" Il blog di chi vuole ripensare l'usa e getta, trovare alternative sostenibili e condividerle con gli altri prendendosi cura del proprio territorio"


firma la petizione



Visualizzazione post con etichetta Biodiversità in pericolo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Biodiversità in pericolo. Mostra tutti i post

giovedì 27 gennaio 2011

UNITI PER L'AMBIENTE


Abbinato al film Animals United prende il via un progetto unico al mondo promosso da WWF e Mondo Home Entertainment

Si può contribuire alla difesa delle specie anche attraverso la propria creatività.
E’ questa la sfida proposta da WWF e Mondo Home Entertainment in occasione dell’uscita del film Animals United che racconta la lunga marcia di tutti gli animali della terra verso la Conferenza Mondiale per l’Ambiente dove chiederanno di difendere l’ecosistema messo a rischio dall’uomo.

Nel mese di gennaio è partito il progetto “UNITI PER L’AMBIENTE” rivolto alle scuole primarie. Con l’aiuto dei compagni e insegnanti i ragazzi sono invitati a inventare una vera propria sceneggiatura sotto forma di elaborato grafico o scritto ispirandosi alle tematiche ambientali contenute in uno speciale KIT informativo creato dai promotori.

Il regolamento completo su www.animalsunited3d.it dove è possibile anche richiedere il kit informativo inviando una mail a: kitwwf@animalsunited3d.it.
L’iniziativa è aperta a tutti fino al 28 febbraio 2011. Già 4000 classi italiane hanno ricevuto lo speciale KIT con l’invito a partecipare.

La sceneggiatura migliore, selezionata da una giuria di esperti del mondo del cinema e della comunicazione, sarà utilizzata da Mondo Tv per la realizzazione per un cartone animato originale che verrà distribuito in DVD: in questo modo si aiuterà il WWF a realizzare i progetti di salvaguardia delle specie più a rischio, come tartarughe, orsi polari, rinoceronti, tigri, grazie al contributo ricavato dalle vendite del DVD.

Continua a leggere sul sito del WWF.

giovedì 11 novembre 2010

Ma che fine ha fatto l'eco-design?


Non c'è alcun dubbio sul fatto che ce n'è da fare di strada per uscire dalla follia plastica. Un esempio ci arriva da un paio di modelli di borse usciti nelle collezioni di due case di moda, Chanel (foto) e Missoni che ci arrivano, rispettivamente, incastonate o inserite in contenitori di plastica che sono parte integrante dell'oggetto.
Viene da chiedersi se qualcuno ha informato questi originali stilisti che siamo sommersi dalla plastica che infesta i nostri mari e oceani, ridotti ormai a una sorta di minestrone tossico. Chissà se sanno che le sostanze chimiche tossiche contenute nella plastica sono già entrate nei nostri piatti e nel nostro organismo con gravi effetti sulla salute umana, e in particolare su quella degli organismi in crescita, come ormai documentano diversi studi scientifici.
Qualcuno ha informato questi grandi creativi che ci sono anche altri artisti come il fotografo Chris Jordan ma anche rampolli di famiglie ricchissime come David De Rothschild che, dopo aver visto con i propri occhi quanto inaccettabile è il disastro che abbiamo creato, si stanno spendendo per sensibilizzare e informare le persone sul danno irrecuperabile che abbiamo arrecato al pianeta con l'utilizzo insensato e fuori controllo che si è fatto della plastica e soprattutto nella produzione dell'usa e getta? Questo materiale versatile ed economico che ha reso la nostra vita più comoda ci presenta un conto che ci sta rivelando insostenibile.
Forse il fatto che il 97% degli albatri delle isole dell'atollo del Midway nel Pacifico, non sopravviva perché i pulcini soccombono a causa dell'ingestione di plastica con cui vengono imboccati sin dalla nascita, e che tutti gli oggetti ingeriti come tappi di bottiglia, accendini, spazzolini che hanno causato la loro morte tornino liberi come serial killer, di uccidere ancora, non ci basta per capire che dobbiamo cambiare lo stato delle cose?.
Forse perché la notizia non va sui giornali e rimane lontano dagli occhi e lontano dal cuore ? Ma anche se andasse sui giornali saremmo capaci di decifrarne il messaggio e reagire?
Qualcuno per cortesia informi quegli stilisti che ci sono anche loro colleghi che stanno pensando a come ridurre l'impatto degli imballaggi invece che a creare nuovi involucri e accessori superflui.
Un noto brand di calzature ha creato per le proprie scarpe un sacchetto riutilizzabile che sostituisce parte della scatola di cartone e l'utilizzo dello shopper per portare l'acquisto, un calzaturificio toscano ha realizzato la scatola in cartone riciclato certificato FSC che, grazie a una semplice maniglia, si trasforma in un pratico shopper. Queste sono goccie nel mare ma se noi lo permetteremo come consumatori, stilisti, politici, decisori aziendali, forse potrebbero nascere nuovi comportamenti e stili di vita non più basati sullo sfruttamento a breve termine del pianeta perché, alla fine, per il beneficio di pochi il conto lo paghiamo in tanti.

sabato 2 gennaio 2010

Ambiente, dodici consigli per un 2010 ecosostenibile

Abitudini e piccoli accorgimenti da adottare per difendere il pianeta mese dopo mese

Il 2009 In Italia non è stato il migliore anno dal punto di vista ambientale. Si è assistito al ritorno del nucleare, alla scoperta delle navi dei veleni, all'avvio dei lavori di un infrastruttura molto criticata - non solo dal punto di vista ecologico - come quella del Ponte sullo Stretto, a numerosi sconvolgimenti climatici e ambientali. L'anno appena trascorso ha segnato però un momento fondamentale: con la Conferenza di Copenhagen le persone hanno preso coscienza che i cambiamenti climatici non sono solo un problema politico e di trattati ma una questione che coinvolge tutti. L'(ami) in collaborazione con il Wwf propone dodici consigli, uno per ogni mese, da seguire per far sì che il 2010 sia un anno all'insegna dell'eco-sostenibilità.
Isabella Pratesi, Direttore del Programma Conservazione del Wwf, spiega in un video quei piccoli accorgimenti che ognuno può adottare per proteggere il pianeta.

Cambiare abitudini è possibile. E quando di mezzo c'è la salute del nostro pianeta dovrebbe essere un dovere. Sono ormai più che palesi i cambiamenti climatici e gli sconvolgimenti che l'inquinamento e l'eccessivo sfruttamento delle risorse naturali stanno causando alla Terra.

Il 2009 in Italia non è stato il migliore anno possibile dal punto di vista ecologico. Il Wwf stila anzi un bilancio «critico»: dal rilancio del nucleare alla polemica sulla costruzione – ormai ufficialmente avviata - del Ponte sullo Stretto, dai piani casa alle alluvioni e frane che hanno sconvolto intere zone dell'Italia, dalle navi dei veleni in Calabria ai tentativi di deregolamentazione sulla caccia. A tutto questo si aggiunge poi l'assenza di una politica ambientale vera e propria e la mancata assegnazione di finanziamenti nella Finanziaria 2010.

Ognuno di noi, però, può cambiare la situazione. Le rivoluzioni infatti nascono anche dal piccolo, da un gesto quotidiano e magari banale come può essere quello di chiudere il rubinetto mentre ci laviamo i denti. Ecco perchè l'(ami), in collaborazione con il Wwf, propone dodici consigli verdi, uno per ogni mese, per un 2010 eco-sostenibile e all'insegna di un riavvicinamento con il pianeta e la natura.
Gennaio – Riempite le dispense di prodotti ecologici e biologici come semi e cereali. Qualcosa che venga dall'agricoltura biologica e che non ha impattato gravemente sulla natura.
Febbraio – Ognuno di noi produce in media cinque quintali di rifiuti l'anno. Si può ridurli cercando prodotti con imballaggi leggeri e magari ridurre l'utilizzo delle buste di plastica per fare la spesa utilizzando borse o zaini.
Marzo – L'energia produce molti gas serra, si può cercare di ridurne l'utilizzo con un duplice risultato: inquinare meno e risparmiare un po' di soldi.
Aprile – Non sempre tutte le città sono provviste di parchi e molto spesso ci dimentichiamo comunque della loro esistenza, troppo presi dalla frenetica vita moderna. Riavvicinarsi quindi alla natura visitando le oasi del Wwf o i parchi nazionali ricreando un contatto con la Terra.
Maggio – Si avvicina l'estate e aumenta il consumo di pesce. Acquistare prodotti ittici pescati nei nostri mari e che non provengono da paesi lontani e che quindi non hanno consumato molta energia per giungere nelle nostre tavole.
Giugno – Incomincia il periodo delle vacanze e spesso partiamo per posti lontani dimenticandoci le bellezze che abbiamo a portata di mano. Ci sono tante luoghi da vedere e visitare in Italia, magari viaggiando in treno invece che in aereo o in macchina. Contribuiremo così a diminuire le emissioni di Co2.
Luglio – Arriva il caldo. Cercare di contenere i consumi di energia è possibile, mettendo ad esempio i condizionatori a temperature non troppo basse.
Agosto – Siamo al quarto posto tra i maggiori paesi consumatori di acqua nel mondo. Diminuirne lo spreco è più semplice di quanto si possa pensare: chiudere il rubinetto mentre ci laviamo i denti, fare la doccia invece che il bagno.
Settembre – Ricomincia la scuola e si torna al lavoro. Utilizziamo maggiormente i mezzi pubblici, otterremo meno stress e una città con aria più respirabile.
Ottobre - A dispetto di quello che pensiamo, anche il trasporto del cibo produce inquinamento. Meglio consumare prodotti biologici e che provengano da zone vicino a noi. Questo ci permetterà anche di seguire una dieta che limiterà le calorie e ne guadagneremo in salute.
Novembre – Si avvicina la stagione invernale. Indossiamo indumenti più caldi come golf e cappotti e riducendo il consumo di energia necessaria per il riscaldamento delle abitazioni.
Dicembre – L'ultimo mese dell'anno è inevitabilmente legato alla festività natalizia. Cerchiamo di contenere i consumi, e soprattutto gli sprechi, per fare in modo che sia un Natale sostenibile. Cerchiamo di essere più buoni con il nostro pianeta e magari regaliamo delle donazioni alle organizzazioni che si occupano di conservazione della natura.

Fonte : AMI Associazione Multimediale Italiana
Antonino Marsala 31-12-2009

sabato 19 dicembre 2009

Pance di plastica

Chissà se i capodogli trovati morti sulla spiaggia di Peschici con la pancia piena di sacchetti di plastica volevano dirci qualcosa. E non solo qualcosa di ecologico in senso stretto. Del genere: «Uomini, vile razza dannata, coi vostri rifiuti intossicate l’universo». Lo sappiamo già e non ce ne importa niente. Ci hanno insegnato nei secoli dei secoli che la natura è una donna di servizio, da sfruttare molto e pagare poco, possibilmente in nero. Invece, sorpresa, era la padrona di casa e sta presentando il conto dell’affitto, arretrati compresi, ma tanto non abbiamo i soldi per pagare.

No, mi chiedo se quei cetacei non volessero raccontarci anche un’altra storia. Soltanto quattro di essi avevano la plastica nello stomaco, e il capobranco più di tutti. Ma nelle pance degli ultimi tre non è stato trovato niente. Niente. Hanno seguito il capo fino alla morte per puro spirito gregario: assopimento di coscienza, mancanza di personalità. Ecco, forse i sette capodogli di Peschici volevano dirci proprio questo. Che rischiamo di diventare così anche noi.

Divisi in capibranco famelici che ingurgitano qualsiasi cosa per pura bramosia di possesso e in cortigiani che si contendono i resti dello stesso nulla, spacciato per chissà che. In scia, poco distanti, avanzano gli spettatori: a stomaco vuoto, si accontentano di godere la visione del pasto altrui. E seguono il capobranco senza chiedersi dove si sta andando. Onda su onda, fino allo schianto finale.

Massimo Gramellini, La Stampa