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giovedì 20 ottobre 2011

Staffetta dell’acqua. Di contestazione in contestazione

di Eleonora Anello

Si è concluso il 17 ottobre a Bari la Staffetta dell’Acqua, evento nazionale che ha appassionato un vasto e partecipe pubblico. Partita lo scorso 13 settembre dal Festival dell’acqua di Genova ha attraversato 12 città italiane.

Ai blocchi di partenza come tedoforo - anzi, “idroforo” - il testimonial Pietro Mennea, ex recordman olimpico dei 200 metri piani. Il velocista è arrivato nelle 12 città portando la borraccia della Staffetta, riempita d’acqua in ogni tappa, come simbolico passaggio di testimone tra le realtà coinvolte. Ad attenderlo ad ogni traguardo Marina Senesi, in collegamento quotidiano con la trasmissione radiofonica Caterpillar di Rai Radio Due.

La Staffetta dell’Acqua, promossa da Federutility (la federazione delle aziende idriche ed energetiche italiane), è stata pensata per sollecitare iniziative nei territori in favore dell’acqua di rubinetto e responsabilizzare i cittadini ad un uso corretto e consapevole dell’acqua, risorsa che in Italia può vantare elevati livelli di qualità.

In ciascuna tappa il coinvolgimento diretto dei gestori del servizio idrico delle città ospitanti è stato fondamentale, come previsto dalla campagna. Non è però andato tutto liscio come preventivato. A Reggio Emilia, Firenze ed Ancona l’iniziativa è stata contestata dai comitati per l’acqua pubblica che hanno accusato Federutility di ignorare l’esito dei referendum.


lunedì 14 febbraio 2011

A Sanremo il “Festival dell’Acqua Italiana”


Dal 12 al 19 febbraio prossimi, mentre sul palco dell’Ariston si alterneranno cantanti e ospiti internazionali, il tutto condito da una bella manciata di gossip, pettegolezzi e scandali, fuori dal teatro, le strade di Sanremo si riempiranno di manifestazioni parallele grazie al Sanremoff. L’ormai famoso contenitore delle manifestazioni collaterali al Festival della Canzone Italiana, ideato da Pepi Morgia, è caratterizzato da molti appuntamenti: show case, presentazioni di libri, mostre ma anche dibattiti, musica e performance nei locali.

La novità davvero rilevante di Sanremoff 2011 è però la realizzazione del Festival dell’Acqua in programma per giovedì 17 e venerdì 18 febbraio. Si tratta di una delle numerose manifestazioni coordinate dalla campagna referendaria "2 sì per l'acqua bene comune", l'iniziativa lanciata dal Forum Italiano dei movimenti per l'acqua pubblica per promuovere i due sì ai referendum abrogativi approvati lo scorso 12 gennaio dalla Corte costituzionale grazie alla raccolta di un milione e 400 mila firme.

Dopo la scelta del logo vincitore che caratterizzerà la campagna – sullo sfondo una bolla d'acqua azzurra con sopra una mano che con la matita pone la croce sul sì – e i video messaggi di Elio e Le Storie Tese e Pietro Sermonti scaricabili dal sito del referendum, il prossimo appuntamento in agenda è il Festival dell'Acqua a Sanremo.

L’approccio comunicativo delle due giornate sarà caratterizzato da "flashmobs" nel centro di Sanremo, realizzati da artisti di strada della Federazione Nazionale Arte di Strada e attivisti del Forum, dal coinvolgimento di postazioni radio e televisive per il rilascio di interviste, da una Conferenza stampa del CIMAP (Comitato per la difesa dell'acqua pubblica di Imperia) per presentare il Festival dell'Acqua e da incontri pubblici con voci, suoni, immagini e letture sull'acqua.

La due giorni si concluderà venerdì 18 febbraio con il concerto gratuito cui parteciperanno Andrea Rivera, Niccolò Fabi, Lorenzo e Simone dei "Mercanti di liquore" e i "Nadamas". Per chi non riuscirà a recarsi a Sanremo, è previsto anche lo streaming web del concerto, accessibile dal sito del Comitato referendario.

«Il Festival dell’Acqua a Sanremo del 17-18 febbraio – spiega Giorgio Caniglia del Coordinamento imperiese per l’Acqua Pubblica - è stato scelto come la prima manifestazione di rilievo della campagna referendaria. Il Festival di Sanremo costituisce l’evento mediatico più importante dell’anno in Italia: un momento nel quale televisioni, radio, giornali saranno tutti presenti. È un’occasione irrepetibile, quindi, per poter farsi vedere e parlare al “grande pubblico”, perché siamo consapevoli che se vogliamo vincere i referendum dobbiamo arrivare a tutti. Quindi, oltre alla musica con il concerto finale, faremo animazione nelle strade e piazze di Sanremo con la partecipazione di Artisti di strada, migliaia di palloncini azzurri per coinvolgere, oltre che i media, anche le famiglie».

Quest’anno Sanremo non sarà ricordata solamente come la capitale dei fiori e della musica italiana, ma anche come luogo di incontro e riflessione su una tematica attuale e delicata cui è legato il futuro di tutti i cittadini italiani.

Di Silvia Musso

venerdì 14 gennaio 2011

Imparare a scuola a bere consapevole

A DeWitt una cittadina sobborgo di Syracuse negli USA i ragazzi che frequentano la quinta classe presso la scuola privata MPH, Manlio Pebble Hill appartengono al gruppo di 183 studenti che ha ricevuto in dono una borraccia in acciaio inossidabile personalizzata con l'impressione del proprio nome e il nome della scuola.

"Le bottiglie di plastica sono una di quelle cose che di solito finiscono nelle discariche", ha detto Bruno, secondo da destra nella foto. "Quando uso la mia borraccia mi sento come se stessi aiutando l'universo non usando più plastica. Le bottiglie di plastica non si prestano per essere riutilizzate, si consumano e si formano delle muffe ".

Jayne Charlamb, che presiede il Comitato di MPH Green Committee racconta che la distribuzione delle bottiglie rappresenta la fase finale di un progetto di educazione ambientale che ha visto anche l'eliminazione della vendita di acqua in bottiglia in tutto il campus e l'istallazione di fontane ed erogatori di acqua microfiltrata e refrigerata dove si possono riempire le borracce.

Allo stesso tempo si serve l'acqua del campus anche durante tutte le riunioni e gli eventi al posto dell'acqua in bottiglia.

Con la distribuzione delle borracce ci sono state dibattiti nelle classi su cosa si intende per comportamenti ecologicamente responsabile. Il cambiamento ha provocato qualche protesta soprattutto da parte dei ragazzi più grandi delle scuole medie che trovavano più comodo utilizzare acqua in bottiglia usa e getta

"C'è stata qualche resistenza," ha detto Charlamb. "Ma è importante spiegare ai ragazzi che non sempre ciò che ci risulta facile e conveniente è la migliore scelta per l'ambiente, e i ragazzi si stanno abituando a fare queste considerazioni prima di agire. Questo insegnamento va trasmesso ai bambini con l'educazione scolastica in modo che possano condividerlo tornando a casa con le famiglie. "

Gli studenti hanno appreso che sono circa 140 milioni le bottiglie monouso in plastica che finiscono nelle discariche ogni giorno e che , se messe una accanto all'altra coprirebbero il tragitto che da New York porta in Cina e ritorno. Inoltre ,di questi 140 milioni , solamente una minima parte ne viene riciclata e grandi quantità raggiungono i corsi d'acqua e a seguire i mari e gli oceani inquinando per centinaia e centinaia di anni.

La scuola ha inoltre installato pannelli solari sul tetto, sta aumentando le percentuali di materiali riciclati, praticando il compostaggio, e tagliando il consumo di carta, evitando, tra le altre azioni, la spedizione di lettere per posta.



domenica 24 ottobre 2010

L’acqua, un bene sempre più prezioso



Italia nazione sprecona per il consumo di acqua? Secondo il report “Blue Book 2010”, il Belpaese occuperebbe il primo posto in Europa per consumo di acqua per abitante e per maggior estensione agricola irrigata.

Questo il dato emerso dal dossier che fa il punto su affidamenti, analisi della domanda di risorsa e di infrastrutture, gli investimenti e le tariffe, le carte dei servizi e le prestazioni. La sesta edizione del "Blue Book 2010", stilato da ANEA (Associazione nazionale autorità e enti di ambito) in collaborazione con Utilitatis, ha fotografato un quadro non proprio roseo sulle prospettive del sistema idrico nazionale.
Secondo l'Ocse inoltre, i principali consumi di acqua sono dovuti all'igiene personale (33% per docce e bagno ed 10% per lavandini), seguiti dall'uso della toilette (31%), dagli elettrodomestici (11% per le lavatrici e 3% per le lavastoviglie). I consumi esterni (giardinaggio e piscine) rappresentano invece il 3% del totale.

Crescono allo stesso tempo nel nostro paese le tariffe dell'acqua, nonostante l’erogazione di questo servizio sia ancora tra i più economici: attualmente un metro cubo di acqua costa 1,37 euro, ma nel giro di dieci anni potrebbe arrivare a 1,63 euro. Per quanto riguarda la spesa media mensile di una famiglia di tre persone, quest’ultima si attesta sui 22 euro al mese, pari a un'incidenza dello 0,8% sul paniere complessivo della spesa.
La spesa media per il sistema idrico integrato si attesta a 134 euro l'anno per un consumo di 100 mc e a 201 euro l'anno nel caso di 150 mc. Come sempre, visto come è impostato per legge il sistema tariffario (sono inclusi i costi degli investimenti) si registrano marcate differenze tra le varie aree del Paese: gli esborsi più elevati sono stati rilevati in Toscana (193 euro l'anno per un consumo di 100 mc e 301 euro l'anno per 150 mc), mentre la spesa più contenuta é stata riscontrata in Molise (43 e 73 euro l'anno) e Lombardia (rispettivamente 60 e 91 euro).

In Europa le risorse totali di acqua dolce sono relativamente abbondanti (2,3 milioni di metri cubi l'anno) e solo il 13% di questa quantità viene utilizzata. Ma, in 12 Paesi concentrati soprattutto nell'area del Mediterraneo, c'è una situazione critica: Romania, Belgio, Danimarca, Grecia, Turchia, Portogallo e Regno Unito soffrono infatti di lieve stress idrico, mentre Cipro, Malta, Italia e Spagna si trovano addirittura in una condizione peggiore.

L'acqua non va sprecata, anche un semplice gesto può contribuire a cambiare la situazione!

Articolo tratto da Lifegate di Alessandro Belotti

venerdì 22 ottobre 2010

La guerra all'acqua in bottiglia negli USA


A partire dallo scorso settembre la Seattle University è diventata la prima università dello Stato di Washington che ha proibito la vendita di acqua minerale in bottiglie di plastica, e una delle poche al mondo ad avere fatto questa scelta. L'unica acqua che si può bere in tutto il campus, dai servizi di ristorazione alla biblioteca, ai distributori automatici, è quella del rubinetto.
I veri promotori dell'iniziativa sono stati gli studenti che hanno preso la decisione di far cessare la vendita di acqua in bottiglia per le seguenti motivazioni:

-la necessità di mantenere l'accesso all'acqua un diritto universale per tutti gli uomini che come tale non può essere mercificato;
-il contributo che questa scelta può dare al raggiungimento globale degli obiettivi di riduzione dei gas serra che il campus si è prefisso;
-perché l'acqua del rubinetto di Seattle è una delle migliori della nazione sotto tutti gli aspetti.

L'acqua viene erogata da diverse fontanelle tutte chiaramente riportate dalla mappa del campus che sono presenti negli edifici del campus dove è possibile riempire bottiglie, caraffe e borracce termiche.
Nel campus è possibile acquistare delle borracce a $ 9.99 e contribuire a un progetto che permette ad Haiti di avere accesso all'acqua potabile. Una parte del ricavato della vendita viene donata infatti ad un'associazione, Engineers Without Borders (EWB) che per ogni singola bottiglia venduta permette a quattro haitiani di poter bere acqua pulita per dieci anni. Questo grazie ai sistemi di trattamento delle acque che EWB ha donato al paese di Haiti e che gestisce anche come manutenzione.
Le bottiglie sono state inoltre acquistate da Corporate Accountability International (CAI) con il logo della loro campagna Think Outside the bottle e anche qui CAI con la vendita delle bottiglie raccoglie fondi per la campagna che promuove la diffusione dell'acqua di rubinetto.
Secondo il Container Recycling Institute gli americani buttano ogni anno 425 milioni di bottiglie di plastica e altri contenitori per bevande. L'introduzione di sistemi di vuoto a rendere per la plastica e l'alluminio , l'emissione di ordinanze che vietano la vendita di acqua in bottiglia o che vietano il conferimento di bottiglie di plastica nelle discariche sono state attuate per incoraggiare il riciclaggio e ridurre gli sprechi da un certo numero di stati, città e università.
Diversi stati hanno implementato un sistema di vuoto a rendere che consiste nel richiedere al momento dell'acquisto il pagamento di una cifra come cauzione che viene restituita quando i residenti riportano le bottiglie e le lattine nei centri di riciclaggio. Gli stati che hanno in vigore questo sistema al momento sono: California, Connecticut, Delaware, Hawaii, Iowa, Maine, Massachusetts, Michigan, New York, Oregon e Vermont. Ecco alcuni esempi di azioni intraprese nei vari stati.

Carolina del Nord
Non è possibile gettare nell'indifferenziato le bottiglie di plastica a causa del divieto di conferimento in discarica. I residenti devo consegnare le bottiglie di plastica ai centri di riciclaggio o tramite il servizio porta a porta dove esistente.
Missouri
Nonostante lo stato non abbia ancora vietato l'uso delle bottiglie di plastica e abbia avviato solamente diversi centri di riciclaggio che le accettano la. Washington University, a la St. Louis ne hanno vietato l'uso all'interno del campus.
Massachusetts
Lo stato ha bandito l'utilizzo di bisfenolo A nelle bottiglie di plastica e nei contenitori per alimenti.
La città di Concord ha votato nel maggio 2010 per un divieto di vendita di acqua in bottiglia.
California
San Francisco ha vietato la fornitura di acqua in bottiglia in tutte le proprie sedi e anche in occasione di eventi pubblici. Si attende una legislazione che bandisca il bisfenolo A da bottiglie e contenitori per alimenti. L'Università di San Francisco ha bandito l'acqua in bottiglia lo scorso luglio.
Minnesota
E' diventato il primo stato a vietare il Bisfenolo A nelle bottiglie e biberon e altri contenitori di cibi e bevande destinati ai bambini. Diverse università dello stato come la Winona State University e la Minnesota State University stanno lavorando per arrivare a un divieto all'interno dei loro campus.
Oregon
Anche qui c'è un'università che guida la rivolta, si tratta dell'Università di Portland che ha già un divieto in corso. Lo stato sta invece lavorando a un disegno di legge con misure allo studio atte ad incoraggiare le persone a rendere le bottiglie per il riciclaggio.

venerdì 16 luglio 2010

New York City: fontanelle mobili contro la calura estiva

di Paolo Ghiga

Gli abitanti e i turisti di New York sfideranno questa torrida estate accompagnati dalle tanto attese fontanelle pubbliche itineranti: il Sindaco Bloomberg e il commissario della protezione ambientale Cas Halloway, hanno lanciato “Water on-the-go”, un nuovo programma per rendere più accessibile l’acqua potabile negli spazi pubblici della città.

Le nuove fontanelle si trovano in luoghi a un intenso passaggio pedonale come le piazze, i parchi, i mercati, sopperendo ad una penuria storica. Le strutture, 10 fontane composte da sei rubinetti ai quali dissetarsi direttamente o riempire contenitori, oltre a ciotole per gli amici a quattro zampe, in base a un preciso un calendario estivo, si muoveranno attorno alla città, in quanto facilmente collegabili agli idranti all’alba e rimosse a fine giornata. Ad esempio, alcune postazioni si possono trovare il martedì a Brooklyn Borough Hall Greenmarket, il venerdì presso Union Square Greenmarket, il sabato, a seconda degli eventi, lungo le passeggiate a Staten Island, Sunnyside, e la domenica presso il Brooklyn Bridge Park.

Il sindaco Bloomberg ha sottolineato i forti investimenti effettuati, oltre 21 miliardi di dollari, per mantenere e migliorare il sistema che serve ogni giorno gli 8,4 milioni di abitanti della metropoli americana. Holloway precisa, invece, come l’acqua della città sia pulita e presente in grande quantità, distribuita da oltre 7000 miglia di condutture e proveniente da 19 riserve e 3 laghi naturali, lontani fino a 250 chilometri dalla città, e filtrata dallo stesso ecosistema formatosi, che la arricchisce di sali minerali lungo il percorso.
Inoltre è una bevanda che permette di contrastare il grande consumo di prodotti zuccherati e soft drinks, dei quali gli americani sono grandi consumatori. Ecco una prima valenza educativa e didattica: effettuare una scelta naturale per vincere l’arsura estiva. Halloway sottolinea anche l’aspetto economico, sostenendo che oltre al benessere fisiologico, quest’acqua rappresenta anche un ottimo investimento, in quanto a circa un penny per gallone, risulta 1000 volte più economica dell’acqua in bottiglia.

Una virata decisa verso forme più democratiche e sostenibili, visti i dati delle statistiche precedenti. I contenitori che trovano posto negli uffici pubblici e privati, oltre alle tonnellate di bottigliette di plastica hanno un impatto economico e ambientale devastante. Negli Stati Uniti vengono usati 17 milioni di barili di petrolio all’anno per produrre bottiglie di plastica per l’acqua, causando oltre 2,5 milioni di tonnellate di inquinamento da anidride carbonica.

Che l’acqua potabile sia un business in continua evoluzione e crescita è un dato di fatto: basti pensare che nell’estate del 2007, Craig Zucker, fondò la Tap’d NY (tap sta per rubinetto), società che si occupa di imbottigliare l’acqua di New York, rivenduta poi a 1 dollaro e 50 la bottiglietta. Un’idea azzeccata e una scommessa onerosa per le tasche dei newyorkesi, che pur pagando già una bolletta dell’acqua, hanno risposto in modo inaspettato, con oltre 50000 confezioni vendute in soli sei mesi, grazie ad una rete di 75 tra negozi, bar e ristoranti che hanno aderito all’iniziativa.

Il problema dei costi è una piaga endemica che investe l’intero pianeta: in Italia una ricerca dell’Adoc evidenzia come il costo dell’acqua minerale sia salito del 6%, tanto che mezzo litro di minerale costerebbe il 133% in più rispetto al 2001. Inoltre, il fattore caldo e l’assoluta necessità, fanno sì che i prezzi arrivino alle stelle, in quanto la grande distribuzione riduce l’offerta sulle bottiglie da 1,5 litri nel periodo giugno-settembre, con una contrazione anche del 30%.
Gli aumenti sono in media del 5,9% mentre per una bottiglia da 0,5 litri si arriva al 13,9% in più. Le fasce più deboli, gli anziani ed i bambini, risultano le categorie più colpite, vista la loro frequente necessità di bere. Alcune amministrazioni hanno risposto a questo problema attraverso diversi progetti. A Foligno e Spoleto, ad esempio, dal 6 maggio scorso sono state inaugurate le prime fontane pubbliche della Regione Umbria. Per tutto il mese è stata erogata gratuitamente acqua frizzante, che, dopo il primo mese di lancio costerà ai cittadini 5 centesimi. L’iniziativa, in forme analoghe, è seguita anche dai Comuni di Roma e Pistoia, rientrando nei ‘Percorsi innovativi di riduzione dei rifiuti alla fonte’, progetto sperimentale promosso dalla Regione Umbria per limitare l’impatto dei rifiuti sull’ambiente.

Iniziative del genere sono una risposta forte al caro acqua che affligge i cittadini e dovrebbero costringere i produttori di acqua in bottiglia a rivedere le loro strategie commerciali. Sensibilizzare le persone ad un uso responsabile delle risorse idriche, riavvicinandole alla natura per combattere sprechi e risparmiare: l’acqua è un bene che va tutelato e rispettato con grande attenzione e parsimonia e, soprattutto, dev’essere accessibile a prezzi ragionevoli ad ognuno di noi, anche alla luce del recente decreto legge per la privatizzazione dell’acqua, spettro che rischia di far lievitare i costi dell’acqua che sgorga dai nostri rubinetti.