non poter neppure essere riutilizzate per l'immondizia. Lo spreco, il disordine.

Il design, che dove può si insinua, trova spazio nella creazione di simpatici oggetti sempre più piccoli, colorati e spiritosi, che si aprono e diventano comodissime borse da spesa in tessuti super resistenti. Un po' come le borse che in tempi non sospetti alcuni grandi supermercati regalavano agli habitué, di tessuto con il marchio stampato mille volte.

Ora il collasso. Bandita la plastica, acquistato il carrellino che fa un po' nonna (anche se di design), comprata la borsa di tessuto grande, ma anche piccola, ancora troppo. Troppa plastica.

Plastica ovunque, plastica a contenere due mele cotte, plastica per tre grapoli di pomodori, plastica per la monoporzione, la biporzione, plastica per tappare, plastica per plastica. In una busta di plastica. Plastica per un etto di prosciutto, plastica per ogni contenitore.

Da poco, ma evidentemente in Italia è un processo non breve, alcuni supermercati hanno iniziato a porre i primi erogatori di prodotti sfusi. Il barattolo, sia del detersivo, come dei cereali o dei succhi o dell'acqua, si compra una sola volta. Poi si riusa. La parola che segna il cambiamento è proprio riuso, non riciclo.

A Trento è stato siglato un accordo tra il comune e gdo (grande distribuzione organizzata) per la riduzione dei rifiuti. I punti obbligatori sono shoppers in tela o materiale riutilizzabile o compostabile; vendita di salumi e formaggi in carta a veli separabili o separati; presenza e promozione di prodotti con ricariche; vendita vino, acqua e succhi con vuoto a rendere; presenza di contenitori per raccolta pile usate e vendita di pile ricaricabili; cessione di alimenti prossimi alla scadenza ad associazioni benefiche o ai clienti con sconti.

Poi ci sono altre azioni facoltative come presenza di prodotti con ridotto peso di imballaggio o con imballaggio in materiale riciclato; vendita detersivi sfusi; vendita prodotti alimentari sfusi; vendita di frutta e verdura in sacchetti compostabili; vendita di prodotti della gastronomia in contenitori compostabili; vendita di vino sfuso; vendita di pannolini lavabili; tra queste due o tre devono essere scelte dai supermercati in base alla metratura del punto vendita (due per i punti vendita inferiori ai 400 mq, tre per quelli superiori ai 400mq).

All'iniziativa hanno aderito 7 gruppi e 18 punti vendita. La situazione sull'eventuale mutamento delle scelte dei consumatori è monitorata da alcuni gruppi. Il comune, monitorati i risultati e i gruppi partecipanti, elargirà incentivi verso i più virtuosi.

Onestamente, oltre ogni incentivo o promozione, ritengo che sia più comodo. Meno scatole da smaltire, sempre ingombranti e fastidiose. Inutili, soprattutto.

Purtroppo il consumatore è l'ultimo anello nella catena della produzione. Solo non acquistando può scegliere, non acquistando, ad esempio, quei prodotti grandi come una nocciolina ma imballati in volumi inspiegabili. Imballaggi da Mc Giver, difficili persino da aprire. Assurdo.

Di Laura Vella- Terranauta.it

NOTA REDAZIONE: all'interno dei punti vendita dei gruppi che hanno aderito A Trento sono esposti dei totem con l'elenco delle azioni di riduzione imballaggi in corso. Accanto all'azione di promozione borse riutilizzabili è presente il logo di "Porta la Sporta".

mercoledì 16 dicembre 2009

Los Angeles 17 dicembre , A day without a bag

Una giornata senza sacchetto in plastica “A Day Without a Bag” è un evento annuale organizzato da Heal the Bay che si svolge il terzo giovedì del mese di dicembre che è arrivato quest'anno alla terza edizione.
L'invito a fare a meno del sacchetto a favore di borse riutilizzabili è rivolto nella giornata del 17 dicembre a tutti gli abitanti e le imprese di Los Angeles città e contea che sponsorizzano l'evento.
Hanno aderito alla giornata 70 delle 88 città della contea, il doppio rispetto all'edizione passata e
anche altre località dello stato della California come San Diego, Ventura, Santa Barbara , Orange County e San Francisco county hanno organizzato eventi per il 17 dicembre.
Questa terza edizione della giornata è stata organizzata con la partecipazione massiccia di governi e amministrazioni locali, della grande distribuzione e dei gruppi ambientalisti.
L'intento dell'iniziativa è quello di motivare e indurre un cambiamento di abitudini nei cittadini convincendoli a passare dal sacchetto monouso in plastica o carta alla borsa riutilizzabile che è considerata la soluzione ottimale sia sotto il profilo economico che ecologico. Sono più di sei miliardi i sacchetti consumati nella contea.
Il 17 dicembre 2009 verranno regalate circa 20.000 borse riutilizzabili distribuite in 50 località della provincia anche grazie al contributo di diverse aziende che hanno generosamente fornito migliaia di borse riutilizzabili.
Impegnati tra i tanti volontari anche ragazzi provenienti dai club di calcio e gruppi scout che provvederanno a sensibilizzare il pubblico che riceverà le borse dai punti di distribuzione.
Anche diverse catene e singoli negozi sosterranno l'iniziativa il 17 dicembre con promozioni a tema e omaggi di borse.
Quasi parallelamente si svolge un'altra campagna a favore della borsa riutilizzabile “ Brag About Your Bag", che è partita il 15 novembre e si concluderà il 17 , contando di distribuire più di 50.000 borse riutilizzabili con la collaborazione e presso i punti vendita di 5 catene della grande distribuzione. Chiunque riporterà 5 sacchetti in plastica riceverà una borsa riutilizzabile e potrà partecipare a un concorso a premi. Tra i premi c'è anche un pranzo con il campione di basket Luke Walton testimone della campagna.

Le città della California spendono quasi 25 milioni dollari ogni anno per raccogliere e smaltire i sacchetti di plastica che si accumulano ovunque nell'ambiente. Annualmente meno del 5% dei sacchetti viene riciclato a Los Angeles.
La borsa riutilizzabile viene quindi promossa con convinzione da Heal the Bay attraverso questa campagna, appurato che le altre soluzioni biodegradabili come i sacchetti in carta o bioplastica, richiedono pur sempre, come prodotti monouso un grande dispendio di materia ,energia e acqua per la loro produzione, senza parlare degli ulteriori costi di smaltimento.

Molte amministrazioni locali della contea di Los Angeles hanno già avviato o stanno esplorando politiche per frenare l'uso dei sacchetti di plastica. Le città di Santa Monica, Malibu e di Manhattan Beach hanno adottato ordinanze che vietano alla grande distribuzione, esercizi commerciali settore alimentare e ristoranti di fornire sacchetti di plastica ai clienti. L'amministrazione di Los Angeles City Council ha deciso di vietare i sacchetti di plastica dal 1 gennaio 2010 qualora non venga deciso dallo Stato della California l'introduzione di una tassa sui sacchetti monouso plastica e carta.

venerdì 25 settembre 2009

Alla McMaster University in Canada anche gli studenti portano la sporta!


Il campus della McMaster University sarà uno
dei primi in Canada a vietare l'utilizzo dei sacchetti di plastica a partire dal prossimo gennaio 2010.
In concomitanza con l'annuncio del prossimo divieto la Student Union dell'università è impegnata nella distribuzione di 9.000 borse riutilizzabili contenenti gadgets e informazioni sul campus.

Anche la libreria universitaria Titles partecipa distribuendo 20.000 borse gratis a tutti gli studenti che spendono più di 25 $. La libreria, che mette a disposizione borse riutilizzabili da un anno ha già registrato una contrazione del consumo di sacchetti pari al 75%.
Dal prossimo gennaio saranno disponibili anche sacchetti monouso in materiali biodegradabili ma a pagamento.
"Questa iniziativa è in linea con gli obiettivi generali della nostra università che mettono in primo piano la necessità di una gestione sostenibile delle attività, stiamo lavorando duramente per preservare le nostre risorse naturali per le generazioni future e per essere uno dei campus più sostenibile del paese" afferma Kate Whalen Manager dell'ufficio per la sostenibilità.
L'ufficio, di recente costituzione è stato creato per ridisegnare in termini di sostenibilità tutte le attività che contribuiscono al funzionamento del campus e per fungere da facilitatore e catalizzatore del cambiamento, visita la pagina e guarda il video promo.

La McMaster University è una delle quattro università canadesi presenti nella classifica internazionale che include le 100 migliori università ed è rinomata per la sua capacità di innovazione sia a livello di programmi di apprendimento sia per il livello di ricerca effettuata.
Conta una popolazione studentesca di 23.000 unità, e più di 140.000 studenti in 128 paesi.

Un'esperienza simile, che coinvolge la libreria dell'Università di Calgary ad Alberta ha già eliminato l'utilizzo dei sacchetti in plastica 18 mesi fa.

giovedì 27 agosto 2009

Cartolina dalla Corsica


Corsica (agosto 2009) - Sto pagando in farmacia e la farmacista, con fare gentile, mi informa, porgendomi il resto, che dovrò portarmi via le scatoline delle varie medicine appena comprate, così, sfuse, "perché non diamo più sacchetti in plastica".
"Ah già", penso io, la Corsica è stata la prima in Europa a sopprimere i sacchetti in plastica della spesa, me ne ero scordato.
Esco dalla farmacia pensando che voglio andare a fare la spesa in un supermercato per vedere come si sono organizzati. Passo la giornata a spasso per i villaggi arrampicati alle rocce che si tuffano nel mare.
Sono a San Antonino e, mentre fotografo dei falchi che si lasciano trasportare dal vento, posata accanto ad una porta, scorgo una sporta, si in plastica, ma robusta e riutilizzabile.

Lascio i falchi al loro roteare e guardo la borsa con una bella foto delle coste della Corsica e delle scritte eloquenti "Praticu è assai megliu pè a Corsica" che non hanno neanche bisogno di traduzione "Un mi ghjittate micca - Um imbruttu micca - Difendu a Natura".

La sera scendo a far la spesa al supermercato e alle casse tutti hanno la borsa che avevo visto in montagna.
Chi non ce l'ha può comprarla o comprarne in carta, come mostra un cartello grande, proprio sopra le casse: "I nuovi sacchi della spesa - Il sacco non inquinante e riciclabile" e ancora "Fate la vostra scelta".
Purtroppo non è tutto così bello, la frutta e la verdura, per esempio, si comprano con guanti in plastica usa e getta e si ripongono in sacchetti in plastica leggera... Come dire c’è ancora da lavorare, ma c'è da pensare che se ce la fanno in Corsica ce la si può fare anche altrove, in Italia per esempio!

da Roberto Cavallo

sabato 15 agosto 2009

Morsbag è anche in Italia


Morsbag, sociable guerilla bagging è nato da un'idea di Claire Morsman cresciuta a Plymouth nel Devon.
Abitando vicino a un canale afflitto dalla piaga dei sacchetti in plastica decide di creare nel 2007 il sito Morsbags.com per promuovere e supportare la nascita di piccoli gruppi spontanei sul territorio che si ritrovino per creare e cucire borse da regalare. Morsbag invita tutti coloro che vogliono attivarsi in una forma di guerriglia benefica a favore dell'ambiente ad unirsi in un gruppo, anzi in un pod (in inglese piccolo branco di cetacei) che si ingegni a trovare la materia prima contattando negozi e aziende che possano regalare scarti di lavorazione in tessuto. Ma tanto materiale si può recuperare anche in casa da tende, copriletti, tovaglie in disuso per dargli una nuova vita ma soprattutto per servire a una causa più nobile. Ogni borsa nel suo ciclo di vita evita che centinaia e centinaia di sacchetti finiscano nelle discariche, dispersi nella natura, o bruciati negli inceneritori. Senza parlare del risparmio energetico che si realizza nel non produrre un oggetto che viene usato pochi minuti! Indifferentemente dal materiale con cui venga realizzato lo shopper, plastica o materiali vegetali il riutilizzo deve prevalere sul monouso ovunque possibile.
Ogni pod registrato sul sito deve indicare la quantità di borse prodotte, e così che si è potuto calcolare che, dopo un anno di attività, sono state prodotte circa 10.500 borse con uno stimato risparmio di ben 5.232.500 sacchetti in plastica (ogni borsa previene l'uso di almeno 500 sacchetti).
Anche in Italia abbiamo i nostri pod attivi e consigliamo a tutti coloro che amano cucire o vogliono imparare a farlo, socializzando e in allegria, di formare un pod o unirsi a quelli già esistenti. Sul sito di Morsbag trovate la mappa dei gruppi attivi e sul nostro sito nella sezione borse trovate il modello Morsbag con spiegazioni in italiano. Se non volete o sapete cucire potete rendervi utili in tanti altri modi all'interno del gruppo: nella ricerca dei materiali, nell'organizzazione degli eventi di informazione durante i quali vengono regalate le borse, nelle attività di comunicazione dell'iniziativa verso i cittadini, esercizi e media locali necessarie a garantire visibilità e partecipazione.
Se abitate in provincia di Parma e non abitate troppo distanti dal comune di Borgo Val di Taro potete unirvi a Silvia, Giuseppe e Luciano che il 22 agosto organizzeranno Cuci la Sporta! il secondo incontro di cucito e di informazione, in sinergia con il comune, il gruppo locale di Legambiente e la nostra iniziativa Porta la Sporta.
Se abitate nella provincia di Savona potete unirvi a Joanna che vive vicino a Castelbianco e socializzare anche in inglese, volendo. Silvia e Joanna ( user Hilldene ) sono contattabili anche attraverso il sito di Morsbag.

giovedì 16 luglio 2009

Le B-Y-O bags in onda su "Good Morning America" ...e su YouTube

Olivia Zaleski di Huffington Post, ospite a Good Morning America Now, illustra l'enorme varietà, originalità e allegria delle B-Y-O bags, shopper e zainetti ripiegabili da portare sempre con sé per evitare i sacchetti di plastica.
Disponibili in numerosissimi colori, fantasie, formati.

domenica 12 luglio 2009

"Credit Crunch bag", shopper di tendenza anti-crisi


Avete sempre pensato che andare in giro con una shopper per ogni evenienza fosse uncool o peggio ancora da sfigati? Allora non siete per niente informati sulle ultime tendenze.
Dopo l'incredibile successo riscosso da I'm not a plastic bag, da qualche mese il cuore di fashioniste e trendsetter accanite batte per una nuova shopper che, per sua natura, intende sostituire i sacchetti di plastica.

Se non mi credete, vi invito a leggere il breve articolo apparso un paio di mesi fa su Metro magazine dedicato alla Credit Crunch Bag creata da Paul Smith per "far tesoro" delle nuove abitudini risparmiose indotte dalla crisi economica. Basta cliccare sull'immagine che accompagna il post.

Per saperne di più:

lunedì 6 luglio 2009

Nina, la shopper che non inquina

Si chiama Nina ed è una eco-shopper in cotone riciclato, realizzata riutilizzando i cartelloni pubblicitari.

La storia di Nina
Nel 2000 Ali srl (acronimo che sta per Amiamo Lavorare Insieme) inizia a raccogliere a Firenze migliaia e migliaia di ex cartelloni pubblicitari in cotone 100%, prodotti in base a una normativa regionale che impone di produrre le affissioni in cotone.
Dopo aver partecipato all’organizzazione di un evento sul tema della Carta dei diritti della Terra, nasce all’inizio di quest’anno Nina, la shopper che non inquina.

Disponibile nei formati standard delle buste di plastica, con o senza cerniera. Il modello con cerniera, in vendita nei negozi di abbigliamento e di tendenza, è di 12,00 €. Se acquistate qualcosa in un Negozio Vintage di Firenze, può anche capitare che vi venga regalata.
Esiste anche una Small Nina, di dimensioni 25x40 cm.

Siti utili:
Ninashopper
Nuncavencida

Per saperne di più: